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VI VOGLIO COSI’ PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Francesco Pavese - Postulatore Generale   
EDUCATORE DI SACERDOTI E DI MISSIONARI

In occasione della beatificazione, anche con la scelta della data, la Chiesa ha ufficialmente riconosciuto che l’Allamano è stato un insigne educatore di sacerdoti e di missionari. Lui stesso ha avuto coscienza, fin dal primo anno della fondazione dell’Istituto, di avere questo carisma: «Sono io, e chi vi pongo io a guidarvi, che dovete solamente ascoltare […]. La forma nell’Istituto è quella che il Signore mi ispirò e mi ispira». Queste parole, che conosciamo a memoria, sono forti e fanno capire come il Fondatore considerasse questo impegno una “responsabilità” personale affidatagli da Dio stesso, con il compito di trasmetterla, in modo che diventasse carisma dell’Istituto. E tutto realizzato in clima di famiglia, con grande amore, come lui stesso confidava: «Il Signore avrebbe potuto scegliere un altro a fondare questo Istituto, uno più capace, con maggiori doti, con più salute, ma uno che vi amasse più di me… non credo». Anche nel processo di beatificazione, i testimoni hanno colto bene questa caratteristica dell’Allamano e ci hanno trasmesso sue espressioni molto significative.

Anzitutto, per i sacerdoti del convitto ecclesiastico mirava ad una formazione integrale: «Voglio che si persuadano – e lo dico loro – che non sono in Convitto solo per studiare la morale, ma che sono per formarsi alla pietà e allo spirito ecclesiastico». Quando, per seri motivi, doveva riprendere qualcuno, concludeva incoraggiando: «Là! Ora mettiamo una pietra su tutto… Si metta d’impegno, e procuri di essere un buon sacerdote…».
Per le conferenze formative ai convittori si preparava diligentemente e valorizzava la pedagogia dei modelli: «Scrivo così quando mi vengono dei pensieri che fanno a proposito. Quando vado e torno da S. Giovanni [la cattedrale], penso a queste cose; tornato a casa prendo appunti. Così per domani sera ho già pensato di parlare loro dello spirito ecclesiastico. Darò la spiegazione dello spirito ecclesiastico e poi dirò, che più che definirlo, si può meglio descriverlo vedendolo in un sacerdote che lo possiede. Mons. Gastaldi diceva agli esercitandi: “Supponete un poco di vedere un giorno sul piazzale [di S. Ignazio] Don Cafasso e il Teol. Guala passeggiare colla pipa in bocca! Non credereste a voi stessi, perché non vi parrebbe vera una tal cosa in quegli uomini…”».
Per la formazione dei sacerdoti diocesani e dei missionari seguiva il metodo educativo di Don Bosco: «Meglio non lasciarla piegare la pianta, che dover poi studiare di raddrizzarla, perché tale operazione lascia sempre un reliquato, cioè i segni della deviazione e del taglio operato». «È meglio impedire gli inconvenienti che essere obbligati a rimediarvi dopo».
A tutti proponeva l’impegno, la serietà e la retta intenzione: «Non è stando neghittosi che si acquista meriti dinanzi a Dio, ma dimostrando buona volontà nell’adoprarsi al lavoro per la gloria di Dio, e per il bene delle anime. Poiché il Signore premia la buona volontà e non il successo».
Consigli per i formatori - A p. G. Nepote nominato maestro dei novizi: «Procura di dire a tutti ogni giorno una buona parola. Raccomanda ogni giorno ogni tuo soggetto al suo Angelo Custode. Prega ogni giorno per ciascuno e per tutti i tuoi soggetti». A p. G. Gallea, nominato assistente mentre era ancora chierico: «Fa pure tranquillamente. Ora la grazia dell’assistente l’hai tu». A p. L. Sales animatore vocazionale: «Sta attento a non entusiasmarli poeticamente…».
Comprensivo e realista - Ad un novizio che aveva dimesso disse: «Senti, se mi prometti di non portarmi disturbo nell’Istituto, ti permetto di rimanere fino a che tu abbia ultimato i tuoi studi». Non riaccettò un seminarista mandato via dall’Istituto e ritornato piangendo assieme al padre: «Sentivo come il cuore a pezzi, ma non cedetti, perché non dovevo cedere».
A tutte le raccomandazioni per i militari aggiungeva: «Se poi avrai bisogno di qualche cosa, scrivimelo liberamente». Ad un missionario che aveva lasciato il sacerdozio: «Guarda che firmando questa dichiarazione, firmi una grave accusa per il giorno del giudizio! Ad ogni modo ricordati che qui hai sempre un padre pronto a riceverti».

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