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21 gennaio – i pp. Piovano, La Greca e Mako-kha, si recano a Scurcula Marsicana (Abruzzo), paese natale del defunto p. Riccardo Rossi (1912-2000). Li accompagna il nipote, sig. Antonio Rossi, che vive e lavora a Roma. L’amministrazione comunale ha voluto intitolare al confratello defunto la scuola del Paese. Sono presenti tutte le autorità civili e religiose del Municipio assieme agli alunni, professori e maestri. Padre Riccardo Rossi viene presentato come esempio e modello di cittadino da ricordare per il bene fatto in vari campi e soprattutto in quello dell’educazione in Kenya.
P. Michelangelo Piovano
28 gennaio, sabato – Ritiro mensile. Padre Francesco Pavese, postulatore generale, ci offre una riflessione dal titolo: “A 105 anni dalla fondazione”, anniversario che ricorre domani, 29 gennaio. Attraverso le parole dei testimoni, egli ci rende partecipi dei sentimenti che animavano l’Allamano nel fondare l’Istituto; ci fa conoscere il suo metodo di azione che consisteva nel pregare, consultarsi e obbedire; infine traccia un parallelo tra Madre Teresa di Calcutta, protettrice di quest’anno, il Cafasso e il Fondatore, scoprendo nell’ impegno di vivere le piccole cose con amore, il minimo comune denominatore della loro spiritualità. A mezza giornata ringraziamo il Signore per la fondazione della nostra famiglia religiosa con l’eucaristia, presieduta dal Padre Generale appena tornato, con p. Stefano Camerlengo e p. Francisco Lerma, dal Brasile dove hanno partecipato all’assemblea continentale. Nell’omelia, p. Pavese ci parla del ruolo della Consolata nella fondazione dell’Istituto, mentre p. Fiorentini, rifacendosi al profeta Natan e a Davide che vuole costruire una casa a Dio, ci dice che l’Istituto è la casa che Dio ha preparato per noi. Dopo la messa, agape fraterna solenne. La celebrazione dell’anniversario della fondazione si conclude in serata con un tempo di adorazione, i vespri solenni e il canto del Te Deum in azione di grazie.
2 febbraio – Presentazione del Signore e giornata della vita consacrata. Alle 17,30, nella basilica di San Pietro completamente al buio, il Papa dà inizio alla celebrazione della Candelora con la benedizione delle candele e la processione che, poco a poco, va illuminando in modo suggestivo la grande chiesa. La basilica è stracolma di religiosi che rappresentano 1821 istituti religiosi sparsi in tutto il mondo. Tra questi anche i Missionari della Consolata, nella persona di p. Piero Trabucco che concelebra con il Santo Padre in qualità di segretario della USG. All’omelia Benedetto XVI parla della dedizione dei consacrati a Dio e ai fratelli quale «segno della presenza del Regno in mezzo agli uomini... La vita consacrata è un messaggio forte per l’uomo d’oggi... I consacrati sono le sentinelle che annunciano e testimoniano la vita nuova portata da Cristo...». E conclude esortando: «Come ceri accesi, irradiate sempre la luce di Cristo nel mondo». Poi il Papa invita tutti a pregare rinnovando l’impegno a seguire Cristo obbediente, povero e casto. La preghiera, a più voci, diventa lode e ringraziamento a Dio per il dono della vita consacrata. La celebrazione continua con l’offerta dei doni che vari religiosi portano fino al Papa. Tra essi vengono nominati i Missionari della Consolata, rappresentati, dal nostro Padre Generale. Al momento della comunione, tra i fortunati che vanno a ricevere il pane consacrato dalle mani del Pontefice, vediamo ancora due nostri confratelli: p. Angel Gutiérrez e p. Boniface Sambu-Sambu.
6 febbraio – Arrivano dal Kenya mons. Mukobo, nuovo Vicario Apostolico di Isiolo e mons. Nyue, coadiutore di Nyeri e amministratore apostolico di Isiolo. Prendono contatti con la diocesi di Vercelli che finora ha sponsorizzato il Vicariato di Isiolo e con altre istituzioni. Inoltre si prepara la presa di possesso del Vicariato che avverrà il 4 aprile.
7 febbraio – Iniziamo la novena in preparazione alla festa del Beato Allamano. In cappella, al posto dell’icona di Madre Teresa, viene messo un bel quadro del Fondatore. Nella preghiera di ogni giorno gli affidiamo la nostra vita e le necessità di tutto l’Istituto.
16 febbraio – Festa liturgica del Beato Fondatore. La giornata si apre con gli auguri, via E-mail, del Padre Generale e del suo consiglio che, nell’80º anniversario della sua nascita al cielo, invitano a ringraziare il Signore per la sua paternità, che ci ha manifestato con amore e dedizione, il suo spirito che permea il nostro vivere e agire, il suo essere modello per noi, la sua intercessione in nostro favore. Alle 12,30 si uniscono a noi i teologi di Bravetta nella celebrazione eucaristica presieduta da mons. Anthony Mukobo, vicario apostolico di Isiolo, accompagnato ai lati da mons. Nyue e dal Padre Generale. All’omelia, p. Paco López, consigliere generale, fa una vera e propria professione di amore filiale verso il Padre Allamano che ha fondato l’Istituto nella convinzione che fosse opera di Dio per la costruzione del Regno. Una consapevolezza che sostiene anche noi nelle difficoltà della missione e ci aiuta a superare le ombre che non mancano mai. Il pranzo di gala nella gioia di sentirci famiglia allamaniana e l’adorazione eucaristica della sera siglano con nastro d’argento la festa del nostro Fondatore.
18 febbraio – Le comunità di Casa Generalizia e di Bravetta si danno appuntamento per le 18, a Nepi, presso la Casa Generalizia MC, per la celebrazione solenne della festa del beato Fondatore, a 80 anni dalla sua santa morte. Presiede l’eucaristia il Padre Generale, accompagnato ai lati da mons. Anthony Mukobo e da p. Paco López. Concelebrano tutti i confratelli. La chiesa si riempie di amici della Consolata che non mancano di dimostrarci vicinanza e amicizia in queste occasioni. Il coro formato dai teologi e dalle suore MC, anima la celebrazione lodando il Signore e invocando l’Allamano nelle diverse lingue. Nell’omelia, a due voci, p. Fiorentini e madre Gabriella, condividono con i presenti una lunga riflessione dal titolo: “Giuseppe Allamano, uomo di speranza”. Una speranza che permea l’Istituto nelle sue varie componenti e che anima la missione in tutte le sue espressioni. Il rinfresco e la torta degli 80 anni chiudono in allegria questa bella giornata di famiglia.
P. Sergio Frassetto
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