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L'ANNO CENTENARIO PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Luís Tomás   

Avendo celebrato il cinquantesimo della sua nascita soltanto qualche anno fa, la Regione del Portogallo, non ha avuto difficoltà a capire l'importanza del momento storico che stava vivendo e ad integrarsi volentieri nell'onda celebrativa del primo Centenario dell'Istituto. Anche se l'apertura ufficiale e pubblica del calendario delle commemorazioni è avvenuta dopo, per noi il centenario è iniziato il 29 gennaio, data storica della nostra fondazione. In quel giorno ci siamo radunati tutti a Fatima dove abbiamo evocato e riflettuto sulle nostre radici. Le Missionarie della Consolata e i nostri seminaristi si sono uniti a noi. In quest'esercizio ci ha guidati il p. Darci Vilarinho. Il primo atto solenne delle commemorazioni si è svolto ancora a Fatima, il 17 febbraio, e l'abbiamo condiviso con parecchie migliaia di persone: è stato il nostro pellegrinaggio annuale a questo Santuario, in onore del beato Giuseppe Allamano. È un evento che, iniziato con la beatificazione, si è mantenuto e va prendendo sempre più consistenza, al punto di diventare l'espressione più visibile di tutta la nostra animazione missionaria. È il momento migliore per trasmettere la nostra spiritualità missionaria, mariana ed allamaniana; ha una vasta audience e un programma che occupa tutta la giornata; è fonte di gioia ed entusiasmo e coinvolge nello stesso tempo i giovani del JMC e gli associati AMC. Il vescovo di Coimbra, D. Albino Cleto, invitato a presiedere la liturgia, ha saputo trovare le parole ed il tono adatti per mettere la moltitudine in sintonia con lo spirito della celebrazione. Saltando alla fine del calendario, possiamo anticipare che la chiusura non sarà meno solenne, né meno partecipata: coinciderà con la 12ª edizione del pellegrinaggio, che cadrà proprio il 16 febbraio 2002, ed avrà come presidente p. Piero Trabucco. All'interno di queste due cornici celebrative, ci sono stati molti momenti e attività di carattere commemorativo. In genere abbiamo cercato di valorizzare i momenti e le attività, previsti nel nostro calendario, per diffondere il messaggio del centenario. Così è stato con la convivenza pasquale dei giovani, così l'incontro annuale degli AMC (Amici Missionari della Consolata), così le varie feste della Consolata. A Cacém e Aguas Santas, la celebrazione annuale della nostra Patrona è molto popolare tra la gente dei dintorni e molto missionaria nell'impostazione. Lungamente ed attentamente preparate, diventano l'espressione della capacità organizzativa e della generosità degli amici e benefattori. Quest'anno tutti hanno "respirato centenario". Ma i nostri animatori si sono spinti anche ad altre iniziative direttamente ispirate al centenario, le quali hanno lasciato nei partecipanti un'impressione che non si spegnerà girando la pagina del calendario. Due gruppi, il primo di trenta e il secondo di cinquanta persone, erano presenti a Torino nei momenti clou del centenario: rispettivamente, alla festa della Consolata e all'anniversario della beatificazione. Sono tornati a casa profondamente toccati dal senso di comunione con tutto l'Istituto, dalla fraternità spontanea con gli altri gruppi incontrati e anche dall'ospitalità sincera e cordiale che hanno ricevuto. Questi viaggi furono pensati come pellegrinaggi "ad fontes" e lo sono diventati effettivamente. Quei 20 giovani, poi, che dal Portogallo sono andati a Torino e Roma per partecipare al IMC Youth meeting, sono tornati a casa non soltanto felici dell'esperienza vissuta, ma anche animati, anzi, contagiati da ciò che hanno visto e sentito a contatto con gli altri giovani provenienti da tutto il mondo. Gli incaricati della pastorale giovanile hanno organizzato delle iniziative anche per coloro che non potevano spingersi così lontano. Così, è stato organizzato un incontro nazionale per i gruppi di adolescenti che gravitano intorno ai nostri centri missionari per aiutarli a conoscere meglio l'Istituto e la sua storia e spianare la strada verso una loro definizione vocazionale. La sfida è stata più grande per quelli già organizzati come JMC (Giovani Missionari della Consolata): si è trattato di partecipare a un pellegrinaggio a piedi fino a Fatima. Recarsi a piedi ad un santuario è una pratica tradizionale, che sta conquistando sempre più adepti; quello di Fatima, poi, esercita una grande attrazione. La camminata è soltanto l'involucro; importante è la motivazione e il contenuto. A ciò ha pensato una preparazione accurata. I gruppi si sono dati appuntamento nel luogo da dove sarebbe iniziata la marcia. Viaggiando in treno, di notte, coloro che provenivano dal nord e dal sud, si sono incontrati con quelli del centro nel luogo stabilito, distante un'intera giornata di cammino dal santuario. Con passo deciso, com'è proprio della gioventù, con opportune fermate, riflessioni ben distribuite, buona disposizione, amicizia e solidarietà, i pellegrini hanno completato l'intero percorso, giungendo, morti di stanchezza, ma pieni di gioia, fino a casa nostra e al Santuario per la loro visita alla Madonna. Il segno chiaro che l'esperienza è stata positiva è che si pensa già alla sua ripetizione per il centenario della missione. Ordinazioni sacerdotali Con i tempi che corrono e la scarsità di vocazioni in tutta Europa, le ordinazioni sacerdotali acquistano sempre di più la dimensione di una grande festa. In occasione del centenario ne abbiamo avute due. Gli ordinati sono i pp. António Cachide e Patrick Silva. In un anno in cui ci si impegnava a "fare memoria", c'è sembrato che Fatima - luogo pieno di storia per noi, individualmente e come Regione; luogo che cinquant'anni fa ha dato i primi frutti della nostra presenza - fosse il posto più indicato per celebrare questa festa. E così è stato: nel grandioso scenario del grande auditorium del Centro Pastorale Paulo VI, la gente è stata toccata dalla liturgia e dalla musica e portata a vibrare con gioia ed emozione fino alle lacrime. Il vescovo di Leiria-Fatima ha presieduto il rito. La prima messa dei neo ordinati, nei loro rispettivi paesi, ha prolungato la festa e intensificato la gioia. Il nostro calendario celebrativo volge al termine: la conclusione dell'anno, vissuto nella memoria dei primi cent'anni di vita dell'Istituto, avverrà nello stesso modo in cui l'abbiamo aperto, cosicché il tutto acquista unità. L'atto stesso di chiusura del Centena-rio della Fondazione coinciderà anche con l'apertura del Centenario dell'Evangeliz-zazione. L'epicentro delle celebrazioni sarà più lontano - in Kenya -, ma la nostra volontà di partecipazione ci manterrà vicini.

P. Luís Tomás

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