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ROMA - IVAN DIAS: NUOVO PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER L’EVANGELIZZAZIONE DEI POPOLI PDF Stampa E-mail
Scritto da A cura di Sergio Frassetto   
20.05.2006
È il cardinale Ivan Dias, 70 anni, arcivescovo di Mumbai (India), il nuovo Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli: lo ha nominato oggi Benedetto XVI, in sostituzione del cardinale Crescenzio Sepe, assegnato all’arcidiocesi di Napoli.
Il Cardinale Ivan Dias è nato a Mumbai il 14 aprile 1936. È stato ordinato sacerdote a Bombay l'8 dicembre 1958. Ha studiato presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica a Roma (1961-1964). Si è laureato in Diritto Canonico nel 1964 presso la Pontificia Università Lateranense a Roma.

Nel 1964 ha lavorato presso la Segreteria di Stato per preparare la visita di Papa Paolo VI a Bombay in occasione del Congresso Eucaristico Internazionale. Tra il 1965 e il 1973 è stato Segretario presso le Nunziature Apostoliche in Danimarca, Svezia, Norvegia, Islanda, Finlandia, Indonesia, Madagascar, Isola della Riunione, Isole Comore, Mauritius.
Tra il 1973 e il 1982 è stato Capo Sezione presso la Segreteria di Stato per l'Unione Sovietica, gli Stati Baltici, Bielorussia, Ucraina, Polonia, Bulgaria, Cina, Viet Nâm, Laos, Cambogia, Sudafrica, Namibia, Lesotho, Swaziland, Zimbabwe, Etiopia, Rwanda, Burundi, Uganda, Zambia, Kenya, Tanzania.

L'8 maggio 1982 è stato nominato Arcivescovo titolare di Rusubisir e Pro-Nunzio Apostolico in Ghana, Togo e Benin (1982- 1987). Il 19 giugno dello stesso anno ha ricevuto l'ordinazione episcopale nella Basilica di San Pietro. Tra il 1987 e il 1991 è stato Pro-Nunzio Apostolico nella Corea del Sud. Dal 1991 al 1997 Nunzio Apostolico in Albania.
L'8 novembre 1996 è stato nominato Arcivescovo di Bombay e il successivo 13 marzo ha preso possesso della diocesi. E’ stato Presidente Delegato alla 10ª Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001).

È stato creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo dello Spirito Santo alla Ferratella, da Giovanni Paolo II.
È Membro delle Congregazioni: per la Dottrina della Fede; per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; per l'Educazione Cattolica; dei Pontifici Consigli: della Cultura; per i Laici; della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa; della Prefettura per gli Affari Economici della Santa Sede; del Consiglio di Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede.


IL PERSONAGGIO
All’epoca del Conclave era tra i cosiddetti “papabili”. Di lui le cronache non segnalavano nessun fatto clamoroso, ma si diceva che «è impressionante il numero di conversioni al cristianesimo da quando è stato nominato a Bombay. Asserisce (forse scherzosamente): “sono più di mille all'anno, ma in tutta l'India, e io che centro? Ho provato a fare miracoli imitando Madre Teresa di Calcutta, ma non mi riescono, accidenti! Non ho abbastanza fede”. Egli crede che la sua missione principale sia l’evangelizzazione».

È stato invitato al meetting di Rimini (Comunione e Liberazione) quale unica personalità ecclesiastica con la porpora, per tenere una relazione imperniata sulla povertà e bellezza. Fra l'altro ha asserito: «Povertà è il bruco che diventa farfalla, ed è già bellezza, anche se vorremmo schiacciarla. Gesù è bruco e farfalla».
Con queste parole ha incantato tutti. Molti di loro che girano il mondo pensano che questo sia “l'uomo nuovo”.
Alessandro D'Angelo

Proveniente dall’India, un paese dove i cristiani sono minoranza, non gli è d’ostacolo. Messo alla testa di una diocesi difficile, Dias ha rivelato una forte capacità evangelizzatrice, aumentando di molto il numero dei fedeli. E poi è un cittadino del mondo. Come diplomatico a servizio della Santa Sede ha girato il pianeta occupandosi di Cina e di Africa, di Indonesia e Scandinavia, di Russia e di Balcani. È colto, poliglotta e parla un italiano eccellente. Un grande elettore come il cardinale (allora) Joseph Ratzinger ripone in lui forte stima.
L’Espresso

Il 13 maggio scorso il card. Dias si trovava già a Roma e ha guidato la processione della statua pellegrina della Madonna di Fatima da Castel Sant’Angelo a San Pietro. «La vita della Beata Vergine – ha detto il porporato in quell’occasione – si può racchiudere in tre parole: fiat – magnificat – stabat, ossia sia sempre fatta la volontà di Dio, sia lode sempre a Dio, anche nei momenti di difficoltà, e sia sempre fedele la scelta di una vita cristiana, senza farsi tentare dalla via della mediocrità».

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