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Dal 7 al 20 luglio 2006, per la prima volta, la Regione Congo si è trovata riunita in Conferenza a Kinshasa, proprio mentre il Paese si preparava alle elezioni presidenziali libere, democratiche e trasparenti che si sarebbero svolte il 30 luglio. I missionari del nord sono scesi a Kinshasa e, insieme ai residenti nella capitale, si sono riuniti a Kimbondo, presso la “casa bianca” (casa regionale), dove si sarebbero svolti i lavori.
La Conferenza è stata preceduta dagli esercizi spirituali predicati da p. Stefano Camerlengo e accompagnati dalla presenza del consigliere continentale p. Matthew Ouma. Sono state giornate intense di fraternità, preghiera e riflessione su alcuni dei temi più importanti dell’ultimo Capitolo Generale. Momento di fraternità è stato anche trovarsi insieme, domenica 9 luglio, per guardare in TV la finale del campionato mondiale di calcio: l’evento più seguito nel mondo non poteva essere ignorato da noi.
Terminati gli esercizi, lunedì 10, ci sono stati due giorni di pausa e la mattina di mercoledì 13 è iniziata ufficialmente la Conferenza Regionale. Oltre ai membri di diritto (tutti presenti eccetto Fratel Domenico restato a custodire la casa procura di Isiro) c’erano due delegati del seminario teologico.
Aprendo la Conferenza, p. Alonso Alvarez, superiore regionale, ha messo in evidenza il momento storico che stavamo vivendo nel Paese e anche nella nostra comunità regionale che poteva celebrare l’unificazione dopo gli anni di separazione (1999-2004) dovuta alle varie guerre che hanno devastato il Congo. Il trovarci insieme era una grazia che doveva essere accolta con riconoscenza e senso di responsabilità. Invitava quindi ognuno a dare la sua collaborazione con sincerità, apertura e libertà.
Dopo l’invocazione dello Spirito Santo, ognuno ha avuto la possibilità di condividere le proprie attese su questa Conferenza. Nel pomeriggio, il Superiore Regionale ha presentato la sua relazione sulla situazione della Regione, seguita da un dialogo con la Direzione Regionale. La giornata è terminata con l’eucaristia presieduta da p. Matthew Ouma che portava gli auguri del Superiore Generale e di tutta la Direzione.
I lavori della seconda giornata sono stati dedicati alla conoscenza della realtà della Regione con la presentazione di tutte le sue comunità e istituzioni. Esse sono: Bayenga (pp. Giuseppe Fiore e Honoré Tsiditeta) nella diocesi di Wamba, con le varie attività pastorali, il lavoro tra i pigmei e la scuola “Consolata”.
Wamba (pp. Paul Muriithi ed Enrico Casali): p. Paul è incaricato del Centro Pastorale Diocesano e della Radio Nepoko, mentre p. Enrico è direttore del centro per handicappati. Mbengu (p. Simon Tshiani) nella diocesi di Dungu-Doruma: la parrocchia, ancora in costruzione, è la più lontana e isolata. La strada è impraticabile e p. Simon da qualche mese è solo nella missione.
Neisu (pp. Antonello Rossi, Fedele Crippa, Richard Larose e fr. Wilson Gitonga), nella diocesi di Isiro: è la parrocchia più grande con 110 cappelle. Si è lavorato negli ultimi anni a creare le strutture di due centri, Nolua ed Egbunda, che potrebbero presto diventare parrocchie da cedere alla diocesi. Fratel Wilson è incaricato della gioventù e p. Richard è l’amministratore dell’ospedale (140 letti) che gestisce sette dispensari sparsi sul territorio. I missionari sono attivi nella promozione umana che include la costruzione di scuole, ponti e la manutenzione della strada.
Isiro (pp. Celestino Marandu, Urbanus Mutunga e fr. Domenico Bugatti): p. Marandu è incaricato della cappella della cattedrale chiamata “Somana” e della “Maison Père Oscar” per gli studenti universitari. Egli è anche il confondatore della ONG “Aigle-rouge” che si prende cura della ragazze madri, di un club calcistico per la gioventù e del giornale “Le Coq”, l’unico esistente a Isiro. Padre Urbanus è il responsabile della Procura. Fratel Domenico dirige il centro per bambini denutriti e assiste anche i prigionieri.
Mater Dei (pp. Giacomo Mazzotti, Nestor Nkulu e Tarcisio Crestani) nella diocesi di Kisantu: è la nostra prima presenza a Kinshasa ed ha celebrato l’anno scorso il suo 25º. È la parrocchia della nostra casa regionale e conta una ventina di case di formazione nel suo territorio; è anche santuario mariano dedicato alla Madonna di Chestokowa.
St. Hilaire (pp. Santino Zanchetta e Andrés García con i laici missionari Marco e Deborah Longoni) nell’archidiocesi di Kinshasa: sorge in una zona “rossa” cioè tra le più popolose e violente della periferia. In sei anni si è sviluppata come strutture e attività pastorale, ed ora con la presenza dei laici missionari si impegna anche in un progetto di alfabetizzazione delle ragazze madri.
Bisengo Mwambe (pp. Anthony Kimanzy e Bruno Amerikani): è la parrocchia più recente aperta a Kinshasa (2005), attigua a St. Hilaire e con le stesse caratteristiche “rosse” per quanto riguarda la situazione sociale. In poco più di un anno i missionari hanno ristrutturato la casa e, con la loro presenza stabile, hanno dato un senso di appartenenza alla comunità cristiana.
La Regione del Congo in questi ultimi anni ha aumentato il suo impegno nel campo della formazione con la gestione di tre seminari: il Propedeutico, il Filosofico e il Teologico. La sessione del pomeriggio è dedicata principalmente alla relazione dei formatori: p. Cyprian Brown Mwanda sul Propedeutico (10 studenti); pp. Albert Kathare e Piero Manca sul Filosofico (32 seminaristi) e i pp. Symphorien Fumwasendji e Mario Barbero sul Teologico (20 seminaristi).
Alla fine di tutte queste presentazioni e dei dialoghi chiarificatori si è avuta una panoramica più vasta delle svariate attività dei nostri missionari in questo immenso Paese, e una percezione più viva delle difficoltà e dei problemi, ma anche dei molti segni reali di consolazione che il Signore opera attraverso la nostra presenza missionaria in Congo.
La Domenica mattina ci siamo sparsi nelle parrocchie Mater Dei, St. Hilaire e Bisengo Mwambe per partecipare alla liturgia con la comunità cristiana. Per i missionari del nord è stata un’occasione per conoscere le nuove parrocchie di St. Hilaire e Bisengo Mwambe alla periferia di Kinshasa. Nel tardo pomeriggio, abbiamo ripreso lo studio dell’Instrumentum Laboris, e poi, a cena, abbiamo incontrato un gruppo di rappresentanti degli Amici Missioni Consolata, “Amis Missionnaires de la Consolata”, che si sono tassati per offrire una buona cena ai membri della Conferenza. Il vice superiore, p. Marandu, li ha ringraziati a nome nostro e p. Ouma li ha incoraggiati a crescere come gruppo di laici missionari IMC.
Lunedì, 17 luglio, p. Fernando Patiño, economo regionale, ha presentato la relazione sulla situazione economica della Regione che è servita da introduzione realista allo studio del terzo capitolo dell’Instrumentum laboris dedicato al tema dell’economia di comunione che concludeva l’analisi di tutto il documento.
A questo punto del cammino della Conferenza eravamo pronti a dialogare con La Direzione Generale. Padre Stefano Camerlengo ha offerto una panoramica dell’Istituto e una presentazione ampia e chiara della programmazione della Direzione Generale. In particolare, ha evidenziato le raccomandazioni che riguardano la nostra Regione, richiamando l’attenzione sul personale, sulla situazione economica e sul nostro programma formativo. Infine, ci ha invitato a riorganizzare la Regione secondo una scaletta di scelte prioritarie. Abbiamo, quindi, dedicato il pomeriggio a studiare la ristrutturazione della Regione constatando una buona convergenza di obiettivi e criteri che dovrebbero stare alla base di tale impegno nei prossimi anni.
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