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Scritto da Gianluca ed i novizi IMC di Bedizzole   

BEDIZZOLE

Qualche anno fa, un ragazzo rimaneva affascinato e turbato dalla figura di Gesù nel Vangelo e dal suo invito a seguirlo, lontano da casa. Forse, questo ragazzo aveva incontrato Gesù e la sua proposta nel gruppo giovanile missionario, frequentato per tanti anni nel suo paese, oppure in un’esperienza di missione in Africa, a cui aveva detto di “sì” senza sapere di preciso il “perché”. Forse, lo aveva incontrato nelle parole di un amico, che lo invitava a trascorrere qualche giorno presso la comunità dei Missionari della Consolata nella lontana Corea, per fare un po’ di luce nella sua vita.

Non c’è da stupirsi se “il nostro bravo giovane” abbia incontrato Gesù nel servizio ai barboni, ai tossicodipendenti, agli emarginati del mondo. Forse, ancora, (di Gesù) ne aveva avvertito il fascino dopo una inquieta corsa nell’illusione di riempire l’esistenza semplicemente rifugiandosi nel suo lavoro, nella sua casa, nella sua indipendenza. Non scandalizzatevi: forse questo ragazzo ha scoperto con stupore un nuovo e inatteso invito di Gesù a seguirlo con radicalità crescente dopo molti anni di seminario: «dona la tua vita senza rimpianti, senza barriere, senza calcoli», come missionario.

L’inquietudine ed il desiderio della sequela, nati da tale incontro, crescevano irrigati dalla preghiera, dall’incontro con tante persone e da tante esperienze. Fintantoché questo giovane, ormai divenuto uomo, faceva la scelta di lasciare la vita di prima ed entrare nel seminario dei Missionari della Consolata per verificare, discernere e decifrare sempre meglio questo sogno che lo aveva stregato già da molto tempo.

Sembrava il gran passo. In realtà era il primo di una lunga serie di passi che durerà per tutta la vita. Sì, questo ragazzo è ciascuno di noi novizi dei Missionari della Consolata, che a Bedizzole, già da due mesi, sogniamo il giorno della consacrazione. È proprio durante questo anno di noviziato che il sogno di diventare consacrati per la missione assume un’estrema concretezza; un sogno che, da un lato, ci eccita e quasi ci inebria e, dall’altro, ci interroga profondamente.

Siamo in otto, provenienti da quattro nazioni diverse che danno un tono di internazionalità e di interculturalità a tutto il noviziato: Renato, Matteo, Ermanno e Gian Luca dall’Italia, Giuseppe e Benigno dalla Corea del Sud, Julio dalla Spagna e Alberto dal Venezuela. Ed il timone della barca è affidato al nostro maestro, p. Luigi Manco, coadiuvato recentemente da una graditissima new entry nella nostra comunità: p. Vincenzo Mura. La comunità formativa è poi completata dai padri della Casa di Bedizzole, da agosto adibita a sede del noviziato, che ci hanno calorosamente accolti: i pp. Pietro Moretti, Mario Carparelli e Carlo Laguzzi.

A dire il vero, l’accoglienza è stata calorosa anche da parte di tutta la comunità parrocchiale di Bedizzole, segno della bella opera portata avanti sin qui dai Missionari della Consolata. Ne è stata una prova la bella celebrazione che ha salutato ufficialmente il nostro ingresso in noviziato, svoltasi sabato, 27 agosto, presso la chiesa parrocchiale di S. Stefano.

Subito, il parroco don Giovanni, insieme a don Vittorio e a don Gianbattista, si è dimostrato molto felice di farci condividere questo momento con la sua comunità, organizzando una semplice, ma bella celebrazione che veniva animata dal gruppo missionario di Bedizzole. Presiedeva la l’eucaristia il superiore regionale, p. Franco Gioda, ed erano presenti p. Paco Lopez, consigliere generale, responsabile della formazione per l’IMC, p. Francesco Bernardi, p. Giuseppe Inverardi, p. Giano Benedetti e molti altri confratelli e amici da Torino e Alpignano, ai quali va tutto il nostro ringraziamento per la loro vicinanza fraterna. Non mancavano certamente i nostri cari famigliari, almeno quelli provenienti dall’Italia, con i quali abbiamo condiviso due bellissimi giorni, come in un’unica famiglia allargata!
Nonostante la pioggia torrenziale, dopo la celebrazione, un piccolo rinfresco ha accolto tutti gli amici presso la nostra casa, concludendo in allegria la bella giornata.

Ormai sono trascorsi quasi due mesi dall’ingresso ed il noviziato si è dimostrato, come nelle attese, un momento di grazia particolare, scandito dalla preghiera e dalla riflessione, in cui tutto tende all’approfondimento ed alla formazione umana, spirituale e missionaria.
Molto arricchenti si sono rivelati i numerosi incontri con le parrocchie dove ci siamo recati per l’animazione, nonché gli incontri con diverse realtà di religiose contemplative, che ci ha fatto meglio comprendere lo stretto legame tra vita contemplativa e vita missionaria, nello spirito di quella grande santa che è stata S. Teresa di Lisieux.

A completare il nostro ritmo serrato, nell’ottobre missionario, hanno contribuito le due “trasferte” fatte presso la parrocchia di Matteo, a Monte S. Vito, vicino a Senigallia, e a Sassuolo, presso la parrocchia di don Achille Lumetti, amico di lunga data dei Missionari della Consolata. Tutti questi incontri sono stati un’occasione importante per alimentare, nella condivisione, la nostra fede ed anche la nostra vocazione di persone consacrate per la missione e quindi destinate a vivere in mezzo alla gente.

Non siamo mancati all’importante iniziativa del comune di Brescia di intitolare un piccolo parco alla memoria del nostro p. Guerrino Prandelli, Missionario della Consolata bresciano, morto martire in Mozambico. La celebrazione si è svolta alla presenza del sindaco e della sua giunta lunedì, 17 ottobre, in ricordo di quel 17 ottobre 1973, quando p. Guerrino trovava la morte a causa di una mina anticarro durante la guerra. La bella figura del nostro missionario veniva tracciata da p. Enrico Radaelli, a cui seguivano gli interventi del sindaco e dei bambini della vicina scuola elementare, il tutto per fissare bene nel cuore l’esempio di una vita interamente donata alla missione, per amore.

Da Bedizzole, Casa missionaria che nei lontani anni ’60-’70 ha visto un fiorire di giovani esistenze consacrate a Dio e ai fratelli nella missione ad gentes e ad vitam, rivolgiamo un caloroso saluto a tutti, affidandoci alle vostre preghiere.

Gianluca
ed i novizi IMC di Bedizzole

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