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Domenica 28 maggio 2006, la comunità parrocchiale di St. Hilaire ha vissuto un momento importante della sua storia. Il cardinale di Kinshasa, mons. Frédéric Etsou, accompagnato dal vescovo ausiliare, mons. Dominique Bulamatari, ha benedetto la nuova chiesa parrocchiale. I fedeli hanno partecipato numerosissimi pregando e cantando col cuore pieno di gioia e di riconoscenza al Signore.
Mons. Bulamatari, nell’omelia, ci ha adulati, chiamando questa chiesa “basilica” e “cattedrale” di Kin-est. Poi ha elogiato il lavoro compiuto sia dal padre Hilaire - un Passionista che in un passato recente ha operato infaticabile nel settore, fondando numerose opere di educazione e parrocchie e lasciandoci il suo nome come eredità - sia dai Missionari della Consolata che, in soli cinque anni, hanno realizzato, a passi da gigante, la costruzione della chiesa e di altre strutture della nuova parrocchia.
Ringraziamo sua eminenza per questo momento magico che ci ha fatto vivere. È per noi un motivo di gioia e di testimonianza della nostra identità perché, benedicendo la chiesa, ci ha offerto un luogo di incontro e di preghiera, una cornice ideale per le celebrazioni dell’eucaristia e dei sacramenti, un’incoronazione della nostra vita comunitaria.
Adesso la chiesa, come una ragazza vestita a festa, si staglia al sole nascente con tutta la sua dolcezza, sobria, grande ed accogliente. La facciata, come un viso sorridente, invita i cristiani ad entrare; all’interno, la fuga di archi a tutto sesto ci accompagna verso l’altare che emerge al centro del vasto presbiterio, dove le liturgie in rito congolese si esprimono in tutta la loro solennità. Una grande festa popolare ha coronato l’avvenimento. Come non lasciare esplodere la nostra gioia nella musica, nelle ovazioni, nei colori sgargianti degli abiti, nella condivisione del pasto fraterno?!
La piccola ma affollata parrocchia di St. Hilaire è stata fondata dai Missionari della Consolata, nel 2001, alla periferia di Kinshasa, come segno di speranza missionaria scaturita dal Giubileo del 2000. Situata nel quartiere Kingasani ya nsuka, è stata ritagliata dal territorio delle parrocchie St. Marc e Ste. Croix per permettere ai fedeli di radunarsi e di pregare ogni giorno senza dover percorrere troppa strada.
Nel mese di settembre del 2000, il congolese p. Nestor Nkulu ha cominciato a celebrare la messa domenicale sotto il “safoutier”, il grande albero degli antenati. In seguito, nel settembre del 2001, è stato nominato parroco p. Santino Zanchetta, veneto di origine, ma congolese d’adozione, essendo missionario in Congo da oltre 31 anni. Sotto la direzione e l’impulso di p. Santino, sono iniziati i lavori di costruzione sia della chiesa (febbraio 2002) sia delle altre strutture parrocchiali (sale per la catechesi, uffici), tuttora in corso di completamento.
La comunità parrocchiale di Saint Hilaire è apparsa fin da subito numerosa e molto ricettiva, pronta a giocarsi e spendersi per la parrocchia e per le attività pastorali. Si sono formate così 12 Comunità Ecclesiali Viventi di Base, ripartite su base territoriale, ognuna delle quali guidata da un catechista laico (Moyangeli), che si ritrovano ogni settimana per riflettere sulla Parola di Dio, impegnandosi a viverla durante la settimana.
Numerosi poi sono i gruppi e le commissioni pastorali di giovani e adulti sorte in questi cinque anni. La fascia dei bambini e dei giovani, in particolare, è quella che stupisce sempre più quanto a partecipazione: non è raro vedere ritiri o incontri ai quali partecipano 600 o 700 giovani. Per raggiungere i giovani nel loro spazio di vita, la parrocchia ha elaborato la strategia degli incontri settimanali nelle CEVB (Comunità Ecclesiali Viventi di Base), separate da quelle degli adulti. Là i giovani si esprimono, si formano, organizzano le loro attività, sviluppano lo spirito di aggregazione.
Nella parrocchia St. Hilaire la devozione a Maria è molto sentita, tanto che i gruppi presenti, in particolare la Legion de Marie e le Maman Catholiques, hanno voluto costruire una grotta alla Vergine Maria, Regina della Pace, che è stata benedetta solennemente il 25 marzo scorso. Ora la consacrazione della chiesa può essere considerata non solo come punto d’arrivo della prima fase di fondazione della parrocchia, ma anche come punto di partenza per questa nuova comunità cristiana, che si appresta ad iniziare un cammino di crescita spirituale e pastorale sotto la guida dei Missionari della Consolata.
Padre Santino esprime tutta la sua soddisfazione: «Cinque anni sono passati da quando celebravamo la messa sotto l’albero degli antenati; cinque anni durante i quali abbiamo visto la nostra chiesa crescere, poco a poco, sotto i nostri occhi impazienti. Allo sguardo degli uomini, cinque anni sono molto tempo per la realizzazione di quest’opera. Per i nostri cuori, cinque anni sono l’espressione dei nostri sacrifici, del nostro lavoro, della nostra solidarietà. Oggi contempliamo la chiesa nei suoi colori, nella sua bellezza e possiamo esserne fieri».
E aggiunge: «La parrocchia trova la sua forza nella programmazione pastorale che, come stella luminosa, ci conduce lungo tutto l’anno pastorale, nella nostra crescita cristiana e nelle nostre attività. Ogni commissione, ogni gruppo si ritrova membro di una comunità organizzata, programmata, che avanza nel rispetto e nell’armonia».
Infine, p. Santino conclude con i ringraziamenti: «In questo giorno di festa e di giubilo spirituale, esprimiamo la nostra gratitudine a tutte le persone che ci hanno accompagnati nella nostra crescita e che sono state presenti in molteplici forme: dalla preghiera ai consigli tecnici, dall’incoraggiamento all’aiuto materiale, dall’ammirazione alle visite. A tutti loro esprimiamo la nostra riconoscenza e la nostra profonda amicizia».
Attualmente la comunità IMC di Saint Hilaire è composta dal parroco p. Santino Zanchetta, dal vicario p. Andrés García e dai laici Marco Longoni e Deborah Corti, che si occupano delle opere di promozione umana in parrocchia.
Auguriamo alla comunità parrocchiale di St. Hilaire che la consacrazione della nuova chiesa porti frutti di coesione, solidarietà e appartenenza, nella comunione di fede con Cristo sorgente di ogni speranza. La Consolata conceda a tutti la consolazione di un futuro ricco di pace e di crescita umana e spirituale.
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