|
Scritto da Giovanni Tebaldi
|
|
Il Rettore si intratteneva con gli apostolini come usava fare don Bosco con gli allievi dell’Oratorio, parlava loro della vocazione alla vita missionaria e dei loro doveri. Comunicava loro le ultime notizie arrivate dalle missioni del Kenya. Per quei giovani egli era padre, madre e amico confidente. I suoi colloqui con loro, improntati a reciproca fiducia, verranno conservati per sempre nella memoria. Nelle ore di disorientamento egli era come una tavola solida e ferma alla quale aggrapparsi in mezzo alle onde. Era tale l’affetto che li legava a lui che nei giorni di solitudine e di depressione gli aprivano il cuore e lui li incoraggiava a proseguire nella santità della missione. Giovanni Tebaldi, La mia vita per la missione, pag. 110
|