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Domenica, 21 maggio, in Casa Madre, si è svolto l’ormai tradizionale incontro con le famiglie dei nostri missionari. Vi hanno partecipato un centinaio di persone provenienti da varie province del Piemonte eccetto che da quella di Cuneo la cui festa si celebra a parte in Certosa di Pesio. Come da programma, i parenti hanno cominciato ad arrivare verso le nove del mattino e sono stati accolti sotto il porticato dai nostri giovani che offrivano loro il caffè e li registravano apponendo sul loro petto il nome per favorire la conoscenza e la relazione reciproca durante la giornata.
Alle 10.30 c’è stato l’incontro con l’Istituto. Il primo anno, p. Trabucco, allora superiore generale, aveva offerto una visione generale dell’Istituto e delle sue missioni. L’anno dopo essendo l’anno del Capitolo, p. Rovelli ne aveva spiegato il significato. Quest’anno abbiamo invitato p. Francesco Pavese, postulatore generale, a parlare sul tema: “Il Padre Fondatore e i parenti dei missionari”.
Durante la conferenza di solito si offre anche un piccolo omaggio, così, assieme alla novena, si è offerto una foto stampata appositamente e un ricordino del Padre Fondatore. Alle 12, nella Chiesa del beato Allamano, c’è stata la santa messa a cui ha fatto seguito il convivio familiare.
Fondamentale è stata la presenza dei nostri giovani. Fin dal primo anno il servizio è stato assicurato dai postulanti di Alpignano. Dato che erano pochi, quest’anno abbiamo invitato anche i novizi di Bedizzole e, visto che, ora il seminario teologico di Bravetta appartiene alla Regione Italia, abbiamo invitato i teologi, dei quali è venuta una piccola rappresentanza. Sono loro che hanno addobbato il refettorio, hanno svolto il servizio di accoglienza, hanno servito come accoliti durante la messa e, infine, bardati come eleganti camerieri, hanno servito anche il pranzo in refettorio.
A tutto ciò si aggiunge la bella testimonianza che hanno dato all’inizio dell’incontro: ogni gruppo, infatti, si è presentato dicendo in poche parole come si svolgeva la loro vita. È stato un modo per rendere partecipi i convenuti della nostra realtà di istituto.
Ho avuto l’impressione che i parenti siano rimasti molto soddisfatti; la mamma di un missionario diceva che di solito partecipa a varie feste, ma questa è la più sentita perché «siamo tutti parenti e quindi ci sentiamo legati gli uni agli altri grazie ai nostri figli missionari... ci sentiamo a casa nostra, proprio come in famiglia».
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