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Dopo un anno di servizio presso il Santuario della Consolata a Nairobi, e alla Chiesa della SS. Trinità che appartiene alla parrocchia, desidero condividere con i lettori alcuni dei sentimenti spontanei che sorgono in me. Non voglio fare una descrizione accademica, ma piuttosto indicare delle realtà e le attività che non solo rendono unico questo Santuario, ma costituiscono un vero servizio alla nostra missione ed alla Chiesa locale.
Il primo motivo di meraviglia per me è stata l’adorazione eucaristica perpetua. Più di 400 parrocchiani si sono impegnati a fare almeno un’ora di adorazione alla settimana e così, in qualsiasi momento, di giorno e di notte, c’è qualcuno che veglia davanti al Signore. Sono passati vari mesi e, mentre io non ho avuto ancora il coraggio di aggiungere il mio nome all’elenco, aumenta la mia ammirazione verso coloro che tengono fede alla loro ora settimanale di adorazione, specialmente verso quanti lo fanno di notte.
Un altro aspetto positivo, motivo certamente di orgoglio, è la celebrazione solenne di tutti i sacramenti, specialmente del sacramento della riconciliazione. In media, ogni settimana si confessano più di 200 persone. Questo ministero, spesso dimenticato e qualche volta criticato in alcune delle nostre missioni, per noi rappresenta una grande fonte di orgoglio e di consolazione.
Ci sono stati poi gli eventi speciali sparsi lungo tutto l’anno: Il Congresso Eucaristico Parrocchiale che, a luglio, ha mobilitato la parrocchia intera per otto giorni e ha aiutato le altre parrocchie e la stessa diocesi a celebrare nel modo più degno l’Anno dell’Eucaristia. La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani con un incontro interreligioso e la presenza di rappresentanti di molte Chiese e denominazioni. La novena di Pentecoste nel suo tipico stile carismatico africano e con una veglia di una notte intera a cui hanno partecipato centinaia di parrocchiani e fedeli di altre parrocchie. La pastorale degli infermi con due grandi celebrazioni nel santuario, una a febbraio e l’altra a luglio. Il lavoro di cappellania a Kamiti, prigione di massima sicurezza, col coinvolgimento di parrocchiani che visitano i carcerati insieme al sacerdote. Posso dire senza paura di esagerare che ogni domenica è stata un’occasione molto speciale per quelli che vengono al Santuario della Consolata. Noi non sappiamo quando una domenica sia ordinaria perché tutte in qualche modo sono straordinarie. Un altro motivo di gioia e di orgoglio per i tre sacerdoti che lavorano qui è l’organizzazione della comunità parrocchiale e il suo modo di agire attraverso il Consiglio Parrocchiale, i comitati, i gruppi e le associazioni, incluso le piccole comunità cristiane. Grazie a loro la parrocchia è alla portata di ogni fedele e viene incontro alle necessità spirituali, alla formazione ed anche alle necessità materiali di ciascuno.
Qualcuno potrebbe pensare che un santuario, localizzato in un’area sviluppatata e ricca della città, non abbia il problema dei poveri all’interno dei suoi confini. Ma è vero l’opposto. Nella parrocchia ci sono più di 10 mila persone che vivono in condizioni squallide. Ad esse, i parrocchiani ed alcuni volontari preparati e molto dedicati, offrono un costante servizio medico nella nostra clinica, istruzione in una scuola dello slum e, alla gioventù, formazione in arti e mestieri. Il nostro slum più grande, chiamato Deep Sea, è stato in parte distrutto a settembre scorso ed è attraverso la Parrocchia che la ricostruzione e il miglioramento sono diventati possibili.
Potrei menzionare anche alcune delle attività religiose e sociali del nostro santuario, come il rosario quotidiano nella cappella della Madonna o i nostri pellegrinaggi in Kenya e all’estero, le feste della gioventù e le attività del club dei bambini. Se la parola della Scrittura: «Li conoscerete dai loro frutti» merita fiducia, noi possiamo essere orgogliosi dei frutti prodotti da questo Santuario l’anno scorso. Se volete conoscere meglio il Santuario della Consolata o leggere il nostro bollettino mensile “L’Occhio Consolatore”, potete visitare la nostra pagina web: www.consolatashrine.org.
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