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ANIMAZIONE Il progetto di pastorale giovanile della Regione Italia prevede l’itinerario di spiritualità missionaria. È una proposta per giovani impegnati seriamente in un cammino di crescita nella fede, come sequela di Gesù, aperti e disponibili ad essere aiutati per capire che scelta fare nella vita. Si presenta come una “provocazione missionaria” per risvegliare nei giovani la voglia di dedizione e di radicalità nel vivere la propria vita come un dono.
Abbiamo diviso la nostra regione in zone, scelto un centro di animazione specifico come punto di riferimento e un animatore come responsabile zonale. Questo è certamente funzionale al percorso, ma soprattutto, nel responsabile zonale, offre un punto di riferimento per coinvolgere le altre comunità a mandare giovani a questi week-ends. Vuole quindi incentivare la responsabilità di tutti i missionari della Regione nella “promozione vocazionale”, come un impegno corale verso una maggiore corresponsabilità.
Con le Suore Missionarie della Consolata, coinvolte direttamente in questo progetto, abbiamo formato un team itinerante che elabora e rivede il cammino in incontri periodici. Ci siamo suddivisi le zone per condurre e animare gli incontri bimensili. Tutto ciò con il pieno coinvolgimento dell’animatore incaricato del centro dove avviene l’incontro, al quale è richiesto di continuare a seguire personalmente i giovani con dialoghi personali e le varie modalità di corrispondenza.
La scelta del tema “Testimoni di Speranza” riflette il cammino della Chiesa italiana impegnata a preparare il grande evento del “IV Convegno Ecclesiale” che si terrà a Verona dal 16 al 20 ottobre 2006, dal titolo: “Testimoni di Gesù Risorto, Speranza del Mondo”. Speranza perché è l’anelito di tanti uomini e donne del nostro tempo, smarriti e disorientati, di famiglie che vivono l’insicurezza e la precarietà della loro condizione sociale, di intere nazioni e continenti definiti, purtroppo, con rassegnazione da tanti di noi “senza speranza”, come di tanti giovani incapaci di scelte definitive, perché disorientati nel “pantheon” delle innumerevoli proposte alla loro portata. Oggi più che mai la “Consolazione” deve trovare le strade della speranza e declinarsi in atteggiamenti e scelte coraggiose a servizio di tutti i disperati della terra!
La scansione dei temi è tratta dal Vangelo di Marco, che ci accompagnerà nel prossimo anno liturgico. Sulla scia del cammino di sequela dei discepoli, così caro all’Evangelista, vorremmo portate i giovani ad incontrare Gesù, a capirlo come ermeneuta di Dio e pedagogo della speranza, ad amarlo per seguirlo. Dall’annuncio programmatico “Il Regno è vicino, convertitevi”, alla chiamata presso il lago, invitarli ad uscire allo scoperto come Bartimeo e il giovane ricco, ad ascoltare e capire perché la proclamazione cristologica del centurione avviene presso la croce, fino al mandato degli Apostoli per predicare il Vangelo su rotte universali.
Ogni anno cambieremo evangelista pur rimanendo in sintonia con gli orientamenti pastorali della Chiesa per il primo decennio del 2000 e gli aspetti inerenti a come “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”. La missione è trasversale allo svolgimento dei temi, concepita, raccontata e aperta al nostro specifico ad gentes. Ciò viene costantemente sottolineato dai missionari che vengono chiamati a testimoniare durante gli incontri.
Il cuore pulsante, immanente, anche se non immediatamente visibile, al nostro percorso, è il taglio vocazionale specifico. I giovani dovranno coglierlo stando con noi, vedendo la nostra gioia e serenità e il nostro entusiasmo per la missione, per contagio quindi, privilegiando i momenti di Lectio divina, di deserto, di condivisione e soprattutto il dialogo personale a tu per tu.
Ecco la nostra responsabilità e il nostro sentirci fragili strumenti nelle mani di Dio e della sua voce che chiama! L’anelito vocazionale, nel cuore dei giovani, come un fiume carsico, è difficile da intuire. Solo una raffinata sensibilità, dono di Dio, lo permette. Vi chiediamo quindi di pregare per il team itinerante, affinché il Signore continui a chiamare i giovani a consacrarsi nei nostri due Istituti Missionari, anche attraverso questo umile strumento di “pro-vocazione missionaria”. P. Antonio Rovelli
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