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KENYA - CONFERENZA REGIONALE PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Aquiléo Fiorentini   
La Conferenza Regionale del Kenya si è svolta da domenica 23 a sabato 29 aprile.

Presentazione di p. Aquiléo Fiorentini, Padre Generale.


Il Kenya è una grossa regione dove lavorano più di 100 missionari e, nello stesso tempo, ci sono più di 100 studenti in informazione tra propedeutico, filosofia, teologia e noviziato. Significativa è anche la presenza di quattro vescovi della Consolata in quattro diocesi missionarie, il che significa presenza di lavoro all’interno dell’Istituto e nella Chiesa locale.
Il Kenya, con 28 tipi di presenze diverse, è la Regione con il maggior numero di impegni da portare avanti: per esempio la rivista The seed, l’ospedale di Wamba, i centri missionari, ecc. Le parrocchie, poi, sono 31: si tratta del maggior numero di parrocchie di tutte le Regioni.

Nel campo dell’evangelizzazione si è presenti soprattutto in tre aree: l’area delle parrocchie rurali, o missioni, dove di solito lavorano missionari di età avanzata e dove non si raggiunge il numero di tre per comunità. La Conferenza ha auspicato la creazione di comunità più grandi con l’immissione anche di personale più giovane.
Poi c’è la pastorale urbana intorno alle città, soprattutto di Nairobi, che vede impegnato un buon gruppo di missionari, i quali si occupano di giovani, laici, dialogo interreligioso, situazioni di povertà estrema, portatori di Aids.
Viene quindi il lavoro con le minoranze etniche: i Samburu, i Turkana, i Borana e le altre tribù delle nostre missioni soprattutto nel nord del Kenya. È stata ribadita la validità della nostra presenza tra questi gruppi etnici, in cui si deve continuare soprattutto il lavoro di promozione dei leaders e l’aiuto economico alle popolazioni.

Evangelizzazione
Nel campo dell’evangelizzazione si dà la priorità al settore dei giovani: si cerca di creare il movimento dei Giovani Missionari della Consolata, che riguarda certamente il campo dell’animazione missionaria e vocazionale, ma viene considerato anche un campo di evangelizzazione; i giovani quindi diventano l’obiettivo del lavoro, delle energie, dell’attenzione dei nostri missionari.

Formazione
La formazione impiega un grande numero di missionari e molti mezzi. Negli ultimi tempi, la presenza di missionari italiani in questo settore si sta riducendo a favore di quella dei missionari africani soprattutto del Kenya e del Tanzania. La valorizzazione del personale locale è stata anche un’indicazione della Conferenza Continentale. Significativo è il fatto che la maggioranza dei partecipanti alla Conferenza Regionale erano africani: 16 erano del continente africano e 15 di altri continenti. Questa tendenza emerge anche nell’animazione dove i missionari locali stanno prendendo piede e c’è un maggiore equilibrio delle forze tra africani e missionari di altri continenti.

Animazione
Nel campo dell’animazione missionaria e vocazionale, il Kenya sta facendo un passaggio importante: un tempo, il personale, i mezzi e le energie erano concentrati sulle missioni, mentre ora si passa ad uno stile nuovo di presenza evangelizzatrice, basata su centri di animazione missionaria e vocazionale, che si stanno creando nelle diocesi di antica tradizione nostra. Il fine è di animare missionariamente la Chiesa locale e cercare vocazioni per l’Istituto.
Alcuni di questi centri sono già terminati, altri sono in costruzione. A Meru, il giorno della Consolata, sarà inaugurato uno di questi centri, mentre a Nyeri è stata approvata la costruzione del nuovo centro che sorgerà vicino al memoriale dei soldati italiani caduti in Kenya. Inoltre, si è deciso che in quest’area sorgerà anche il propedeutico che passerà da Nairobi a Nyeri. Un altro centro di animazione sorge a Kisumu, mentre Sagana brilla già da tempo come centro di animazione e di spiritualità per tutta la Regione.
Come si vede, il lavoro di AMV si va sviluppando e speriamo che, poco a poco, porti frutti anche di inculturazione del carisma. Affinché tutto ciò avvenga, la Conferenza ha insistito sulla necessità di un ridimensionamento, soprattutto nel settore delle parrocchie o missioni, in cui non è più essenziale la nostra presenza e dove esistono già forze locali capaci di portare avanti gli impegni pastorali, per dedicarci alle nuove iniziative della Regione.

Un altro campo di servizio è quello dei mass media. La rivista The seed è molto conosciuta, ha una tiratura molto elevata ed è letta un po’ da tutti, grandi e piccoli. Serve agli animatori e ai giovani e serve anche come passatempo. In un ambiente in cui la gente non ha la possibilità di leggere i giornali, essa supplisce un po’ a tutte le necessità. In questo senso si rivela come uno strumento molto utile per le attività della Regione.

Collaborazione
La collaborazione con le Missionarie della Consolata è stato un altro tema su cui si è soffermata la Conferenza. La riflessione si è svolta in comune con le suore durante una mezza giornata trascorsa insieme a Sagana. A partire dal Capitolo, un consigliere e una consigliera generali, hanno fatto un po’ di storia del cammino e delle difficoltà reciproche ed hanno espresso la volontà di camminare insieme. Successivamente c’è stato un tempo per domande e risposte molto dirette e concrete, poi la messa presieduta da mons. Anthony Mukobo e la conclusione con l’agape fraterna.
Si è parlato di collaborazione con il laicato locale e con i Laici Missionari della Consolata nei quali passa il nostro carisma e si è affermata la possibilità per i laici di altri Paesi di venire in Kenya per prestare la loro collaborazione ai nostri centri o a certi progetti specifici. La Regione, sotto questo aspetto ha manifestato apertura e disponibilità.

Varie
Un altro punto toccato dalla Conferenza riguarda l’impegno della formazione permanente: il Kenya è diviso in zone i cui missionari, mensilmente, s’incontrano sotto la guida di un animatore, che serve da ponte tra i singoli, le comunità, e la Regione.
Infine, visto il numero crescente di ammalati e anziani in Kenya, la Regione ha proposto la costruzione di una casa dove accoglierli. Varie sono state le proposte, per esempio a Sagana o presso il Nazareth Hospital dove le nostre suore hanno un ospedale e una casa per anziane; esse ci hanno offerto la possibilità di costruire una casa che offrirebbe l’opportunità di curarsi e di fare pastorale nell’ospedale. Una commissione studierà il progetto.

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