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KENYA / ISIOLO - IL NUOVO VICARIO APOSTOLICO PDF Stampa E-mail
Scritto da A cura di p. Luigi Anataloni   
L’Osservatore Romano, in data 25 gennaio 2006, comunicava che il Santo Padre ha nominato Vicario Apostolico di Isiolo (Kenya) S. E. Mons. Anthony Ireri Mukobo, Missionario della Consolata.

Dati biografici
È originario di Mufu (Kenya - Distretto di Embu), dove nasce il 23 settembre del 1949. Compie gli studi elementari e secondari a Embu. Entra nell’Istituto nel 1972 e frequenta gli studi filosofici e teologici presso il seminario S. Tommaso D’Aquino di Langata.
Nel 1974 inizia il noviziato, a Meru, e l’anno seguente emette la professione temporanea che diventa perpetua nel 1978. Nel 1979 viene mandato, come diacono, nella parrocchia di Karima - Diocesi di Nyeri, per un tirocinio pastorale e nel 1980 viene ordinato sacerdote.

Per un anno svolge il ministero di vice parroco nella stessa parrocchia e poi viene a Roma dove prosegue gli studi di Spiritualità presso il Pontificio Istituto di Spiritualità Teresianum, ottenendo, nel maggio del 1983, la licenza in Spiritualità.
Nel 1984 viene destinato alla Colombia, dove svolge attività pastorale a Puerto Rico per un anno, a El Tambo, dal 1985 al 1989, e come animatore vocazionale, a Manizales, dal 1989 al 1990.

Richiamato in Kenya, lavora come formatore nel seminario filosofico dal 1991 al 1993. Poi, per un anno fa il vice parroco nella parrocchia di Timau e dal gennaio 1995 lavora come parroco a Karima. Risiedendo a Karima, insegna missiologia nel seminario maggiore di Nyeri. Dal 1996 al 1999 svolge il compito di consigliere regionale.
Il 18 marzo del 2000 viene nominato vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Nairobi.

Il nuovo Vicario Apostolico di Isiolo parla delle sue priorità
Dialogo cristiano-musulmano, promozione delle vocazioni locali e formazione dei laici perché essi stessi si sentano chiesa: queste sono le tre priorità del nuovo Vicario Apostolico di Isiolo.
In un’intervista concessa a CISA, mons. Anthony Ireri Mukobo ha asserito che il dialogo con i musulmani non avrà lo scopo di convertirli al cristianesimo, ma di facilitare le buone relazioni per il bene di tutti: «Non sarò vescovo solo per i cattolici, ma per tutte le persone. Se la Chiesa ha una scuola, questa sarà aperta per i cattolici e i non cattolici».

Ha aggiunto che il Vicariato di Isiolo ha poco clero locale per cui lavorerà sodo per promuovere le vocazioni locali. Riconoscendo, poi, che i cristiani sono una minoranza in un’area dove la maggior parte sono musulmani o di religione tradizionale, mons. Mukobo ha detto che molto del lavoro pastorale si concentrerà sulla catechesi di base.
Il nuovo Vicario sostituisce mons. Luigi Locati assassinato il 14 luglio 2005. Mons. Mukobo ha detto che il dialogo per trasferirlo ad Isiolo era cominciato prima della morte di mons. Locati.

Un’altra sfida consisterà nell’aiutare i cristiani di questo vicariato semi-arido a prendere coscienza del loro ruolo nel costruire la chiesa locale: «Anche se altri partner possono aiutare, le persone del posto possono fare molto per loro stesse».
Da parte sua, egli ha già chiesto aiuto ai vescovi fratelli del Kenya: «Ho detto agli altri vescovi che questa è una sfida rivolta a me personalmente e, nello stesso tempo, a tutta la Chiesa del Kenya. Per cui mi aspetto la più grande collaborazione sia in termini di personale, sia di finanza».

Mons. Mukobo, che ha lavorato in Colombia per sette anni, ha detto che la sua nomina è in linea col desiderio della Chiesa cattolica di vedere che l’Africa si evangelizza: «La Chiesa d’Africa e specialmente quella del Kenya, ha celebrato i suoi 100 anni di evangelizzazione: ciò significa che non dovrebbe più dipendere totalmente da missionari stranieri. Dovrebbe, invece, essere missionaria essa stessa e inviare altrove i suoi missionari».

Descrivendosi come “un figlio dei Missionari della Consolata”, mons. Mukobo ha espresso la speranza che l’Istituto gli darà appoggio: «l’aiuto più grande che potrà darmi sarà il destinare qualche missionario a lavorare nel Vicariato». La sua nomina – ha concluso – rende evidente che Papa Benedetto XVI ha fiducia in lui e nel clero locale per costruire la Chiesa in Kenya.
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