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INCONTRO DEI SUPERIORI PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Antonio Giordano   

TORINO – CASA MADRE

12-13 settembre 2005

I superiori di comunità della Regione Italia nei giorni 12 e 13 settembre si sono incontrati con la Direzione Regionale. Le comunità della Regione sono 20. Tre sono comunità di formazione: Bravetta con il seminario teologico; Bedizzole con il noviziato ed Alpignano con il postulandato. Le altre 17 sono case di animazione missionaria-vocazionale. Di queste, cinque (Torino, Certosa, Bevera, Vittorio Veneto e Martina Franca) sono indirizzate ad un lavoro specifico di presentazione della vocazione missionaria e di accompagnamento di possibili candidati. La comunità di Torino, per il ruolo particolare della Casa Madre, è piuttosto complessa e variegata. Essa, infatti, offre accoglienza ai missionari in vacanza dalle missioni, include l’infermeria dell’Istituto e la chiesa dedicata al beato Fondatore. Tuttavia numerose sono le sfide e le possibilità di lavoro che offre. Così anche la Certosa è una comunità un po’ diversa dalle altre essendo un centro di spiritualità missionaria. Infine, la comunità beato Allamano di Alpignano, che raccoglie i missionari ammalati o reduci dalle missioni, si presenta come un’oasi di pace e di preghiera.

L’orario della due giorni è piuttosto stringato. Il primo giorno pone l’enfasi sulle relazioni dei singoli superiori a cui viene dato campo aperto per narrare il lavoro fatto nella loro comunità durante l’anno appena trascorso, puntualizzando le difficoltà incontrate, le sfide accolte, le sconfitte ed i successi riportati. Da tener presente che alcuni superiori cambiano sede dopo l’incontro: p. Tommaso Sottocorna da Bevera va ad Alpignano Casa beato Allamano; p. Gianfranco Zintu (oltre ad essere consigliere regionale) diventa superiore di Bevera; p. Francesco Discepoli diventa superiore della casa di formazione di Alpignano. Altri superiori sono riconfermati per un secondo triennio. L’impressione generale è che ogni superiore sia soddisfatto di aver avuto l’occasione di partecipare agli altri gli avvenimenti più salienti della sua comunità. Le domande di chiarimento che seguono fanno risaltare che c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e da mettere in pratica nella propria comunità.

Il pomeriggio, dopo l’ascolto della relazione sul XI Capitolo Generale, fatta da p. Francesco Bernardi, si discute su come organizzare la Conferenza Regionale che avrà luogo, a Torino, a febbraio del 2006. Vengono presentate diverse proposte nel tentativo di rendere la Conferenza un’attività di tutta la Regione anche se solo i delegati delle singole comunità vi prenderanno parte.
La prima Conferenza della RI unificata diceva: «Lo specifico della regione è: l’AMV e la formazione di Missionari della Consolata, l’assistenza ai missionari anziani e ammalati, l’accoglienza dei missionari in vacanza e la cura dei beni culturali e patrimoniali dell’Istituto». Queste finalità di base sembra debbano ancora rimanere.
Successivamente, p. Antonio Rovelli, direttore regionale di AMV, presenta lo schema delle attività annuali per un’ultima analisi e approvazione, prima di stamparle e distribuirne copia a tutte le comunità. Il tema dell’anno ricalca il titolo del documento: “Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo”, del comitato preparatorio del IV Convegno Ecclesiale Nazionale, che si terrà a Verona dal 16 al 20 ottobre 2006.
Padre Giovanni Bertello presenta poi una sintesi del lavoro che svolge con gli “Amici Missioni Consolata” e con le “Dame missionarie”. Padre Giovanni Scudiero illustra il suo impegno nel campo di Giustizia & Pace e p. Benedetto Bellesi, direttore della rivista “Missioni Consolata”, spiega il progetto dell’équipe redazionale circa le nostre riviste.

Alla sera, nel salone del CAM viene presentato un progetto in atto nella missione di Toribio (Colombia). L’introduzione è fatta da p. Ugo Pozzoli, rientrato un anno fa da quella missione per lavorare nel campo delle nostre riviste. Padre Antonio Bonanomi, coordinatore dell’équipe di Toribio, presenta tre laici della sua comunità, che lo hanno accompagnato in Italia per partecipare ad alcuni incontri finalizzati a far conoscere il progetto che viene illustrato con un audiovisivo.

Il secondo giorno inizia con la presentazione, da parte del Superiore Regionale, degli obiettivi che si vuole perseguire durante il prossimo anno, enfatizzando la “proposta vocazionale” come logico sviluppo dell’animazione missionaria. Il Progetto Comunitario di Vita (PCV) «è lo strumento che aiuta i Missionari della Consolata ad essere “credibili e visibili”», dice p. Gioda. Esso si concretizza mediante la programmazione delle aree specifiche: vita di preghiera (ogni giorno, ogni settimana e ogni mese) e vita comunitaria (orario, incontro settimanale, incontri a livello di Istituto, le date significative come compleanni, onomastici e anniversari e il giorno di riposo). Passa poi a parlare della pastorale nelle parrocchie, continua con un vibrante accenno alla formazione permanente (meditazione, lettura spirituale, ritiri, incontri zonali), e conclude con un accenno ai temi della povertà e dell’economia.

Nella seconda parte della mattinata si festeggiano i giubilari: celebrano il 70º di professione religiosa i pp. Luigi Amadio, Igino Carnera e Bartolomeo Malaspina; il 60º di professione p. Ernestino Venturi; il 50º di professione i pp. Luciano Colombo, Francesco D’Acquarica, Carlo Massano, Romano Motter e Giovanni Polentarutti; il 25º di professione p. Antonio Rovelli. Un breve incontro fraterno è l’occasione per augurare a tutti ogni bene nel Signore e presentare ad ogni festeggiato un piccolo regalo.
Ad ognuno di loro viene posta la domanda: «Puoi, in breve, menzionare l’occasione più gioiosa e l’occasione più penosa della tua vita di Missionario della Consolata?». Tutti i festeggiati si sforzano di rispondere alla domanda. A dire il vero non tutti ci riescono… tuttavia tutti narrano un evento particolare della loro vita di missionari e tutti concludono dicendo: «e di questo ringrazio il Signore e la Consolata».

Ci si trova poi alle 11.30 nella chiesa del Beato Fondatore per la concelebrazione. Presiede p. Igino Carnera. Alla sua destra lo accompagna p. Bartolomeo Malaspina: insieme fanno 140 anni di professione religiosa e quasi 180 di età.
Padre Carnera introduce la liturgia con voce leggermente velata dall’età, ma sempre vibrante di energia e di vita. All’omelia intrattiene la comunità con il suo stile suasivo: «Presento tre F. dice: fede, fiducia e fedeltà. La fede come quella della Madonna, serva del Signore, perché si compia in me la sua parola. Fiducia nel Signore, che non ci abbandona mai, anche nei momenti più tristi e più difficili. E fedeltà alla vita religiosa missionaria, come il beato Fondatore è stato fedele alla chiamata di Dio a fondare l’Istituto». E conclude con un vibrante: «Di tutto questo rendo grazie al Signore e alla Consolata a nome dei confratelli che festeggiano con me il loro anniversario». Segue quindi la rinnovazione dei voti.
L’agape fraterna ci riunisce in refettorio per un allegro scambio di auguri mentre si gustano le squisite vivande preparate dalle nostre cuoche.

Nel pomeriggio si passa al campo economico. Padre Saverio Garello, vice superiore e amministratore regionale, presenta una dettagliata relazione sulle finanze della Regione ed esorta gli economi locali ad essere precisi nel seguire le norme amministrative dell’Istituto. Si chiede a tutti di essere esatti nella contabilità sia nel rispettare le scadenze dei pagamenti, i salari dei dipendenti, sia nella registrazione delle entrate come offerte e come intenzioni di S. Messe. Si affronta anche il problema della “capitalizzazione”, che non si applica alle comunità: solo la Regione può capitalizzare ed eventualmente investire. L’assemblea ha sempre mille domande da fare per chiarire e risolvere le mille e una difficoltà amministrative. L’Amministratore si riserva di dare risposte esaurienti in loco con la visita alle singole comunità.

Si conclude la due giorni con una breve comunicazione dell’infermeria, circa i documenti richiesti per usufruire delle facilità della sanità pubblica. Nei giorni seguenti inizierà la due giorni per gli Animatori Missionari.

P. Antonio Giordano

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