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ROMA - GIORNO PER GIORNO PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Frassetto Sergio   
27 maggio, sabato: accompagniamo p. Osvaldo Coppola nella celebrazione del suo 25° di ordinazione sacerdotale (25 giugno). Noi la anticipiamo perché in quella data la festa sarà a Specchia, suo paese natale. Dopo la torta e le bollicine a pranzo, alla sera presiede i primi vespri della domenica, ripercorrendo con noi le tappe principali della sua vita missionaria e ringraziando il Signore per il dono della vocazione.

3 giugno, sabato: approfittiamo dell’ultimo ritiro mensile comunitario dell’anno per commemorare anche il canonico Giacomo Camisassa. Padre Pavese ci presenta il confondatore come l’uomo che “indirizza” all’Allamano attraverso stralci delle sue lettere dove traspare il suo amore verso l’Allamano di cui si sente figlio, ma nello stesso tempo condivide la paternità verso l’Istituto e i suoi figli.
A mezzogiorno ci ritroviamo per l’eucaristia presieduta dal Padre Generale che ci parla della sequela di Gesù esemplificata negli apostoli Pietro e Giovanni, in Paolo e anche nel Camisassa che ha riconosciuto la voce di Dio nell’invito rivoltogli dal Fondatore di collaborare con lui nella conduzione del Santuario della Consolata.

11 giugno: inizia la novena in preparazione alla festa della Consolata. Ogni sera i confratelli si alternano a presiedere i vespri solenni durante i quali offrono una riflessione sulla Madre del Signore. Tra tutti citiamo p. Matthieu Kasinzi che lavora a Gibuti e si trova a Roma in attesa del visto per l’Egitto dove andrà a studiare l’arabo. Nella sua riflessione, p. Kasinzi, parla dell’importanza della figura di Maria nel mondo musulmano, citando varie sure del Corano e corroborando il tutto con il racconto di un’esperienza personale: avendo portato le immagini della Consolata, del Fondatore e di Cristo in croce dal corniciaio, questi non volle neppure toccare l’immagine di Cristo (la croce per loro è segno di maledizione). Le cornici dovevano essere tutte uguali, ma mentre per il Fondatore ne ha fatto una normale, per la Madonna ne ha fatta una molto più bella e con il 40% di sconto, perché, come dice il Corano, Maria è la più santa delle creature...

15 giugno: fanno capolino in Casa Generalizia tre veterani della Colombia che vengono in patria per le vacanze. Li accogliamo con simpatia. Essi sono p. Aldo Bona con sulle spalle 51 anni di missione; p. Silvio Vettori, (“a piede libero”, dopo la prolungata visita al carcere femminile di Bogotá), con 55 anni di missione sul groppone e p. Claudio Brualdi, già superiore regionale di quella circoscrizione, con 28 anni di lavoro in Colombia.

FESTA DELLA CONSOLATA
Apriamo la giornata con il canto delle lodi guardando all’icona della Madre, che ci offre Cristo, fonte di ogni consolazione. A mezzogiorno ci ritroviamo per la messa solenne assieme alle consorelle, i confratelli di Bravetta, i collaboratori della casa e alcuni amici di sempre. Presiede p. Stefano Camerlengo, vice superiore generale. Lo accompagnano ai lati, p. Paco López, consigliere generale e il diacono Zachariah Kariuki.

Le parole di p. Stefano invitano a rendere grazie a Maria per i doni concessi all’Istituto. Siamo una famiglia riunita nel nome del Signore per compiere la missione. Una famiglia del cui nome “Missionari della Consolata” andiamo fieri e che diventa realtà nella condivisione delle gioie e sofferenze gli uni degli altri.

Il bambino che la Consolata porta in braccio, ha il volto di un adulto e ricorda che la consolazione che siamo chiamati a portare al mondo è Cristo morto e risorto, che ha parole di libertà e di speranza per tutti gli uomini. Realizziamo questa missione stando accanto alla gente, solidarizzando con essa, condividendo il suo cammino anche e soprattutto nelle situazioni più problematiche dove imperversa la guerra o dove è difficile ottenere frutti pastorali.

In secondo luogo si tratta di darsi da fare, di prendere l’iniziativa, come Maria alle nozze di Cana, cercando soluzioni che contribuiscano a rendere la vita dei fratelli degna di essere vissuta.
Padre Stefano conclude esortandoci a guardare a Maria: in lei celebriamo la festa della famiglia, la festa della missione e la festa della consolazione in cui ricuperiamo il senso del nostro essere missionari e Missionari della Consolata.

L’augurio diventa proposito di vita nella rinnovazione della nostra consacrazione a Dio e ai fratelli per la missione, nell’abbraccio di pace che ci scambiamo vicendevolmente, nella comunione che ci unisce in un solo corpo e nell’agape, terra feconda di amicizia e di gioia fraterna.

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