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COLOMBIA - ORA DI PROVA PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Salvador Medina e P. Orlando Hoyos Z.   

Condivido alcune notizie, apparse su “El Tiempo”, uno dei giornali nazionali di maggiore circolazione, sulla situazione nazionale, direttamente relazionata coi luoghi della nostra presenza come Missionari della Consolata.
L'ora politica, vigilia delle elezioni generali, è delicata. I gruppi armati si manifestano con grande violenza e le istituzioni ufficiali cercano di mantenere lo stato di guerra, senza che si veda un'altra alternativa all'orizzonte. L'irrigidimento delle parti è notevole. Nessuno vuole perdere il terreno che è già stato marcato con le trincee.

Nel frattempo:
1. Le comunità rurali rimangono completamente isolate, senza approvvigionamenti e protezione. Alla fine sono le vere vittime. Ed il Paese in generale è avvolto da un’atmosfera di paura e paralisi. Paesi interi rimangono “confinati” e “paralizzati”.
2. Noi, i missionari, insieme al Vescovo e molti altri sacerdoti, religiosi e laici, viviamo pienamente questo calvario. Per loro e con loro invochiamo il Dio della missione, da cui viene tutta la capacità e l'intelligenza per essere all'altezza del nostro compito in questa nuova ora di prova.
3. Ringraziamo per tutti i gesti di comunione e solidarietà che ci fanno sentire accompagnati...
4. Appoggiamo tutte le iniziative che favoriscono la giustizia e la pace.
Con queste parole intendo solo amplificare il “clamore della gente”, lasciando ad altri le analisi delle strategie politiche o belliche. A noi corrisponde solo la strategia dell'amore.

P. Salvador Medina


L’idea iniziale di p. Salvador Medina, superiore regionale, era di incontrare i missionari colombiani che lavorano fuori della Colombia e si trovavano in vacanza nel periodo del Natale e di Capodanno. Ma poi l’invito è stato esteso a tutti coloro che erano disponibili a partecipare a quell’incontro familiare, il 6 e 7 gennaio 2006.
Il primo giorno prevedeva una celebrazione liturgica comune e la condivisione di esperienze di missione, nel Santuario di Fatima di Manizales, e il giorno successivo sarebbe stato dedicato ad un passeggio e al riposo, in una “finca” (fattoria che accoglie turisti) di questa regione, tra le piantagioni di caffé, non lontano dalla città.
Per motivi pratici e per mancanza di tempo dei partecipanti si è dovuto ridurre l’incontro ad un solo giorno, ma vissuto intensamente.

La sera prima, un gruppetto di missionari, addetto alla logistica, ha preceduto gli altri alla finca, presa in affitto dalla Parrocchia di Fatima, per preparare ogni cosa. Il 6 gennaio, di buon mattino hanno cominciato ad arrivare i missionari in vacanza da vari Paesi e continenti: Argentina, Brasile, Venezuela, America del Nord, Spagna, Etiopia, Costa d’Avorio, Congo, Mozambico, Kenya, Tanzania, Sudafrica.

Dopo i saluti di rigore accompagnati dagli inevitabili scambi di notizie, abbiamo iniziato la celebrazione eucaristica a cui erano presenti due vescovi colombiani, Missionari della Consolata, mons. Luis Serna e mons. Francisco Múnera. Concelebravano 24 confratelli; tra essi, p. Agostino Baima, l’unico non colombiano ad aver accettato l’invito del Superiore Regionale.
Dopo un buon pranzo, seguito dalla rispettiva siesta, abbiamo condiviso le nostre esperienze di missione. L’incontro è stato molto animato e si è parlato senza peli sulla lingua, come in famiglia, ed era ciò che si voleva. Abbiamo concluso all’imbrunire con l’unanime lamentela per la mancanza di tempo e augurandoci di ripetere altre volte iniziative simili.

LITURGIA FUNEBRE NELLA GIOIA

Il 16 febbraio, nella Parrocchia della Consolata di Medellin, si è svolto il funerale del papà di mons. Francisco Javier Múnera Correa. Il sig. Luis Múnera da tempo soffriva di tumore ai reni e, diventato metastasi, lo obbligava a sottomettersi a dialisi ogni due giorni. Quindici giorni prima del suo decesso, in una commovente cerimonia familiare, Luis e Margarita Múnera avevano celebrato le nozze d’oro impartendo la loro benedizione ai figli, generi, nuore e nipoti.

Al funerale, presieduto dal figlio, mons. Francisco Javier, erano presenti sei vescovi e 25 sacerdoti concelebranti, oltre a una grande moltitudine di fedeli, tra parenti, amici e conoscenti della parrocchia dove i Missionari della Consolata, fondatori della stessa e costruttori della sua bella chiesa, hanno lasciato un’impronta indelebile del loro passaggio.
Nell’omelia, mons. Múnera, mentre evidenziava le virtù di suo padre, ha espresso grande gioia e consolazione per la felice coincidenza delle esequie con la festa del Fondatore, Giuseppe Allamano, e perché la celebrazione avveniva nella chiesa dedicata alla Consolata dove erano riuniti.
A sua volta, il superiore regionale, p. Salvador Medina, ha ringraziato il Signore per papà Luis e la sua famiglia per il dono di un figlio, come missionario, all’Istituto e per la familiarità con la quale hanno sempre accolto nella loro casa varie generazioni di Missionari della Consolata.
P. Orlando Hoyos Z.

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