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CONGO / KINSHASA - ORDINAZIONE DIACONALE PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Alonso Alvarez   
Quest’anno l’anniversario della Fondazione dell’Istituto è stato segnato da un dono speciale per la nostra comunità IMC del Congo e per tutta la Chiesa: l’ordinazione diaconale di Ariel Osvaldo Tosoni.
Argentino di origine, è giunto a Kinshasa quattro anni fa e ha studiato teologia all’Istituto St. Eugène de Mazenod. L’8 dicembre 2005 ha fatto la sua professione perpetua e il 29 gennaio di quest’anno ha ricevuto l’ordinazione diaconale.

La celebrazione ha avuto luogo nella nostra parrocchia Mater Dei di Kimbondo, ed è stata preparata con la collaborazione generosa dei parrocchiani, dei nostri filosofi e teologi.
Il rito si è svolto all’aperto, davanti alla chiesa, dove sono stati collocati i banchi e alcune tende che dovevano proteggere dal sole. In realtà la gente era così numerosa che straripava da tutte le parti e cercava di proteggersi dal sole con improvvisati parasoli. E allorché il caldo si è fatto opprimente, c’è stata una commovente gara delle donne per cedere i loro parasoli ai sacerdoti concelebranti.

Nella parrocchia Mater Dei si contano numerose congregazioni religiose e ciò si rifletteva anche nella composizione della corale che animava la liturgia. Ha presieduto la celebrazione mons. Giovanni d’Aniello, Nunzio Apostolico nella Repubblica Democratica del Congo, accompagnato ai lati dal sottoscritto in veste di Superiore Regionale, da vari Missionari della Consolata e da altri sacerdoti.

Particolarmente apprezzata è stata l’omelia “personalizzata” nella quale, rivolgendosi ad Ariel come amico, il Nunzio ha condiviso con lui il significato dell’ordine del diaconato: servitore incondizionato del Signore e del suo popolo.

Prima di concludere la celebrazione, Ariel ha preso la parola per esprimere la sua riconoscenza al Signore, alla sua famiglia, alla congregazione e a tutti i partecipanti alla sua ordinazione. Quindi ha compiuto un gesto particolarmente toccante. Tenendo in mano un’ampolla, ha detto: «Quando salutai mio papà, quattro anni fa, egli mi diede quest’ampolla piena di terra argentina perché portassi con me qualcosa di casa mia. Adesso che ho condiviso la vostra vita per quattro anni, spargo questa terra sulla terra del Congo per significare l’unione dei nostri due Paesi e simbolizzare il compito del missionario: fare di tutti i popoli una sola famiglia».

Dopo la messa, la festa è continuata nel prato, davanti alla residenza dei missionari, con un buon pranzo dove un gran numero di persone, confratelli, religiosi e religiose, gente della parrocchia e del gruppo “Amici Missioni Consolata”, hanno potuto fraternizzare ed augurare ad Ariel un fruttuoso servizio alla missione.
P. Alonso Alvarez
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