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Non c’era proprio da addormentarsi: il desiderio di capire era stampato sui volti attenti. Si parlava di metafisica, della sua unicità e del perché dobbiamo sforzarci di andare oltre la fisica. La nostra attenzione, oltre che dalla materia, era mantenuta desta dal nuovo insegnante, p. Honde SJ, con la sua caratteristica terminologia. A un certo punto la nostra attenzione si è spostata verso la porta dove qualcuno bussava leggermente. E subito fece capolino il rettore dell’Istituto di Filosofia che chiamò fuori l’insegnante. La stanza si riempì dei nostri mormorii.
Padre Stephen Okello, il rettore, rientrò subito con un largo sorriso stampato sulla faccia. È sempre generoso nel sorridere quando ci incontra nell’istituto. Ma questo sorriso ci fece capire che si trattava di qualcosa di importante, così mi aggiustai sulla sedia impaziente di sentire la novità.
Dietro di lui c’erano tre visitatori e uno di loro aveva una faccia conosciuta. Così, in un batter d’occhio, ho capito che erano Missionari della Consolata. D’altronde, chi avrebbero potuto essere se la persona che conoscevo era un Missionario della Consolata che avevo visto in molte occasioni, incluso nella visita che aveva fatto come Amministratore Regionale al propedeutico d’Uganda, proprio l’anno scorso prima del Capitolo Generale?
Padre Okello li ha presentati appunto come Missionari di Consolata, così mi sono guadagnato una pacca sulla spalla per aver indovinato subito chi erano. Era davvero la prima volta che avevo il piacere di conoscere il Superiore Generale della Consolata da quando ho iniziato il mio cammino vocazionale nell’Istituto.
Padre Aquiléo Fiorentini e p. Stefano Camerlengo hanno trovato il tempo per visitarci, anche se ciò non era previsto nelle loro agende. Non potevano parlare un inglese fluente, tuttavia il Padre Generale si è sforzato di farsi capire facendoci i migliori auguri. Il Vice Superiore, invece, lo ha fatto in kiswahili, la lingua che usava in Congo. Questo ci ha fatto prendere coscienza che la lingua può essere un ostacolo alla comunicazione, un ostacolo che i missionari devono affrontare e poi, ci ha fatto capire l’importanza dell’italiano per noi Missionari della Consolata.
Padre Raffaello Lombardo, superiore regionale, una figura familiare, non aveva che da scegliere tra inglese e kiswahili. Ha scelto l’inglese per sottolineare con forza l’importanza di questa tappa di formazione destinata allo studio, “una tappa piacevole”. Ma verrà il tempo in cui dovremo dare... Quindi è importante prepararsi bene ora.
I tre avevano appena concluso l’Assemblea Continentale dell’Africa, svoltasi a Sagana, a cui avevano partecipato i superiori e vari rappresentanti di ogni circoscrizione. Nel viaggio di ritorno hanno voluto visitare i loro confratelli che lavorano nel Seminario Filosofico e nell’Allamano House. La loro visita e il pranzo che hanno fatto con noi, in compagnia di p. Giovanni Bonanomi, rettore del seminario, è stato un segnale in più di amore verso di noi e di questo siamo loro grati.
Boniface Ochieng Mtanda
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