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«Non è la SS. Vergine, sotto questo titolo della Consolata, la nostra Madre? Non siamo noi i suoi figli? Sì, è nostra Madre tenerissima, che ci ama come pupilla degli occhi suoi, che ideò il nostro Istituto, lo sostenne in tutti questi anni materialmente e spiritualmente sia qui in Casa Madre e sia in Africa» (V.S. p. 686).
Questa è la festa che celebriamo oggi, in Casa Madre, nella chiesa che contiene le reliquie del nostro Beato Fondatore, dove ha luogo la solenne concelebrazione presieduta dal Padre Generale, p. Aquiléo Fiorentini, assistito da p. Giacomo Baccanelli, superiore della Regione Tanzania e p. Francesco Cialini, superiore di Casa Madre.
Con loro concelebrano i confratelli della casa e tanti altri, provenienti dalle missioni e che si trovano a Torino di passaggio. Padre Adolfo De Col, rettore della chiesa, introduce la celebrazione salutando il folto gruppo di consorelle, amici e benefattori convenuti.
All’omelia il Padre Generale offre una profonda riflessione partendo dal vangelo dell’Annunciazione che è stato letto: «La Madonna, come tutte le brave ragazze del suo tempo, aveva un piano per la sua vita. Improvvisamente, Dio interviene offrendole di fare suo il piano divino di salvezza dell’umanità e lei pronuncia il suo sì, entrando così nel piano di Dio che la avvolge nel suo mistero e nella sua santità».
Continua il Padre Generale: «Anche il neo sacerdote Giuseppe Allamano aveva un suo piano: diventare parroco in una piccola parrocchia della diocesi di Torino. Ma anche nella sua vita ha fatto irruzione il piano divino che gli proponeva la missione ad gentes. Don Allamano, come Maria, dice di sì al piano di Dio e fonda l’Istituto nei suoi rami maschile e femminile, prendendo dalla Consolata di cui è “tesoriere” il nome e lo spirito. Ai suoi figli e figlie ripete “voi dovete essere consolatini”, dovete portare la Consolazione di Dio a tutto il mondo».
Alla fine della sua omelia il Padre Generale invita tutti a soffermarsi un istante davanti all’icona della Consolata e legge la descrizione che ne fa Luigi Cibrario, grande storico piemontese (1802-1870): «Nell’immagine, la Madonna sorregge il Bambino sul braccio sinistro, mentre il suo capo si china dolcemente verso il Figlio Gesù, con il gesto materno di chiedere da Lui la benedizione, fonte di consolazione per tutta l’umanità. E Gesù, alzando la mano destra, benedice».
Dopo l’omelia i missionari e le missionarie presenti rinnovano pubblicamente la loro professione religiosa di impegno nella Chiesa per la missione. Al termine della liturgia eucaristica il Padre Generale ringrazia tutti i partecipanti e annunzia che p. Carlo Bonelli, che sta concelebrando con noi, è stato eletto Superiore della Regione Nord America, a succedere al compianto p. Ermenegildo Crespi, ritornato alla casa del Padre il 4 maggio scorso. Uno scroscio di applausi irrompe nella chiesa come segno di augurio e congratulazioni al nuovo eletto.
L’agape fraterna corona l’incontro con gli amici e i benefattori, a cui il Padre Generale porge un grazie personale e un augurio di bene passando a salutarli di tavola in tavola nel grande refettorio di Casa Madre.
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