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VISITA CANONICA PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Norberto Louro   

La visita fu viaggio...

Viaggio accuratamente preparato, iniziato e forzosamente interrotto a causa dell’indisposizione di p. Bellagamba. Viag-gio ripreso, una volta ristabilitosi, ma faticosamente portato a termine dopo tredici ore di sosta a Parigi e nove a Luanda, “grazie” ad una incomprensibile scorrettezza dell’Air France. In compenso, a Kinshasa non abbiamo dovuto viaggiare molto, dato che le nostre opere sono tutte nelle vicinanze della città. Nella foto: riposo meritato e soffice (!) di p. Bellagamba a Luanda!

La visita fu accoglienza...

Sempre e ovunque, da parte dei confratelli e delle comunità cristiane. E dire che siamo arrivati in un periodo di grande attività pastorale nelle parrocchie e di esami nei seminari. Mi diceva un nostro aspirante: «Non ho mai trovato uno spirito di famiglia come tra i Missionari della Consolata. Per questo sono qui!» Bello, No?! Qui accanto: la comunità di Saint Mukasa: p. José Tolfo, parroco, p. Clovis Audet e p. Anthony Kimanzi.

Accoglienza della Chiesa Locale che, attraverso il suo più illustre rappresentante, il card. Etsou di Kinshasa, ci ha manifestato il suo apprezzamento e la sua riconoscenza per il bene che i nostri confratelli, con costanza e rischio, svolgono nel Congo. I nostri rapporti con sua eminenza, con i suoi vescovi ausiliari e con il clero locale sono contrassegnati da amicizia, familiarità e collaborazione.

Anche le comunità cristiane, nonostante la situazione precaria in cui vivono, ci hanno circondato di attenzioni, e ci hanno accolto fra canti e danze piene di gioia schietta. Qui, a Saint Hilaire, sul posto dove sorgerà la chiesa della nuova parrocchia, ci attendevano più di mille persone per una celebrazione festosa e sentita, in rito congolese. In due anni di celebrazioni all’aperto non è mai piovuto durante la messa: «miracolo!» dice la gente.

La visita fu condivisione...

Della certezza che per noi la missione è l’annuncio di Cristo. Che la missione ad gentes è luce che illumina ogni nostra scelta. Che comunità e comunione sono vele di una imbarcazione che si chiama missione. Che la tensione alla santità ci fa diventare discepoli. Che Consolata, Allamano e Missione sono accordi della stessa melodia che si converte in carisma (IX CG)!

La visita fu dialogo...

Intenso dialogo individuale, col Consiglio, con ogni comunità e in assemblea. “Dialogo” è stata l’attività predominante dei visitatori “nella meravigliosa speranza di essere un cuor solo e un’anima sola”, rassodando lo spirito di appartenenza al quale siamo continuamente rigenerati dal carisma e dalla missione. La persona del missionario è il valore più grande. L’Istituto è al suo servizio perché viva con vigore e gioia la missione (IX CG p. 61).

La visita fu progetto...

Spinti dal motto proposto dal Superiore Delegato per la visita: “Tempo di grazia e di crescita”, proponiamo una meta: aspirare alla qualità! Qualità nella vita comunitaria, qualità nella formazione, qualità nella pastorale, testimonianza di qualità! «La qualità è sigillo per rispondere con competenza e fedeltà agli appelli della missione per intravedere e tracciare i cammini del mondo» (IX CG).

La visita fu celebrazione...

Molti piccoli gesti segnarono il nostro stare insieme per vivere con intensità l’accoglienza, il perdono, la festa, nella gioia di sentirci una sola famiglia. Al termine della visita, celebrando il Padre Fondatore, abbiamo sentito che un solo gesto conta, il suo: «Vi ho dato tutto». “Dare tutto”, nella vita consacrata alla sequela di Gesù: ecco la profezia della nostra missione.

P. Norberto Louro

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