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INTERFORMANDOS
“Camminando in comunione verso la missione”: questo è stato lo slogan dell’incontro dei formandi IMC e delle formande MC delle Regioni del Brasile e dell’Amazzonia, realizzatosi dal 6 al 9 settembre nel “Recanto Consolata”, a São Paulo.
I partecipanti erano una cinquantina tra formandi e formatori e per la prima volta erano presenti gli studenti di filosofia della Regione dell’Amazzonia. L’incontro si proponeva di approfondire la conoscenza reciproca in vista di una maggiore comunione e integrazione tra le due famiglie della Consolata. Sono stati quattro giorni di conferenze, intrattenimento, integrazione e scambio. Il primo giorno, verso sera c’è stato il momento dell’accoglienza e della conoscenza reciproca. L’incontro si è concluso con la preghiera della notte.
Il 7 settembre, festa dell’indipendenza del Brasile, abbiamo partecipato al “Grido degli esclusi”: una manifestazione della società civile, di carattere ecumenico, che mobilita migliaia di persone con l’obiettivo di denunciare situazioni di esclusione.
Al mattino, in cattedrale, abbiamo par-tecipato alla messa presieduta dal card. Dom Claudio Hummes, arcivescovo di São Paulo. Dopo, assieme alla gente, abbiamo partecipato alla sfilata fino a Piazza dell’Indipendenza. Al pomeriggio, fra José Alamiro Andrade Silva, un frate francescano che coordina le attività del SEFRAS (Servizio Francescano di Solidarietà), ha tenuto la prima conferenza parlando de “Il senso della presenza dei religiosi nei movimenti di militanza sociale”.
Fra Alamiro, che ha lavorato con i senza fissa dimora, ha presentato la situazione dei poveri che abitano nelle strade di São Paulo citando esempi di testimoni che svolgono questa missione. Il terzo giorno, p. Benedito Ferraro, assessore nazionale delle CEBs (Comunità Ecclesiali di Base) ha parlato del compito profetico della Chiesa nei nostri tempi sfidandoci a ripensare la nostra azione profetica per superare l’esclusione sociale. Dopo la conferenza, il lavoro è continuato nei gruppi che hanno cercato di rispondere alla domanda: “Dove sta emergendo oggi il profetismo?”. Le riflessioni sono state poi raccolte in assemblea.
Al pomeriggio una religiosa colombiana, Rosaleda Osorio, fmm, specializzata in bioetica ambientale, ci ha parlato di “ecologia e sviluppo sostenibile”. La giornata si è conclusa con l’eucaristia presieduta dal consigliere generale, p. Antonio Fernandes, il quale ci ha parlato della vita missionaria che si costruisce percorrendo il cammino della santità, un cammino che si presenta nuovo ogni giorno.
Il sabato mattino è stato dedicato al tema della formazione nei nostri due istituti. Ci hanno aiutati in questo p. Lírio Girardi, superiore regionale, sr. Lina Beatrice Kessy, formatrice delle juniores e sr. Cecília Pedrosa, maestra delle novizie. Nel lavoro di gruppo che è seguito, ci siamo chiesti quali sono gli aspetti che ci accomunano e quali ci differenziano nella nostra famiglia della Consolata. Quali potrebbero essere le aree di collaborazione dei due istituti e quali valori dovrebbero essere coltivati tra IMC ed MC per essere una vera famiglia e lavorare nella missione in unità di intenti.
Nel pomeriggio dell’ultimo giorno abbiamo ascoltato la testimonianza di sr. Lourdes Bonapaz, MC, che ha lavorato per molti anni in Liberia, in una situazione di guerra e in Guinea Bissau. P. Ramón Cazallas, da parte sua, ci ha raccontato la sua esperienza nella formazione, nella direzione generale dell’Istituto, nel coordinamento della pastorale diocesana della diocesi di Bonfim e, infine, il suo lavoro nella fondazione dell’Istituto di Teologia per la formazione dei laici.
Le serate del giovedì e del sabato sono state dedicate alla cultura e allo svago, con danze, sketch e tanta allegria. Sono stati bei momenti in cui abbiamo messo in comune i nostri talenti imparando qualcosa dalle diverse culture che si sono presentate. Questo incontro, soprattutto per coloro che sono all’inizio della formazione, è stato un’occasione per conoscere meglio l’Istituto. La presenza dei nostri fratelli della Regione dell’Amazzonia ha arricchito molto l’assise.
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