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ITALIA – ALPIGNANO - BELLO CON L’ALTRO PDF Stampa E-mail
Scritto da Piero, Marco C., Sergio, Marco G., P. Francesco   
Giovedì, 16 marzo, erano circa le otto e mezzo di mattina, quando è iniziato ad arrivare un corteo di furgoni e auto familiari! C’era chi passava sotto l’arco d’ingresso del castello dei Provana e chi entrava dal cancello della Procura; tutti si sono fermati sotto gli alberi del vialetto ghiaioso. Faceva freddo, il cielo era coperto e cadeva qualche indecisa goccia di pioggia. Non lasciatevi, tuttavia, ingannare: non era una processione tipica di un novembre malinconico, ma il preludio di una festa organizzata dagli istituti religiosi presenti in Piemonte e messa in cantiere nel nostro seminario. La festa è riuscita così bene che, nel primo pomeriggio, anche il sole ha deciso di partecipare ai nostri giochi allontanando il freddo e le nuvole.

I formatori, i maestri e le maestre dei novizi degli istituti piemontesi da alcuni anni si incontrano per dialogare e condividere le problematiche, le risorse e le sfide che emergono nell’accompagnamento dei giovani alla consacrazione religiosa. Da qui l’iniziativa di un incontro di tutti i formandi nella nostra casa di Alpignano. Ecco, quindi, che un’ottantina di giovani, si sono ritrovati nel nostro centro di animazione missionaria per partecipare ad una conferenza, ascoltare alcune testimonianze e condividere le proprie esperienze ed emozioni sul tema dell’incontro e della crescita tra persone di culture diverse. Il titolo della giornata era: “Bello… con l’altro”.

Una volta giunti, con aiuto dei collaboratori della Procura: Alessandro, Anna, Gian Beppe e Alda, e sotto la sapiente guida di padre Carlo, agli ospiti è stato offerto un piccolo segno di benvenuto a base di cioccolata calda, thé e biscotti assortiti. Quindi, nel salone “Beato Allamano”, don Fausto Perrenchio, salesiano, ha tenuto una conferenza dal titolo: “Bibbia e mondialità” facendo emergere l’universalismo del profetismo antico-testamentario.

Prima della sua relazione, ciascun istituto ha presentato il proprio carisma. Nel preparare questo momento, nei giorni precedenti, sono sorti in noi vari interrogativi. Per esempio, ci siamo chiesti se conosciamo davvero il carisma dell’istituto in cui vogliamo entrare. Dopo aver riflettuto insieme, guidati da p. Francesco Discepoli, nostro formatore, ci è sembrato importante presentare come elementi caratteristici del nostro carisma lo “Spirito di famiglia” così caro all’Allamano e quindi ai Missionari della Consolata, insieme alla necessità di essere contemplativi e attivi. L’Allamano ci vuole “prima santi e poi missionari”: è questa la condizione per “fare bene il bene” e farlo “senza rumore”. Solo vivendo una comunione perfetta con il Signore, ascoltando la sua parola, confidando a lui la profondità del nostro cuore e nutrendoci della sua presenza avremo la forza per annunziare la buona novella ai fratelli. Un annuncio, che diventa testimonianza e servizio e mira a far crescere i destinatari del vangelo prima come uomini e poi come cristiani.

Il secondo interrogativo si potrebbe riassumere così: “Quanto conosciamo della galassia dei religiosi nella Chiesa?”. A questo hanno risposto i vari momenti della giornata trascorsa insieme: la presentazione dei vari istituti, la relazione di don Perrenchio, la testimonianza di alcuni partecipanti stranieri e il confronto nei gruppi di condivisione.
Non è mancato il pranzo consumato in amicizia e un momento di svago. Un pallone ha riunito sotto la rete della pallavolo, ragazzi e ragazze e anche qualche “maestro”, in una competizione fatta di risate e gesti atletici, nonostante l’impaccio del velo e della gonna. Dopo l’assemblea dove abbiamo condiviso il lavoro di gruppo, l’incontro ha raggiunto il suo culmine nella celebrazione dell’eucaristia. Pregare assieme, sapendo di essere in tanti a camminare verso la stessa meta, dona la speranza di poter unire le gocce d’acqua di ognuno per lasciare che l’universo sia inondato dall’amore di Dio.
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