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Mbengu è un villaggio di 3 mila abitanti che sorge a una ventina di km da Dungu, al nord-est del Congo. I Missionari della Consolata sono arrivati in questa parrocchia tre anni fa. Il sottoscritto vi è giunto solo nel settembre del 2005 per rafforzare la nostra presenza tra i Bangba, gli abitanti del luogo.
Vivendo a stretto contatto con loro, ci rendiamo conto che, al di là della paura ancestrale degli spiriti malefici e del peso rappresentato da tanti pregiudizi culturali, molti tra i Bangba sono animati da un vivo desiderio di crescere e di emanciparsi, incoraggiati in questo anche dalla presenza consolatrice dei missionari. Il sorriso dei bambini e dei giovani lascia intravedere una speranza che arride alla vita. Tutti sono convinti che “il domani sarà migliore di oggi”.
Aspirare alle cose più grandi Le persone fra le quali lavoriamo coltivano un grande sogno che si sintetizza nelle parole in lingala «Mbengu ekokoma mboka monene» (Mbengu deve diventare una grande città). Alcuni la chiamano già “Mbengu Ville”: Città di Mbengu. L’aspirazione segreta è quella di migliorare il proprio tenore di vita attraverso anche lo sviluppo del territorio. Forse si tratta di un sogno per l’appunto ma, come insegnava Paolo ai Corinzi: bisogna aspirare alle cose più grandi (cfr 1Cor 12,31).
Così, credo legittimo partire da quest’aspirazione profonda della gente, nella realizzazione del nostro progetto pastorale che non guarda solo al bene delle anime, ma si interessa anche dello sviluppo dell’uomo in tutte le sue dimensioni. Le sfide sono grandi e numerose, ma non ci scoraggiamo: in una prospettiva di fede tutto quello che fa crescere l’uomo è dono di Dio e va chiesto a lui con perseveranza.
La nuova casa parrocchiale Benché abbia bisogno ancora di qualche rifinitura, siamo già entrati nella nostra nuova casa. Finora abbiamo vissuto in capanne e ciò che sembrava un sogno, finalmente è diventato realtà. Anche la gente è felice di vedere la nuova casa dei padri: segno della nostra stabilità e dell’importanza che va acquisendo la parrocchia. Intanto cominciano a sorgere gruppi e associazioni varie, segno dello spirito nuovo che anima soprattutto le nuove generazioni e che spinge a darsi da fare per migliorare la propria situazione.
Da parte nostra, sul versante sociale siamo impegnati soprattutto nell’aiutare lo sviluppo dell’agricoltura e dell’habitat, mentre sul versante più propriamente religioso insistiamo sui valori morali ed etici e soprattutto promuoviamo il valore della famiglia cristiana.
Il cammino è ancora lungo, ma molto è stato fatto in questi inizi, sia nel lavoro di erezione della parrocchia sia nella stesura del suo progetto pastorale. Di tutto ciò dobbiamo dire grazie a tanti confratelli che hanno lavorato in questo luogo prima di noi, fra gli altri, p. Francesco Giuliani, fratel Wilson Kaumbuthu e p. Andrés García.
A quest’ultimo, che ora lavora a Kinshasa, è seguito il sottoscritto che a sua volta si chiama André (Nekpala), e questo è motivo di frequenti “qui pro quo”, per cui la gente cerca un André, ma ne spunta un altro suscitando stupore e confusione... simpatico no?
P. André Nekpala Legowa
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