Home Da Casa Madre arrow 2005 arrow Novembre 2005 arrow PROTETTORE ANNUALE
PROTETTORE ANNUALE PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Francesco Pavese   

IL VERTICE DELL’INTESA

L’intesa che stiamo ammirando tra il Cafasso e l’Allamano riguarda in un certo senso tutta la loro spiritualità, ma ha un vertice, che mi pare espresso dalle parole già riferite del Fondatore: «Io ho l’idea del Ven. D. Cafasso, che il bene bisogna farlo bene e non rumorosamente». “Il bene fatto bene”, “fare bene il bene”, ecc., sono espressioni familiari nel nostro ambiente, che il Fondatore ha ereditato dallo zio, facendole proprie e proponendole a noi come la via maestra per raggiungere la santità missionaria.

Effettivamente, come costante della pedagogia del Cafasso c’è proprio la convinzione che la santità consiste nel vivere “bene” la realtà ordinaria di ogni giorno e non nel “fare cose straordinarie”. Basta leggere le meditazioni e le istruzioni che teneva durante gli esercizi spirituali per rendersi conto che il Cafasso proponeva questo tipo di cammino verso la santità, perché lo riteneva “concreto”, “facile” e “completo”. Non è fuori posto ritenere che il Cafasso, a sua volta, su questo punto fosse in sintonia con la spiritualità di S. Francesco di Sales.

C’è una meditazione del Cafasso, riservata all’ultimo giorno degli esercizi, intitolata “Sopra le occupazioni giornaliere”, che sostanzialmente tratta solo di questo tema. Merita rileggerne qualche brano, perché probabilmente essa è stata la principale fonte di ispirazione per il Fondatore: «Già noi dobbiamo essere santi […]; ma sapete voi chi intenda io per santo, e chi lo sia? Io intendo per santo, e lo è realmente quel sacerdote che si occupa in ministeri, in azioni proprie del suo stato, anche comuni, ed ordinarie; non solo si occupa, ma si preoccupa, e fa quanto può per farle bene: qual è la vita di un buon sacerdote, come passa i suoi giorni? Prega, celebra, studia, confessa, predica, istruisce, consola, consiglia, visita, si solleva, ecco la tela delle occupazioni di un buon sacerdote: niente di straordinario, niente di rumoroso, tutto comune, ordinario». Questo testo è barrato dal Cafasso stesso, il che significa che forse non lo ha pronunciato, ma contiene il suo vero pensiero, espresso sotto tante angolature differenti, come risulta da tutta la meditazione.

Più avanti il Cafasso insiste sul suo pensiero: «Nemmeno poi è necessario che il sacerdote faccia nel suo stato opere grandi e strepitose per essere un vero e santo Ministro Evangelico: le opere grandi sono poche, e pochi sono chiamati a farle, ed è alle volte una grande e funesta illusione voler tendere a cose grandi e frattanto si trascurano le comuni, le ordinarie. […] Opere adunque di zelo, di gloria di Dio, e della salute delle anime, ma opere comuni, ordinarie; dico comuni non già che sien tali per loro natura, giacché la minima cosa divien massima quando sia diretta a quel fine, ma le chiamo comuni, per intendere quelle che giornalmente sono alla mano».

Ed ecco la vera fonte d’ispirazione per il Cafasso, come sarà per l’Allamano: «Con ciò però non crediamo che basti per essere un vero sacerdote passare i nostri giorni in azioni tali, io direi che sarebbe il meno: il meglio anzi il tutto sta nel farle bene, di modo che di un sacerdote si possa dire a proporzione quello che dicevasi del figliuol di Dio: Marc. Cap. 7, che ha fatto bene tutte le cose».
Queste parole sono seguite da altre barrate, ma molto significative: «Da ciò veda ognuno quanto importi l’impegnarsi a far bene le cose comuni, e quanto ci debba esser consolante il sapere che la nostra santità e perfezione ci sia tanto alle mani, ed in una cosa così facile, e domestica». Il Cafasso non si limita a queste affermazioni, ma prosegue ad indicare che cosa significhi fare “bene” le cose ordinarie: «Che cosa adunque si ricerca per farle bene? Io le riduco a due: 1. farle unicamente e puramente per Dio. 2. farle estremamente in un modo che sia degno di quel Dio, per cui le facciamo. Primieramente fare le nostre azioni tutte quante solo per Dio».

A parte il linguaggio un po’ anteriore nello stile, non ci pare di risentire il Fondatore? Sappiamo che lui si ispirava a due serie di modelli: anzitutto al modello per eccellenza che è Gesù («Ha fatto bene ogni cosa»: Mc 7,37), assieme a Maria, nel mistero della Visitazione; poi anche a modelli umani, in particolare a S. Francesco di Sales e al Cafasso.

Sentiamo l’Allamano stesso in due testi, che ritengo tra i più illuminanti:
Nella conferenza del 3 settembre 1916, tutta sul commento a Mc 7,37: «Nel S. Vangelo della Domenica passata, si racconta il miracolo di N.S.G.C, della guarigione di un sordo-muto. A questo fatto le turbe meravigliate..., esclamarono: bene omnia fecit-fece tutte le cose bene. Pare che come conseguenza dell’accaduto, dovessero dire: fece cose grandi, miracolose... No, ma: bene omnia fecit. Con queste tre parole fecero molto miglior elogio, affermando che Gesù non solo nelle cose straordinarie, ma anche nelle ordinarie e comuni faceva tutto bene. Vediamo come veramente N.S. in tutta la sua vita fece bene ogni cosa; per poi vedere se noi pure, imitandolo facciamo tutto bene».

E durante il ritiro mensile del 2 luglio precedente, festa della “Visitazione di Maria SS.”: «Lo scopo di S. Francesco di Sales era che (le sue suore) conducessero una vita ordinaria, non aspre penitenze, non digiuni… Voi dovete condurre una vita ordinaria come la Madonna; sarà stato quello di assistere S. Elisabetta, […], accompagnare S. Giuseppe, quando tornava a guardare il bambino, quelle cose lì… in quei tre mesi, la Madonna ha fatto la vita ordinaria. Ha fatto tutto lo straordinario nell’ordinario.
Come il nostro Venerabile, si diceva che, vivendo ordinariamente, faceva le cose in modo straordinario. Così la Madonna, faceva come le nostre buone donne, che vanno ad aiutare le vicine, comperare, faceva quello che deve fare una buona donna in casa, come una buona serva. Perciò non faceva cose straordinarie, e S. Francesco non voleva che le sue suore facessero miracoli, ma solo bene le cose ordinarie».

P. Francesco Pavese
Postulatore Generale

Archivio
2006
2005
2004
2003
2002
Mambo è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
Versione italiana localizzata da SupportoMambo basata sul progetto MamLang modificato da Giorgio Nordo per www.equal.it