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I CENTENARI IMC IN KENYA PDF Stampa E-mail
Scritto da Da Casa Madre   

Il Kenya è stato privilegiato nella celebrazione dei Centenari IMC, il primo ovviamente comune a tutto l’Istituto, il secondo molto più incentrato sul Kenya, la culla dell’Istituto, dove la collaborazione fruttuosa tra il Fondatore e i suoi missionari ha dato una forma chiara, solida ed unica alla famiglia della Consolata.

Il Centenario della Fondazione è stato più di iniziativa IMC, sia a livello regionale che locale, mentre il Centenario della Missione è previsto che sia celebrato in piena comunione con le otto diocesi del Kenya, frutto del lavoro dei nostri Missionari e con un vescovo IMC, mons. Peter Kihara, alla testa del comitato esecutivo.

In entrambe le ricorrenze centenarie si è rimarcato e si rimarca l’intenzione di non farne semplicemente una serie di celebrazioni esteriori, quasi una auto-esaltazione, ma un’occasione per ringraziare il Signore per questo grande dono fatto alla Chiesa e per rinnovare ed irrobustire quella fede che in questi cent’anni è stata donata e ricevuta.

Alcune celebrazioni particolari

Oltre alla celebrazione solenne di apertura, avvenuta a livello Regionale, il 28 gennaio 2001, ci sono state varie altre celebrazioni locali, di carattere, forse, più intimo e familiare, ma non meno belle e solenni.

Mujwa, 15 settembre: l’intera diocesi di Meru ha voluto riunirsi per celebrare insieme questa solennità, incoraggiata dal vescovo stesso, mons. Silas Njiru, che ha presieduto l’eucaristia. Preparata da una settimana di animazione missionaria nella parrocchia di Mujwa, che ha contagiato, seppure in forma ridotta, anche le altre parrocchie, è risultata una vera espressione di fede, riconoscenza, impegno e rinnovamento. Per far risaltare maggiormente il legame tra il centenario IMC e il Meru, si è unita anche la celebrazione dei 90 anni dell’evangelizzazione della diocesi.

Bweyogerere (Uganda), 6 ottobre: ha impressionato in modo particolare la celebrazione centenaria in Uganda. Tenendo conto che la nostra presenza in questo Paese risale solo a 16 anni fa e con una sola parrocchia, non era facile prevedere una tale dimostrazione di stima e di affetto da parte della gente e della Chiesa stessa. La celebrazione fu realizzata all’aperto nonostante una fastidiosa pioggerellina che, tuttavia‚ non scoraggiò la grande massa della gente. Ha presieduto il rito il cardinale stesso di Kampala, mons. Emmanuel Wamala, attorniato da altri tre vescovi e da un gran numero di sacerdoti diocesani e religiosi.

È stato molto apprezzato l’atteggiamento del cardinale, improntato a grande semplicità e cordialità‚ per cui la sua presenza è stata sentita come quella di un papà tra i suoi figli o di un fratello tra i fratelli. Proprio grazie a lui abbiamo vissuto quello spirito di famiglia, così bello e originale, che il beato Allamano ci ha lasciato in eredità.

Durante l’omelia egli ha sottolineato che, nonostante la loro minuscola presenza in Uganda, i Missionari della Consolata hanno contribuito alla maturazione di quella Chiesa attraverso la formazione di un certo numero di sacerdoti missionari tra i suoi figli e l’animazione missionaria delle sue comunità cristiane.

La celebrazione, complessivamente, è durata dalle 10 del mattino alle 6 di sera. La presenza dei mass media locali, radio e televisione, ha permesso a milioni di Ugandesi di seguire in diretta questo evento.

Gitoro, 3 novembre: celebrazione del Centenario IMC da parte dei giovani della diocesi di Meru. Organizzata superbamente dai confratelli e consorelle della Consolata e dall’incaricato diocesano della gioventù, don Tortalla, la giornata è stata un successo inaspettato, a dispetto del maltempo che, qui in Africa, rende molto difficile lo spostarsi da un luogo all’altro. Sono intervenuti più di 500 giovani e la giornata è stata un insieme di celebrazioni, specialmente l’eucaristia solennissima e la riconciliazione (ore ed ore di confessioni con molti sacerdoti disponibili), di preghiera e di riflessione sulla realtà dell’Istituto e sul problema vocazionale, di adorazione comunitaria e privata..., un qualcosa che potrebbe sembrare inaudito per giovani, i quali, tuttavia, hanno partecipato con grande serenità, entusiasmo e gioia.

Nell’insieme si può dire che tutte le celebrazioni, pur dando ampio spazio alla coreografia della festa, hanno tuttavia posto l’accento sulla nostra risposta, oggi, sulla riconoscenza e sul ringraziamento da tradursi in un impegno di rinnovamento e crescita nella vita cristiana.

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