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MONGOLIA - IL PRIMO LEZIONARIO IN LINGUA MONGOLA PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Giorgio Marengo   
La comunità credente della Mongolia è ancora molto piccola (circa trecento battezzati) e non conta su grandi strutture, ma sa benissimo che il centro della sua vita deve essere curato bene se vuole crescere al ritmo dello Spirito. E il centro sono la Parola e i sacramenti. Ecco perché i Missionari e le Missionarie della Consolata presenti a Ulaanbaatar dal 2003, insieme allo sforzo di inserirsi nella novità di questa antichissima cultura e di offrirsi come presenza di consolazione a chi soffre di più, stanno seguendo da vicino il delicato lavoro della commissione liturgica della Prefettura Apostolica nel rendere la vita di fede sempre più centrata sull’eucaristia e la Parola di Dio, in modo inculturato e responsabile.

Si colloca in questo quadro la presentazione a Roma della prima edizione del Lezionario in lingua mongola per le letture bibliche delle domeniche del ciclo triennale e i tempi forti. L’occasione è venuta dalle vacanze in Italia di p. Giorgio Marengo e di sr. Lucia Bartolomasi, al primo rientro in patria dopo tre anni di Mongolia. A nome del vescovo di Ulaanbaatar, mons. Wenceslao Padilla, hanno incontrato i responsabili della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti per presentare loro i due testi, nella speranza che ottengano presto il riconoscimento ufficiale per l’uso liturgico.

Si è trattato di un lavoro piuttosto impegnativo, passato attraverso la raccolta e l’organizzazione del materiale già edito dai primi missionari e la preparazione di quello ancora inedito, con l’aiuto di esperti di lingua mongola. Il testo utilizzato per questa prima versione è ancora quello della Bibbia protestante in lingua mongola, l’unica al momento disponibile.
L’impresa di una traduzione cattolica di tutta la Scrittura prenderà sicuramente ancora molto tempo, ma intanto – con i dovuti adattamenti e la traduzione dei brani non presenti nella versione protestante – i cattolici mongoli potranno avere il loro testo liturgico proprio, che si pensa di stampare in una veste grafica adatta all’uso celebrativo. Il progetto complessivo prevede di arrivare presto alla completezza dei lezionari per tutto l’anno liturgico, l’adattamento dell’ordo missae secondo la terza edizione del messale romano e la preparazione di una versione semplice del salterio, con la preghiera di lodi e vespri per le comunità religiose missionarie operanti in Mongolia e per i giovani.

Un altro campo di coinvolgimento dei nostri missionari e missionarie è quello della musica e dell’arte a servizio della liturgia. L’amore per la musica e il canto sono una delle caratteristiche della gente in Mongolia, che ha una lunga tradizione in questo settore. Sono stati già organizzati seminari di musica sacra che hanno dato entusiasmo ai musicisti locali e, attraverso un festival del canto religioso tenutosi in gennaio, si è toccata con mano la grande predisposizione per questa forma artistica che speriamo attinga sempre più al patrimonio locale (strumenti tradizionali e melodie proprie) invece di rifarsi a semplici adattamenti dall’estero.
Le suore poi stanno offrendo alla missione le loro doti di ricamo e confezione di paramenti liturgici secondo lo stile tradizionale mongolo; piccoli segni, ma che significano molto per la gente che può così esprimere la propria fede in modo più naturale e vicino alla propria sensibilità.
Condividiamo con tutti i Missionari e le Missionarie della Consolata la gioia di questi inizi di missione in Mongolia, confidando molto nel loro aiuto, consiglio e preghiera.
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