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NOVENA E FESTA DEL BEATO PADRE FONDATORE PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Antonio Giordano   

La novena del Padre Fondatore è presieduta da p. Dutto che, sera dopo sera, presenta la biografia dell’Allamano concludendo con delle applicazioni concrete basate sulla Parola di Dio del giorno. Concelebrano i confratelli della casa. La liturgia è animata dalle Suore della Conso-lata che partecipano numerose da Casa S. Pio X e da Gruglia-sco. Un folto gruppo di fedeli segue la novena con noi.

La festa ha tre momenti salienti: le Lodi comunitarie al mattino, la Concelebrazione alle 10,30 e i Vespri alla sera. Sono momenti di lode e azione di grazie al Signore per l’inizio della missione, cent’anni fa, in Kenya e per i frutti copiosi che ha prodotto in Africa, in America e in Asia.

La S. Messa, concelebrata da una cinquantina di missionari e una decina di sacerdoti diocesani, guidati dal vicario episcopale, don Mino Lanzetti, è presieduta da p. Stephen Okello, segretario della missione, nativo del Kenya. Lo accompagnano da vicino tre giovani confratelli africani che presto partiranno per la Corea: p. Peter Njoroge Githaiga, p. Joseph Otieno Sijenyi, keniani e p. Tamrat Defar, etiope. Il coro delle Missionarie della Consolata di Grugliasco anima la liturgia con i canti e le letture.

Padre Gottardo Pasqualetti, superiore regionale, all’inizio della celebrazione presenta ai fedeli i tre partenti per la Corea con queste parole: «Quei quattro missionari, due Padri e due Fratelli, piemontesi, partiti di qui 100 anni fa, con la benedizione del Fondatore, stanno ritornando presso il beato Allamano nelle persone di questi sacerdoti, Missionari della Consolata, nativi del Kenya e dell’Etiopia, in partenza per le missioni d’Asia». Era questo forse il sogno del Fondatore e dei primi missionari che sta diventando realtà? È certamente grande opera di Dio il vedere tre figli del Kenya e uno dell’Etiopia (il primo sogno missionario del Fondatore) presiedere questa solenne eucaristia in onore del beato Allamano, nella chiesa che contiene le sue spoglie mortali.

Padre Okello, un po’ trepidante e commosso, comincia l’omelia con queste parole: «Qui, nella cappella che contiene le spoglie mortali del Fondatore, davanti a tutti voi missionari e missionarie e con il ricordo di quelli che prima di voi hanno dissodato il terreno del Kenya, io, figlio del vostro lavoro, mi sento indegno… eppure sono anch’io figlio dell’Allamano ed appartengo alla nostra famiglia come vostro fratello. Allora gioisco nel Signore per questa occasione che la sua bontà ci dona: quattro figli della sua missione presiedono quest’oggi l’eucaristia presso la sua tomba».

Poi abilmente presenta il paragone dell’intrecciarsi dei sentieri africani che nella brughiera uniscono i diversi villaggi: c’è chi va, chi viene e chi ritorna ed allora c’è comunione e l’erba non cresce a cancellare i sentieri… «così da Torino al Kenya i sentieri si incrociano: chi è andato e ora chi viene fanno vivere la comunione e i sentieri rimangono segnati dalla fratellanza».

Padre Okello conclude con un pensiero sul futuro dell’Istituto: «All’inizio tanti problemi hanno pesato sulle spalle del Padre Fondatore; nello stesso modo, tante difficoltà si parano davanti alla missione dell’Istituto oggi, ma lo sviluppo di allora continuerà a fiorire anche per l’avvenire con l’apertura all’Asia e l’invio dei primi missionari africani in Corea e presto anche in Mongolia. Il piccolo seme crescerà ancora come è cresciuto durante questi primi cento anni di missione».

Dopo l’omelia, p. Pasqualetti consegna il mandato missionario ai tre partenti per la Corea, e dona loro, come pegno e conforto, un quadretto del Padre Fondatore con la reliquia tratta dalla bara in cui hanno riposato i suoi resti mortali. «Questo segno vi accompagni – dice - vi sia di conforto nelle tribolazioni, di coraggio nelle avversità e di incoraggiamento nelle difficoltà. Vi faccia sentire la sua voce: ‘Coraggio e avanti’».

La solenne Eucaristia termina presso il sarcofago del beato Allamano che i quattro Missionari africani incensano a turno.

Un rinfresco vede tutti uniti in fratellanza nel salone Giacomo Camisassa a festeggiare con le Missionarie della Consolata e i tanti amici.

P. Antonio Giordano

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