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ALLAMANO HOUSE
Ritornati dalle nostre lunghe vacanze, abbiamo iniziato il nuovo anno formativo con gli esercizi spirituali che si sono svolti dal 1º al 7 agosto sulla Collina del Tabor, a Nyahururu. Il ritiro è stato guidato da sr. Scholastica, delle Suore della Misericordia e da p. Santolino, un monaco carmelitano. Nella loro condivisione spirituale, ci hanno parlato sui consigli evangelici, la vita comunitaria e la preghiera, che hanno definito come necessità di base per la nostra consacrazione religiosa. Ci hanno esortato ad abbracciare queste virtù con la mente e il cuore perché costituiscono la fonte principale della gioia e della felicità nella vita religiosa.
Alla fine del ritiro, p. Dietrich Pendawazima, nostro formatore, ci ha invitati a tornare all’Allamano House con lo stesso zelo ed entusiasmo che abbiamo sperimentato sulla collina del Tabor. Egli ha sottolineato che come l’esperienza del Tabor ha segnato l’inizio della missione di Gesù, così questa nostra esperienza doveva fare da base per l’intero anno accademico.
Il 10 agosto, assieme ai nuovi professi, abbiamo dato il saluto ufficiale ai confratelli che hanno lavorato per noi fino ad oggi: p. Matthew Ouma, già vice superiore regionale ed ora consigliere generale per l’Africa; p. Luigi Brambilla, superiore regionale emerito e p. Antonio Vismara, già nostro formatore ed ora superiore regionale dell’Etiopia. Da parte sua, p. Brambilla ha lodato lo spirito di famiglia che si respira nella comunità dell’Allamano House, che p. Vismara ha contribuito a far crescere con sacrificio e costanza.
Erano presenti anche p. Kwajaba, ora nostro vice-regionale, p. Lerda, p. Demarie, fr. Wekesa, p. Murugara, p. Libana, p. Joya e p. Ndong’a, ora consigliere regionale dell’Etiopia. Durante questo trattenimento abbiamo dato anche un caloroso benvenuto a p. Pendawazima come nostro nuovo formatore.
Il 15 agosto abbiamo partecipato al rinnovamento dei voti di 16 confratelli, in una cerimonia ricca di colore e gioia. La messa, celebrata alle 6 della sera nella nostra cappella, è stata presieduta da p. Luigi Brambilla. Riflettendo sulle letture del giorno, ha spiegato che Maria ha risposto alla chiamata di Dio nella totalità del suo corpo, della sua anima e del suo cuore. Nello stesso modo noi rispondiamo alla chiamata di Dio con la nostra consacrazione.
Il 17 agosto, alla vigilia della sua partenza per l’Etiopia, p. Vismara ha celebrato una messa di ringraziamento a Dio per averlo chiamato a lavorare in Kenya ed in Etiopia. Nell’omelia ha spiegato che ciò che siamo e quello che facciamo non proviene mai dai nostri sforzi, ma è piuttosto frutto della grazia di Dio. Riferendosi alla sua nuova missione in Etiopia, ha aggiunto che nella sua vita ha sempre finito per fare ciò che non aveva né scelto né voluto, ma la sua felicità è stata la vicinanza e l’aiuto costante di Dio. E quindi ha concluso affermando allegro di non essere preoccupato e di non aver paura né del passato né del futuro perché, essendo volontà di Dio, è sicuro di contare con la sua grazia.
Riferendosi alla sua esperienza di formatore, ha ringraziato Dio per avergli dato il privilegio di entrare nella vita di altre persone, cosa non facile e diritto mai scontato e ha aggiunto che dalla ricchezza altrui, ha potuto imparare e acquisire nuove virtù e valori che costituiscono un vero tesoro per la sua vita. Infine ci ha esortato a cercare la volontà di Dio nelle nostre esperienze quotidiane, per essere quella famiglia di fratelli come il nostro Fondatore ci voleva.
Nello stesso giorno abbiamo iniziato a riflettere sul nostro Progetto Comunitario di Vita che ci dovrà guidare durante il prossimo anno formativo. Aprendo i lavori, p. Pendawazima ci ha esortato a far crescere quello spirito di famiglia che p. Vismara ha seminato nei nostri cuori. Egli ci ha presentato il PCV come un ideale da realizzare insieme come comunità, un punto di riferimento ed un principio che guiderà la nostra vita. Per questo deve esprimere i valori e gli ideali dei Missionari della Consolata con cui vogliamo identificarci e che vogliamo realizzare. Quindi ci ha esortato a fare un progetto capace di creare comunione, corresponsabilità e partecipazione attiva nel nostro processo formativo, valorizzando la ricchezza della nostra internazionalità.
Abbiamo formulato il Progetto Comunitario di Vita alla luce delle nostre costituzioni, della Ratio formationis, in armonia con l’XI Capitolo Generale e nello spirito del nostro Fondatore. L’obiettivo che ci siamo prefissati è l’intimità con Cristo nella vita eucaristica come fondamento della nostra comunione, mentre condividiamo e apprezziamo gli aspetti interculturali derivanti dalla nostra internazionalità, elementi che faranno crescere il nostro essere famiglia secondo lo spirito dell’Allamano. Il 22 agosto, armati di entusiasmo e buona volontà, abbiamo ripreso la scuola presso il Tangaza College. Stefano M. Silu
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