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“Voi siete tutti fratelli e dovete vivere insieme per poi lavorare insieme” (Giuseppe Allamano). Desiderosi di vivere quanto insegnava il Padre Fondatore, i giovani e le giovani in formazione della Regione, nel mese di agosto hanno organizzato una serie di incontri sul tema della consolazione. Tali incontri hanno avuto luogo per tre lunedì successivi, in case di formazione diverse. Ad essi hanno partecipato i novizi, i filosofi e le postulanti della Consolata, assieme ai rispettivi formatori e formatrici.
Il primo incontro si è svolto nella casa di formazione delle suore, a Merlo. Suor Maria Elena ha condiviso con noi la sua esperienza missionaria affermando tra l’altro che: «essere presenza di consolazione nel mondo d’oggi significa testimoniare agli uomini e alle donne del nostro tempo l’esperienza profonda del Dio liberatore».
Nel secondo incontro, svoltosi nel seminario filosofico e guidato dal nostro superiore regionale, p. Rubén López, abbiamo riflettuto sui metodi di consolazione usati dai nostri primi missionari e missionarie in Kenya ed Etiopia. Ebbene, abbiamo visto che oggi siamo ancora in sintonia con il metodo proposto dall’Allamano ai primi missionari per quanto riguarda il lavoro con i catechisti e gli altri agenti della pastorale, la sfida della promozione umana, l’impegno di essere presenza di consolazione in mezzo alla gente e l’unità d’intenti che ci deve caratterizzare nel nostro apostolato. A questo secondo incontro erano presenti p. Lorenzo Kiarie e p. José Luis Ponce de León. Quest’ultimo, in vacanza in patria e prima di assumere il nuovo incarico nel Segretariato della Missione, ha condiviso con noi la sua esperienza di lavoro nel segno della consolazione in Sud Africa.
Nell’ultimo incontro, svoltosi nella sede del noviziato, il maestro, p. Daniel Bertea, ci ha aiutato a riflettere sulla figura di Maria come Consolata, dato che questo è il nome che ci ha dato il Padre Allamano. Solo quando sperimentiamo la consolazione di Dio, in un atteggiamento di fede e speranza come Maria, figura di Israele e di tutta l’umanità, possiamo diventare veri consolatori annunciando la gloria di Dio alle nazioni.
Questi incontri sono stati un momento di riflessione e un’esperienza di condivisione delle nostre vite, sogni e aspirazioni. Ora ci sentiamo più animati a percorrere insieme, Missionari e Missionarie della Consolata, il cammino della consolazione, frutto della pace e della giustizia, nel segno dell’unità e della promozione umana di tutte le persone con cui lavoriamo. I novizi
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