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STORIA DI UOMINI GENEROSI |
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Scritto da p. Sergio Frassetto
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La cultura è l’anima di un popolo e un investimento per il futuro. Negli anni ’50 e ’60 emergono figure significative di missionari che si distinguono per il loro impegno nel campo dell’educazione e della cultura nei vari campi di missione. Scegliamo qualcuno fra i tanti. Uno di essi è p. Francesco Sciolla in Tanzania: partito con la prima spedizione per l’Iringa nel 1922, diventa vicario generale della diocesi di Iringa, Education Secretary delle scuole IMC, membro dell’Iringa District Education Commitee, Sultano onorario della tribù dei Wahee e Superiore regionale.
Padre Vittorio Merlo Pich, che ha raggiunto il Kenya nel 1923, per quasi un ventennio fu responsabile dell’organizzazione scolastica della Diocesi di Nyeri. Missionario linguista, con le sue numerose pubblicazioni contribuì alla diffusione della lingua e della cultura del popolo Kikuyu.
Negli anni ’57-’63 emerge la figura e l’opera di p. Giuseppe Mina che, in sei anni di lavoro pastorale in Kenya, impianta l’azione Cattolica in tutte le parrocchie della Diocesi di Nyeri. Successivamente, in Italia, realizzerà la Casa S. Giuseppe per i Fratelli Coadiutori e servirà l’Istituto come maestro dei novizi.
Il 25 novembre 1972 viene inaugurata la nuova cattedrale di Boa Vista, Roraima, un’opera grandiosa realizzata con grande sagacia e immensi sacrifici da fr. Pietro Menegon, il “muratore di Dio”. «Per oltre cinquant’anni questo fratello ha evangelizzato con la cazzuola e il martello in Italia, Roraima, Portogallo e Costa d’Avorio. Costruendo case dove i missionari vivono la fraternità, chiese dove celebrare le lodi del Signore, scuole dove formare i poveri ad essere gli uomini del domani e ospedali dove curare le sofferenze del corpo, si è costruito la dimora più bella nel cielo: il Paradiso».
Padre Giovanni Bonzanino è un’altra figura di grande rilievo che ha animato la scena missionaria prima in Kenya (1954-1974) nelle regioni più difficili della diocesi di Meru e poi in Etiopia (1975-1983) dove fu superiore delegato e avviò la Prefettura apostolica di Meki. Muore a 56 anni di infarto. Padre Inverardi scrisse: «Ricordo il suo entusiasmo, unito a una profonda capacità di riflessione… Era l’uomo dai molti sogni ma anche dalle molte realizzazioni. Non conosceva la paura. Era sempre in cerca di nuove frontiere. Credo si possa stabilire una identificazione: P. Bolzanino era la missione stessa».
Rimane indelebile nel nostro cuore anche il ricordo di p. Oscar Goapper, scomparso prematuramente il 18 maggio 1999 a soli 48 anni. «Missionario in Congo, l’esperienza della morte e della sofferenza lo porta a diventare medico e a fondare un fiorente ospedale a Neisu: una grande opera d’amore in favore degli africani».
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