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La scuola Padre Noè Cereda scrive dall’isola di Nosy Be informando del suo lavoro in favore delle scuole che la sua parrocchia ha preso in gestione: ristrutturazione, pittura, mobilio, serbatoio per l’acqua, ecc. Ha montato anche una tipografia per cui l’impegno è di preparare i tecnici per farla lavorare. Lo scopo è la stampa di libri scolastici e religiosi.
La belle chapelle de Marie Consolata Con grande solennità, il 1º settembre, il vescovo, mons. Odon, ha benedetto la chiesetta che ho costruito in cima ad uno scoglio sopra l’Oceano Indiano. “La belle chapelle de Marie Consolata” è stata progettata dall’arch. Giovanni Sacchi. Vi è stato grande concorso di popolo e vari invitati anche dall’Italia. Merita davvero il nome di “Belle Chapelle”! Da lassù si gode una vista stupenda su quasi tutta l’isola di Nosy Be e sugli atolli che la circondano.
È un punto di riferimento per i naviganti e diventerà certamente un luogo sacro visitato specialmente dai turisti italiani, numerosissimi, ma anche dagli isolani che non mancheranno di andare in pellegrinaggio sulla montagna, resa santa dalla presenza della Madre di Dio. La Madonna Consolata, venerata in questa chiesetta, è vestita come l’ultima regina del Madagascar. Il pittore è di Nosy Be. Vi sono anche le icone della beata Victoire, l’unica beata malgascia, e di san Francesco Saverio che è passato di qui andando in India.
Ora sto sistemando la strada che porta alla chiesetta per permettere a taxi e pulmini di accedervi facilmente. Ed ho acquistato 2 mila m di terreno per un grande parcheggio. Per facilitare l’accesso alla “Belle Chapelle” ho piazzato anche un bel ponte in ferro che mi è stato donato da un industriale del mio paese.
In questi ultimi mesi ho potuto costruire una piccola chiesetta in un villaggio della foresta che copre tutta la parte nord dell’isola di Nosy Be. I cristiani del villaggio sono stati talmente contenti che hanno deciso di fare una grotta della Madonna. Sto preparando il campanile in legno, la croce e la pittura... per la maggior gloria di Dio!
“Dacci oggi il nostro pane quotidiano...” Osservando il comportamento dei nostri scolari mi sono accorto che a mezza mattina erano quasi tutti presi da sonnolenza. Una breve inchiesta ha chiarito che la grande maggioranza veniva a scuola senza fare colazione. I loro genitori al mattino escono di casa molto presto a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. Ed è per questo che ho deciso di costruire un forno e dare un panino a tutti gli scolari ogni giorno.
Gli scolari sono 1.300 a cui bisogna aggiungere le due scuole materne, le suore e gli insegnanti ed i lavoratori. E così arriviamo a circa 2 mila panini al giorno. Si tratta di un forno moderno che ha comportato delle spese non indifferenti, coperte da alcuni benefattori. Tutte la mattine, alla ricreazione delle 9.30, ogni scolaro riceve il suo panino: un piccolo gesto che riempie il cuore di gioia. Delle cose che ho fatto nella mia vita di missionario questa è quella che mi gratifica di più perché è pienamente nella linea evangelica: “dar da mangiare agli affamati...”.
Una bicicletta per ogni alunno Circa tre anni fa alcuni genitori dei nostri scolari mi hanno chiesto aiuto per il trasporto dei loro figli. Ci tenevano che i figli frequentassero la scuola cattolica, ma abitavano lontano. E così mi è venuta l’idea di chiedere, ai genitori adottivi in particolare e a tutti in generale, di regalare una bicicletta ai nostri scolari. L’idea è piaciuta e molti hanno risposto con entusiasmo regalando la bicicletta ai loro protetti.
Grazie al finanziamento di un gruppo di amici di Montecarlo ho potuto comperare un conteiner completo di biciclette cinesi (465). E così ho potuto dare la bicicletta a tutti gli scolari/e dalla quinta elementare in su. A quelli più piccoli esitiamo a dare la bicicletta perché potrebbero cadere e farsi male. Finora ho distribuito 742 biciclette. Quest’anno nella nostra scuola sono entrati in quinta elementare 105 allievi a cui devo comprare la bicicletta. L’ho promessa loro per le feste natalizie. Guardate che bello: questi ragazzi mai avrebbero potuto avere la gioia di possedere una bicicletta. Ringrazio di vero cuore tutti coloro che hanno aderito a questa iniziativa un po’ originale, ma che ha reso felici tanti giovani scolari, che conserveranno per tutta la vita il ricordo di questo regalo. Dice il proverbio: «Ora che hai la bici... pedala pedala!»... auguriamo a questi ragazzi di pedalare verso un avvenire sereno. P. Noè Cereda
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