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Quest’anno sono stati destinati alla Mongolia sei nuovi missionari: due padri e quattro suore. Lo scorso 9 maggio, tre di questi missionari, sono giunti in Corea, in transito per la Mongolia. Essi sono p. Charles, keniano e p. Boniface, congolese (i primi Missionari della Consolata africani che cominceranno a lavorare in Mongolia) e sr. Omaira colombiana. Le altre tre consorelle raggiungeranno la Mongolia più avanti.
Lo scopo della loro permanenza tra noi era, innanzitutto, di ottenere il visto per entrare in Mongolia e poi conoscere la nostra realtà coreana. Così, li abbiamo portati a visitare le nostre comunità e le bellezze di Seul. Il 16 maggio c’è stato un delizioso barbecue nel giardino del nostro centro di dialogo, a Okiltong. Lo scopo era di salutare questi fratelli che, il giorno dopo, sarebbero partiti per la Mongolia e dare il benvenuto a p. Stefano Camerlengo, vice-superiore generale, che sarebbe dovuto arrivare quella stessa mattina dalla Mongolia. Purtroppo, il suo aereo non è partito a causa di una tempesta di sabbia e così è arrivato il giorno seguente. Comunque, ha potuto ancora salutare i partenti prima che prendessero il volo per la loro destinazione.
Due giorni dopo, è arrivato dalla Mongolia p. Ernesto Viscardi, superiore della comunità in quella nazione, per partecipare alla seconda Conferenza della nostra Delegazione. La sua presenza voleva essere espressione della collaborazione che stiamo portando avanti tra le nostre due comunità presenti in Asia. Sono due anni, infatti, che facciamo gli esercizi spirituali, insieme, in Corea; inoltre ci siamo incontrati per riflettere su temi di formazione missionaria che riguardano in modo specifico le nostre due realtà. Quest’anno le cose si invertiranno per cui alcuni della nostra comunità andranno a visitarli in Mongolia “a casa loro”.
Appena arrivato nella nostra casa centrale, p. Ernesto ha avuto solo il tempo di prendere un caffé perché é subito ripartito, per un giro di conoscenza di due giorni nel sud-est coreano, una regione del Paese ricca di storia e tradizione. Facevano parte della comitiva, p. Stefano Camerlengo, p. Diego Cazzolato, superiore delegato, p. Jair Idrobo che, essendo arrivato da poco più di un anno, non conosce il Paese, e il sottoscritto.
Tra l’altro, abbiamo visitato il tempio buddista di Haein, dove si trova la famosa Tripitaka, cioè la raccolta delle 80 mila tavolette di metallo e legno dove sono state scritte, secoli fa, le dottrine di Budda. In viaggio verso la città di Kyongju, ci siamo fermati a visitare il monastero benedittino di Wegwan, i cui monaci producono vari tipi di articoli religiosi: libri, calici, croci, banchi per le chiese, altari... Il giorno dopo abbiamo visto il famoso tempio buddista di Pulguk, il Budda della grotta di Sokkuram, il parco delle tombe reali e altre cose amene.
Domenica 21 maggio i pp. Stefano, Ernesto e Diego hanno fatto visita al nunzio apostolico, che ha giurisdizione sulla Corea e sulla Mongolia: hanno parlato a lungo sulla realtà della Chiesa cattolica nelle due nazioni, realtà molto diverse nei due Paesi. Quindi, con una giornata di ritiro, guidata da p. Stefano, abbiamo dato inizio alla Conferenza della Delegazione.
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