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STORIA DI FAMIGLIA PDF Stampa E-mail
Scritto da p. Sergio Frassetto   
Negli anni ’50 il DCM assume sempre di più la forma che noi oggi conosciamo: ogni mese presenta la cronaca delle varie case d’Italia e delle missioni del Kenya, Tanzania, Mozambico, Sud Africa, Portogallo, Brasile Argentina, Canada, i viaggi del Superiore Generale, le sue lettere, le decisioni della Direzione Generale, gli arrivi e le partenze, i decessi e il profilo dei missionari defunti.

Una miniera di piccole notizie permette di cogliere la vita nelle case di formazione dell’Italia e dell’estero, con gli orari di studio, le passeggiate, i pellegrinaggi, gli anniversari dell’Istituto ecc. e la vita delle missioni con i viaggi di ricognizione dei missionari, l’apertura di nuove stazioni di missione, la celebrazione di battesimi e cresime, le grandi manifestazioni religiose, le statistiche lusinghiere dei convertiti, ecc.

Nel DCM di maggio 1949 leggiamo la Fondazione della pia unione “Amici Missioni Consolata”, avvenuta il 10 aprile. «Essa è destinata a compiere un’importante azione di affiancamento per il nostro Istituto, mediante l’attività dei suoi Membri, che vengono a costituire attorno a noi, Missionari, una grande famiglia di amici e collaboratori».

1951: Cinquantenario della fondazione dell’Istituto. «Da Casa Madre, fin dal primo sorgere di quest’anno giubilare, prorompe a nome di tutti i Confratelli, in un gioioso ed incontenibile grido di riconoscenza a Dio: “Deo Gratias”!». Il bollettino si fa eco delle celebrazioni che avvengono nelle case dell’Istituto e nelle missioni.
«Per il cinquantenario della fondazione dell’Istituto, Nyeri ebbe la fortuna, da chissà quanti invidiata, di avere con sé il beneamato Superiore Generale che celebrò la messa della comunità del giorno 29 gennaio… Alle 10, S. Ecc. il Vicario Apostolico tenne un solenne pontificale… Alla fine del pranzo, al quale parteciparono 74 confratelli… si succedettero vari oratori ad esprimere il loro giubilo per la lieta ricorrenza… Ai nostri confratelli unì pure la sua voce il sacerdote kikuyu p. Caesar Gatimo (futuro vescovo di Nyeri) che, in perfetta lingua italiana, espresse a nome degli altri sacerdoti africani e di tutto il suo popolo il loro giubilo per la fausta ricorrenza…».

L’8 dicembre 1952 il card. Fossati benedice la ricostruita Casa Madre di Torino: «Cadde di schianto l’8 dicembre 1942… Piansero i figli per le ferite della Madre. Ma non si smarrirono… Dio benedisse la pietà filiale e la Casa Madre, sia pur lentamente, risorse… Sparsi nel mondo, manipoli di un grande esercito, ci sentiremo maggiormente fratelli ora che abbiamo nuovamente una Casa che con affetto diciamo “Madre”».

Verso la metà degli anni ’50 il DCM si arricchisce con l’introduzione delle foto, dapprima solo qualcuna qua e là, con parsimonia, e poi via via con più liberalità. Compaiono così ampie visioni dell’edificio della Casa Madre ripreso dall’alto «per i confratelli delle missioni che non l’hanno ancora vista», le foto dei giubilari, quindi dei neo sacerdoti. Nel mese di gennaio 1957, la copertina del bollettino si presenta con un simpatico montaggio del Padre Fondatore sullo sfondo della Casa Madre.

Nel Gennaio del 1960 il DCM annuncia la nascita del nuovo bollettino trimestrale: “Il Servo di Dio Giuseppe Allamano - Tesoriere della Consolata”, che «ha lo scopo di far conoscere più largamente il nostro venerato Fondatore e le grazie ottenute per sua intercessione; e chiedere preghiere per affrettare la sua glorificazione».

È l’anno del primo centenario della morte di S. Giuseppe Cafasso che la diocesi di Torino celebra con manifestazioni durante tutto l’anno. L’8 maggio la reliquia del braccio con cui il Santo benediceva i condannati a morte visita la Casa Madre: «Si ripeteva in mezzo a noi l’incontro tra il santo Zio e il santo Nipote, avvenuto oltre cento anni fa a Castelnuovo Don Bosco. Allora si incontrarono un gigante nella santità ed un’anima bella desiderosa di servire il Signore; oggi si incontrano due giganti: un Santo e un Servo di Dio che cammina verso l’onore degli altari» (P. Vittorio Merlo Pich). Il 21 maggio 1961 viene inaugurato nel “Rondò della forca” il monumento a S. Giuseppe Cafasso.
Il primo gennaio 1970 viene eretta la Parrocchia “Maria SS Regina delle Missioni” con sede provvisoria nella chiesa dell’Istituto in C.so Ferrucci 18. Il 5 aprile 1975 il card. Pellegrino consacra la nuova chiesa in via Cialdini, 20.

Giuseppe Allamano Beato.
Il 7 ottobre 1990, in Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II proclama beato Giuseppe Allamano. L’evento attrae a Roma Missionari, Missionarie e pellegrini da ogni parte del mondo dove l’Istituto lavora. La cerimonia sarà seguita da solenni celebrazioni a Roma, Torino e Milano. In quei giorni p. Giuseppe Inverardi, superiore generale, scriveva sul DCM: «Fratelli, questo è il giorno che il Signore ha fatto per noi. Giorno in cui la Consolata si compiace per l’onore tributato al suo figlio e servitore fedele. Giorno in cui la Chiesa esalta un altro testimone della fede. Giorno in cui Giuseppe Allamano è proposto come modello di santità e intercessore… Giorno in cui l’Istituto canta la sua gioia, proclama la sua lode, dice il suo grazie».

Anno 2001: l’Istituto celebra il suo centenario di fondazione. Padre Giovanni Tebaldi ce lo presenta come una storia d’amore nel suo libro “La Missione Racconta”. Il DCM di gennaio riporta gli auguri all’Istituto giunti dalle varie Regioni del mondo. Il 29 gennaio la festa è in Casa Madre con la messa solenne presieduta da p. Piero Trabucco, superiore generale, che inaugura il “percorso storico”, accanto alla cappella del beato Allamano. Al pomeriggio ha luogo la solenne celebrazione al Santuario della Consolata presieduta dal card. Severino Poletto. All’offertorio viene portata all’altare la terra intrisa del sangue dei martiri di Guiúa (Mozambico) e il Padre Generale conclude con l’affidamento dell’Istituto a Maria SS.ma Consolata.
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