Home Da Casa Madre arrow Dicembre 2006 arrow ROMA - MANDATO MISSIONARIO
ROMA - MANDATO MISSIONARIO PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Sergio Frassetto   
Il 19 aprile, a Nepi, nel pomeriggio, ha avuto luogo il conferimento del mandato missionario ai confratelli e consorelle partenti per la Mongolia. Davanti all’altare il simbolo di una piccola ger, la tenda mongola e i sandali del pellegrino indicano la meta a cui sono inviati dal Signore. Sr. Simona Brambilla, consigliera generale, all’inizio offre il senso della celebrazione ricordando la profezia dell’Allamano: «...io non vedrò, ma forse andrete anche nel Giappone, Tibet... Noi vi accompagneremo con le nostre preghiere...».

La liturgia eucaristica, semplice e calorosa, è animata dal coro formato dalle suore, dai teologi di Bravetta, dai novizi di Bedizzole e dai postulanti di Alpignano, riuniti a Bravetta per l’interseminario.
“Eccomi!” è la risposta emozionata di ogni partente che viene chiamato per nome e presentato alla comunità. Il Padre Generale, che presiede la celebrazione, rivolge loro parole di augurio e incoraggiamento: «Partite con la forza di Cristo risorto. La Mongolia è la vostra Galilea, dove il Signore vi precede. Come egli si è fatto compagno di viaggio dei discepoli di Emmaus, fatevi compagni di viaggio di ogni uomo e donna che cerca il Signore». Ricorda le parole del Padre Fondatore ai partenti il 12 dicembre 1920: «L’apostolo, il missionario deve avere come caratteristiche della sua vita tre cose: spirito di orazione, spirito di mansuetudine, spirito di distacco».

Rifacendosi a Madre Teresa di Calcutta, nostra patrona annuale, p. Aquiléo ricorda un suo pensiero: «Noi vogliamo dare Cristo alle anime. I missionari in quanto tali non sono interessati al posto di lavoro, ma di portare Dio alle anime e le anime a Dio. L’essere missionari non sta in quanto si fa, ma in quanto si dà Cristo agli uomini». Per questo Madre Teresa diceva alle sue suore: «lascia che Cristo ti usi senza consultarti».
Il Padre Generale conclude, anche a nome di Madre Gabriella che si trova in Kenya, esortando «ad amarvi come fratelli e sorelle e ad essere una famiglia unita che diventi testimonianza per quanti in Mongolia cercano Dio per amarlo e servirlo».

La preghiera di benedizione e la consegna del crocifisso segnano l’apice della celebrazione. Uniti, preghiamo per loro, per la missione e per tutta la Chiesa. Infine, un gesto simbolico: una ragazza mongola offre a ciascuno un sorso di latte, gesto di benvenuto, tipico della cultura del suo Paese.

Suor Jane Wambuy, consigliera generale, saluta i partenti esortandoli a vivere la spiritualità dell’eucaristia, scoprendo in essa ogni giorno la propria vocazione all’amore e a rispondervi diventando pane spezzato per i fratelli.

Tu sarai profeta... Allamano, padre e guida... Andate e insegnate...: il canto si fa preghiera, lode, azione di grazie, gioia per questi fratelli e sorelle che hanno detto il sì della loro vita alla missione di Gesù, del vangelo, della Chiesa, dell’amore

Archivio
2006
2005
2004
2003
2002
Mambo è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
Versione italiana localizzata da SupportoMambo basata sul progetto MamLang modificato da Giorgio Nordo per www.equal.it