|
Il direttore spirituale orientò Edith Stein verso i giovani, al cui servizio poteva mettere le proprie conoscenze e capacità pedagogiche e psicologiche. Alcune testimonianze di sue ex-allieve ci fanno conoscere un po’ più da vicino la sua natura: «Avevo appena superato l’esame di maturità, ero molto sicura di me e consapevole delle mie capacità. Per l’esame orale di tedesco si presentò una donnina modesta, mi fece ripetere una cosa che avevo letto e poi iniziò ad analizzarla a fondo in un modo che mi era del tutto nuovo; finii per fare scena muta. La mia impressione uscendo fu: non ti era mai capitato niente di così buono». Una delle sue allieve più giovani scrive: «Avevamo diciassette anni e la signorina Stein ci insegnava tedesco. In realtà ci insegnava di tutto. Eravamo ancora molto giovani, ma il fascino della sua personalità non l’abbiamo mai dimenticato. Ogni giorno la vedevamo inginocchiata a pregare, davanti, nel coro, durante la messa. Intuivamo così cosa significhi la perfetta armonia tra fede e comportamento di vita. Per noi, in quell’età critica, ci era veramente di esempio. Non potrei ripetere nessuna osservazione da lei fatta, forse non tanto perché non mi è rimasta impressa nella memoria, quanto piuttosto perché era una persona quieta e taciturna, che ci guidava soltanto attraverso il suo modo di essere… Quando esprimeva un giudizio critico, il suo dire era un’unione perfetta di bontà e giustizia. Non l’abbiamo mai vista se non calma, garbata e silenziosa». «Vidi la signorina Stein per la prima volta nel marzo 1926. Interrogava allora in grammatica per l’esame di ammissione all’istituto magistrale. Andai molto male all’esame, ma la signorina Stein rimase sempre calma e sempre cordiale. Mi colpì molto. Il suo aspetto era distinto, delicato e femminile. Era amata e riconosciuta da tutti come l’insegnante migliore, la più intelligente e la più giusta della nostra scuola». «…La signorina Stein aveva anche qualcosa di inavvicinabile, forse perché il divario tra lei e noi era grande. Era infatti troppo brava e troppo importante, così che avevamo tutte un po’ paura di lei. Eppure come sua allieva avevo una grande fiducia in lei. Nei compiti in classe, che finivano soltanto nelle sue mani, potevo esprimere francamente le mie opinioni personali e i sentimenti più intimi. Sentivo di poter dire tutto, di poter essere aperta e sincera fino in fondo senza timore di essere fraintesa… La signorina Stein era una personalità, una persona nel pieno senso del termine; in lei nulla di triste e deformato». Berta Weibel, Edith Stein. Martire per amore. Paoline, Roma 1999, pp 38-41 passim.
|