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MARCIA DELLA PACE PDF Stampa E-mail
Scritto da Edilmar Cardoso Ribeiro   

BRAVETTA
Perugia – Assisi, 2005

L’11 settembre si è svolta la marcia per la giustizia e la pace, edizione 2005, da Perugia ad Assisi. Oltre mille erano le organizzazioni che avevano dato la loro adesione, tra cui diverse confessioni religiose e partiti politici. Nell’insieme vi hanno partecipato più di 200 mila persone da tutta l’Italia. Nel lungo corteo si vedevano tante famiglie, anziani, una marea di giovani e anche cinque Missionari della Consolata: p. António Fernandes, consigliere generale, p. Giovanni Scudiero incaricato di Giustizia e Pace della RI e tre teologi di Bravetta (Hyacinth Mwallongo, James Nyaga, Edilmar Cardoso).

Abbiamo partecipato alla marcia perché crediamo che un mondo più giusto e in pace sia possibile e perché riteniamo che la lotta contro la povertà, le malattie, la fame e la violenza debba coinvolgere tutti e non solo alcune organizzazioni o partiti politici. Tutti, infatti, siamo corresponsabili di questi problemi che turbano il nostro pianeta, perciò tutti insieme dobbiamo impegnarci a sradicarli dal mondo.

La marcia, accompagnata da musica, bandiere e striscioni con i colori dell’arcobaleno, si è svolta lungo un percorso di 24 chilometri. Tre erano gli slogan di quest’anno: “Mettiamo al bando la miseria e la guerra”; “Riprendiamoci l’Onu”; “Io voglio. Tu vuoi. Noi possiamo”.
L’obiettivo era quello di sollecitare politiche di pace, sostenere le proposte della società civile nel vertice delle Nazioni Unite e rinnovare l’impegno contro la miseria, la guerra, il terrorismo e la violenza.

Il corteo era aperto da uno striscione lungo 103 m su cui era scritto: “Stop alla povertà”, tema centrale della manifestazione; lo stesso che, tre giorni dopo, sarebbe stato discusso nel vertice dell’Onu a New York, insieme a quello della riforma delle Nazioni Unite. La marcia Perugia-Assisi pertanto, è stata una giornata di mobilitazione contro la povertà e la guerra e a favore di una maggiore giustizia economica e sociale. In questo senso, voleva essere anche un forte richiamo ai governi che avrebbero partecipato al vertice delle Nazione Unite dal 14 al 17 settembre.

La manifestazione coincideva con il quarto anniversario dell’11 settembre, per cui era giusto ricordare le vittime del terrorismo, rinnovare ancora una volta la condanna per questo genere di atti e ascoltare le testimonianze di persone e di parenti di persone che hanno sofferto per la strage dell’11 settembre a New York.

È stato un bel momento d’incontro, di mobilitazione e di rinnovamento degli impegni per continuare la nostra marcia della pace e verso la pace. La marcia è lunga e faticosa, ma siamo fiduciosi che insieme potremo percorrere questo cammino.

Edilmar Cardoso Ribeiro

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