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Scritto da Giovanni Tebaldi
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La missione diventa l’elemento dominante nella vita dell’Allamano, e ne pervade ogni pensiero, ogni azione, ogni scelta. Egli continuerà a reggere il santuario della Consolata e il Convitto ecclesiastico con l’assistenza del Camisassa, e a mantenere, con l’aiuto della corrispondenza e della preghiera, il contatto ininterrotto con i suoi missionari e con l’ambiente nel quale essi operano. Egli vive come se camminasse accanto a loro, ne sentisse il respiro, ne leggesse i pensieri. Dalla lettura dei diari e delle corrispondenze si sforza di ricostruire mentalmente quello che i missionari vivono ogni giorno, ogni momento della loro esistenza; s’interessa presso il superiore della loro salute e delle loro necessità, li incoraggia ad essere fedeli ai loro impegni religiosi.
Giovanni Tebaldi, La mia vita per la missione, p. 116
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