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Negli anni ottanta e novanta dello scorso secolo il movimento giovanile che ruotava attorno ai Missionari della Consolata aveva, tra le altre cose, un appuntamento fisso, ogni due anni, a Torino: il “Convegno Nazionale Giovanile” che raccoglieva i giovani delle varie case e centri di animazione missionaria IMC sparsi per l’Italia. I giovani si trovavano nella Casa Madre per stare insieme, riflettere sulle tematiche proposte, visitare i “luoghi della memoria” cari all’Istituto, condividere le proprie esperienze, e soprattutto vivere in modo più intenso e allargato lo spirito di famiglia tipico del carisma del beato Giuseppe Allamano.
Tra la sera del 22 e la mattina del 25 aprile la Casa Madre di Torino è tornata, dopo alcuni anni, ad accogliere il raduno giovanile ribattezzato “Consolata Happening”. Circa 120 giovani, tra cui anche qualche giovane coppia LMC accompagnata dai propri bimbi, hanno invaso il cortile, il portico di Casa Madre, i corridoi, le sale dell’ala dedicata all’Animazione Missionaria Vocazionale per vivere poco più di due giorni all’insegna della Speranza.
“Sulle ali della Speranza” era infatti il tema del raduno, sulla falsariga di quel “Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo” che costituisce il tema del prossimo Convegno della Chiesa italiana previsto a Verona dal 16 al 20 ottobre 2006. Le riflessioni sul tema della Speranza dei pp. Angelo Baruffi ed Erasto Mgalama e del laico IMC Francesco Semeraro, la testimonianza semplice e appassionata di sr. Lucia Bartolomasi sulla missione in Mongolia, le condivisioni nei gruppi, la visita ai luoghi della storia del beato Giuseppe Allamano e la conoscenza di altri santi “sociali” come san Giuseppe Cafasso, san Giuseppe Cottolengo, san Giovanni Bosco, beato Pier Giorgio Frassati, ma soprattutto la gioia dell’incontro e dell’amicizia, l’entusiasmo delle celebrazioni e delle feste hanno fatto del Consolata Happening una felice occasione di condivisione dell’amore che ciascuno porta nel cuore per il Signore, per la Consolata e per le opere di Speranza che essi, attraverso tanti missionari nel mondo, compiono ogni giorno. Il “successo” del Consolata Happening ha spinto subito i suoi organizzatori a pensare di riproporlo in futuro: forse già l’anno prossimo, questa volta, magari, a Roma.
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