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MAMELODI La parrocchia di Mamelodi è stata eretta il 5 maggio 1965 ad opera degli Oblati di Maria. Mamelodi è un insediamento abitativo di Pretoria, sorto a motivo dell’aparthaid, dove vivono circa un milione di negri, provenienti da varie parti del Paese. I bianchi vivono in città e, uscendo verso la periferia, si trovano i meno bianchi e poi i neri. A Mamelodi ci sono tre parrocchie rette da altrettante comunità religiose: gli Oblati di Maria, che sessant’anni fa hanno sparso i primi semi del cristianesimo in questa terra; poi i Comboniani, giunti qui 25 anni fa. Infine ci siamo noi, i Missionari della Consolata che, il 20 giugno 1995, abbiamo assunto la cura della parrocchia di St. Mary’s. Padre Alexius Lipingu ne è stato il primo parroco. Alla sua morte gli è successo p. Giorgio Massa che, nel mese di ottobre del 2003, ha passato il testimone al sottoscritto.
Questa parrocchia è stata creata col proposito di assistere la popolazione nera di lingua zulu; così la celebrazione eucaristica, la domenica, avviene in questa lingua. Tuttavia la maggioranza della gente parla anche il sutu, il zonga e altre lingue. La parrocchia conta circa 3 mila cattolici dei quali, praticanti, sono solo circa 400 famiglie. Il Consiglio Pastorale e la comunità intera hanno deciso di celebrare i quarant’anni di fondazione della parrocchia e i 10 anni di presenza dei Missionari della Consolata. Affinché gli anniversari producessero frutti abbondanti, si è programmato di fare una buona preparazione della comunità. Questa celebrazione si proponeva di fomentare il senso di appartenenza alla Chiesa e lo spirito di famiglia all’interno della parrocchia.
Si è stilato un programma di lavoro con i leaders della comunità, le confraternite, i ministri dell’eucaristia, i catechisti e altri. Il consiglio parrocchiale, assieme a p. Rocco Marra e il sottoscritto ha visitato tutti i settori della parrocchia nello spazio di sei settimane. Si recitava il rosario e poi si dialogava con la gente parlando della Madonna, della nostra appartenenza alla comunità parrocchiale e di come rinnovare i nostri impegni battesimali. Poi, dal 13 al 21 maggio, si è fatta la novena della Madonna, centrata sul tema: “Maria Madre di Gesù” con buona partecipazione di fedeli.
Il 20 e il 21 sono cominciati i preparativi della festa: il venerdì è stata macellata una mucca, dato che per la comunità zulu una festa senza carne non è festa. Durante tutto il sabato la gente ha preparato il mangiare nel salone parrocchiale. Tutti i gruppi della parrocchia hanno dato una mano. Mentre le donne preparavano il cibo, i giovani preparavano i canti e la liturgia. Gli uomini, da parte loro, hanno collaborato nella pulizia della chiesa e nell’allestimento dei festoni in giardino.
Una cinquantina di donne si sono fatte carico del cibo per tutti gli ospiti e delle decorazioni floreali. La domenica hanno iniziato a cuocere il cibo alle tre del mattino. Verso le sette sono arrivati i primi invitati. La maggioranza erano parrocchiani. Alle otto è giunto il vescovo di Pretoria e i vari sacerdoti che erano stati parroci di Mamelodi. Hanno partecipato alla festa circa 1500 persone. La celebrazione eucaristica è iniziata alle 8,30 ed è durata quattro ore: una celebrazione inculturata e segnata dalla spiritualità zulu-africana. Ora, dopo questo anniversario, la comunità di St. Mary’s ha preso maggiormente coscienza di essere Chiesa in cammino, sempre alla ricerca di quello che ci rende più fratelli e più famiglia. P. José Jesús Ossa Tamayo
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