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Il quotidiano “Il Sole 24 ore”, in data 4 febbraio 2002, ha pubblicato un articolo sull’ospedale e casa di cura Koelliker, dei Missionari della Consolata. Dopo anni di costanti ampliamenti e adeguamenti, ad opera prima del defunto p. Giuseppe Carlo Gabbini e poi di p. Silvano Cacciari, attuale direttore generale, la struttura sanitaria ha ricevuto la “palma d’oro” per la sicurezza. Secondo il Tribunale per i diritti del malato merita la “prima fascia” per la sicurezza. L’ospedale Koelliker di Torino ha appena conquistato il podio del “rapporto 2001” con un punteggio medio di almeno 80/100 ottenuto dal monitoraggio di ben 235 indicatori, raggruppati in 24 fattori e quattro componenti (edifici, personale, vigilanza e organizzazione). L’ospedale (anzi “ospedalino” com’è più comunemente conosciuto) ha in realtà la configurazione giuridica della casa di cura polispecialistica, ma con un identikit di tutto rispetto. Conta 223 dipendenti (erano poco più di 160 nel 1996), un fatturato annuo intorno ai 26 milioni di euro. Occupa un intero isolato, di fronte al complesso del vecchio stadio comunale. Ha 150 posti letto autorizzati (di cui 90 in convenzione), ambulatori, un efficiente laboratorio d’analisi (certificato iso 9000) e un’attrezzata diagnostica strumentale che dispone di quattro risonanze magnetiche. Il gruppo operatorio è formato da quattro sale chirurgiche. Nel complesso il Koelliker garantisce 41 specialità (dal centro cefalee, alla nefrologia pediatrica, dall’epatologia all’oculistica); ogni giorno transitano dalle 1000 alle 1500 persone, circa 600 delle quali per sedute di fisioterapia e 150 per le risonanze. Spiega Giovanni Maria Ferrarsi, ingegnere responsabile della sicurezza: «La sola messa a norma degli impianti elettrici ha voluto dire circa 130 mila euro di investimenti ogni anno dal 1996 ad oggi, esclusa la cabina di trasformazione da media a bassa tensione che ci consente un’ottimizzazione dei costi e un buon risparmio energetico. Abbiamo puntato molto alla formazione del personale e stiamo perfezionando in questi giorni tutta la procedura antincendio». L’ospedale Koelliker venne eretto nel 1928 per iniziativa dell’omonimo benestante torinese che perse drammaticamente i due figli in giovanissima età. Negli anni ’50 venne poi donato ai Missionari della Consolata e da allora è sempre rimasto uno stretto collegamento con la “terra di missione” (dal sostegno economico alla preparazione del personale medico-infermieristico che opera in Africa o in America Latina). Il Koelliker è gestito da una S.p.a., chiamata Pro Infantia; il direttore generale è p. Silvano Cacciari (una laurea in legge e una vocazione manageriale oltre che religiosa). «Per noi – osserva – non esiste una sanità pubblica o privata, ma un’unica sanità con al centro la persona. Questo è il nostro criterio ispiratore, anche nei rapporti con i dipendenti. I risultati sembrano darci ragione». La recente informatizzazione della struttura ha consentito di attivare una convenzione con l’Asl 2 che già da alcuni mesi può prenotare direttamente visite o esami al Koelliker. Non solo. È ormai pronto un significativo progetto di ampliamento. Dal Comune di Torino è stato rilevato, all’angolo con corso Sebastopoli e a fianco dell’edificio più moderno del Koelliker, un terreno di 1200 m2 dove ora c’è un capannone in disuso. I lavori inizieranno a primavera inoltrata e si concluderanno entro il 2005. Comporteranno un investimento, per la sola struttura e il suo allestimento, di quasi 13 milioni di euro. Verrà edificata una palazzina di tre piani con nuovi studi e il day hospital. F. Ant.
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