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ITALIA – TORINO : INCONTRO DEI SUPERIORI PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Antonio Giordano e P. Angelo Baruffi   
L’11 e il 12 settembre i superiori dei 20 centri della Regione si sono riuniti nella Casa Madre per l’incontro annuale d’inizio attività. Padre Stefano Camerlengo, vice superiore generale, ha introdotto i lavori richiamando il significato della figura del superiore come primo responsabile, non solo dell’andamento della comunità, ma anche dell’AMV e delle proposte vocazionali concrete da farsi ai giovani. Quando il superiore è attivo tutta la comunità cammina snella.

Prendendo spunto dalle Assemblee Continentali d’Africa, America ed Europa, p. Stefano ha presentato brevemente la realtà vocazionale e formativa dell’Istituto. Il primo scoglio difficile da superare è l’inserimento dei missionari, richiamati dalle missioni dopo 10 - 20 anni, nell’AMV del loro Paese d’origine. Tutti sembrano trovarsi in un mondo nuovo che non conoscono più, e quasi sentono il bisogno d’inculturarsi nuovamente nella patria d’origine.

In America Latina caratterizzata da una popolazione giovane, noi non abbiamo giovani aspiranti. In Africa il curriculum degli studi sembra portare gli aspiranti troppo lontano dalla loro cultura tradizionale. In Europa, i pochi aspiranti sono molto differenti per età e studi compiuti.

Questi problemi sono stati dibattuti e sviscerati dalle Conferenze Regionali che si sono concluse recentemente. La tendenza attuale è di considerare la formazione a livello continentale e di scegliere i formatori dallo stesso continente.


Dopo l’introduzione del Vice Generale, il Superiore Regionale ha aperto i lavori di gruppo che si sono poi conclusi in assemblea. Per primo è stato affrontato il tema delle comunità IMC in Italia alla luce dei recenti dettami della II Conferenza della Regione unificata che, riprendendo il motto della precedente, “missionari credibili e visibili”, ne ha evidenziato l’aspetto comunitario coniando il nuovo slogan “comunità missionarie credibili e visibili”.

Come strumento privilegiato per tradurre in pratica il nuovo motto, è stato riconfermato l’impegno del Progetto Comunitario di Vita da rendere vivo negli incontri comunitari settimanali. Questo aiuta a considerarci in “stato di missione” anche in Italia.

Si è quindi passati all’analisi delle attività che ogni comunità ha portato avanti in quest’ultimo anno dando così una definizione della fisionomia attuale e prevalente di ogni comunità.

In un secondo momento, tenendo conto degli scopi specifici della nostra presenza in Italia e dell’attuale composizione d’ogni comunità, ogni superiore ha cercato di riflettere su come qualificare le attività che già si fanno, mettendo le basi per la programmazione del prossimo anno 2006-2007.

Non è mancato infine l’aspetto “ideale” cercando di rispondere alla domanda: “e se le nostre comunità potessero contare su altro personale, cos’altro si potrebbe fare?”.

Al pomeriggio l’assemblea si è soffermata sull’organizzazione delle “zone” in cui è suddivisa la Regione. Si è confermato l’obiettivo della divisione in zone come strumento concreto per “permettere a tutti d’essere protagonisti della missione in Italia” insistendo che ogni zona si dia una fisionomia propria secondo le proprie esigenze e possibilità.

Sono emerse indicazioni comuni, per determinare la figura del coordinatore zonale; le varie iniziative di lavoro in comune: il programma, il carattere, la periodicità, il luogo, la durata degli incontri e la presenza della Direzione Regionale ai medesimi.
La mattinata del giorno seguente è stata dedicata ai confratelli giubilari con la messa solenne e l’agape fraterna. Al pomeriggio l’assemblea si è occupata d’economia, infermeria ed altri argomenti.

GIUBILEI

L’incontro dei superiori delle case è servito anche da cornice alla celebrazione dei vari giubilei, di professione e di ordinazione sacerdotale di quest’anno.
Essa è avvenuta la mattina del 12 settembre nella chiesa del beato Allamano e vi hanno partecipato i pp. Mario Valli e Lodovico Zanotti (60º di professione), Giampietro Casiraghi, Giulio Crippa, Cornelio Dalzocchio, Aldo Parodi, Tommaso Sottocorna e fr. Paolino Battista Rota (50º di professione), Osvaldo Coppola (25º di sacerdozio).

Ha presieduto la celebrazione p. Giampietro Casiraghi che, all’ omelia ha detto: «l’occasione è buona per fare un bilancio dei tanti nostri anni di vita religiosa; un bilancio che sia di invito a non tirare i remi in barca, ma sia piuttosto di stimolo per proseguire il nostro cammino facendo frutto di quanto abbiamo seminato e raccolto lungo la via».

Dopo aver richiamato le esortazioni della Chiesa sul dovere della testimonianza missionaria e del Padre Fondatore circa il significato e la responsabilità della consacrazione religiosa, ringrazia i superiori e «tutti i confratelli vicini e lontani. Li abbiamo ammirati perché sono stati buoni e pazienti con noi e perché abbiamo fatto e stiamo facendo un lungo cammino con loro. Ci hanno sopportati nel bene e nel male. Infine, grazie al Signore che ci ha protetti e messo una mano sul capo; grazie alla Consolata, nostra patrona. Della loro protezione abbiamo avuto molto bisogno! E ne avremo anche negli anni a venire».

La concelebrazione si è conclusa con una sosta presso la tomba del Beato Fondatore dove i giubilari hanno rinnovato la loro Professione Religiosa. Durante il pranzo, degno della circostanza, è stato donato ai festeggiati il volume “Vangelo secondo Luca” di Mario Galizzi (elledici).

L’occasione è servita anche per dare il saluto e il ringraziamento a p. Osvaldo Coppola che concludeva il suo servizio come parroco presso la Parrocchia Maria Regina delle Missioni durato otto anni.
P. Sergio Frassetto
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