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HO AMATO L'AFRICA PDF Stampa E-mail
Scritto da Da Casa Madre   


P. Giovanni Tebaldi:
Padre Riccardo Rossi - Missionario in Kenya
Ed. EMI; cm 14x21; pgg.96

Padre Giovanni Tebaldi arricchisce il suo carnet di pubblicazioni con la biografia di p. Riccardo Rossi, recentemente scomparso (8 novembre 1912 – 7 dicembre 2000), dopo aver trascorso gran parte della vita lavorando nelle missioni del Kenya, formando catechisti e seminaristi, creando associazioni femminili e comunità cristiane nel periodo culminato con la nascita delle Chiese locali. Scritto con il tono dell’amicizia fraterna, il libro dipinge il ritratto di un missionario che ha saputo vivere la sua vocazione sacerdotale e religiosa con la gioia di chi ha donato la vita per gli altri.

P. Tebaldi ambienta la nascita e l’infanzia di p. Riccardo a Scurcula Marsicana, il paese natale, la cui realtà di vita semplice, contadina e religiosa lascia intravedere secondo quelli che potevano essere i ricordi che lo stesso p. Rossi custodì gelosamente nel suo cuore durante tutta la vita. La sua vocazione viene presentata come «sospiro e desiderio dell’anima che premono per trovare appagamento … e l’Africa diventa il punto d’attrazione al quale si appunteranno tutte le sue attese e le sue idealità» (p 23).

Mentre racconta la vicenda di p. Rossi, l’autore delinea in prospettiva la figura del beato Allamano con citazioni del suo pensiero che, come squarci di luce, illuminano il cammino del futuro missionario. Nello stesso tempo offre scorci sulla vita dell’Istituto presentando, a volo d’uccello, personaggi di quei tempi, notizie storiche, dati e statistiche.

Il 29 ottobre 1939 p. Riccardo parte per il Kenya e p. Tebaldi approfitta per darci una bella ambientazione storico, sociale ed economica dei distretti di Nyeri e Meru dove egli ha realizzato il suo apostolato.

La realtà in cui il nostro missionario si trova ad operare è tutt’altro che facile vuoi per il sistema oppressivo del colonialismo, vuoi per la povertà e la fame con cui deve fare i conti tutti i giorni ed egli vi fa fronte con l’ottimismo e la saggezza degli abitanti di Scurcula.

Il suo metodo di evangelizzazione esprime fantasia creativa e si caratterizza per una non comune capacità di comunicare con chiunque, dal più piccolo al più grande: «È l’uomo dell’incontro e del dialogo, che sa trasmettere la parola di Dio come l’avventura più affascinante. La sua catechesi è avvincente, intercalata dai fatti tratti dalla vita di Gesù e dagli aneddoti della vita quotidiana» (p 43).

«Il suo modo di fare missione non rassomigliava ad un metodo, ma ad una vita. C’era in essa tutto ciò che produce movimento, gioia, parola, scambio, preghiera, dialogo. Non è immaginabile un missionario come lui, muto, anche se per antitesi è stato denominato proprio “il muto” perché aveva sempre qualcosa da dire, da annunciare, da raccontare. La sua voce riempiva le navate delle chiese, i filari degli eucalipti durante le processioni, le aule nelle lezioni di catechismo. Il suo silenzio era preghiera e meditazione» (p 56).

Tra le altre virtù, che p. Tebaldi sottolinea in p. Rossi, vi è la chiara visione di futuro che, fin dall’inizio lo ha portato a lavorare allo sviluppo della scuola e la capacità di avvalersi della collaborazione dei laici. Il coraggio certo non gli fece difetto e gli permise di attraversare, rischiando molto, ma senza danni, la bufera della Mau mau.

Padre Riccardo seppe adattarsi con gioia ai disagi della vita missionaria, alla povertà, al sacrificio, alla provvisorietà degli eventi, come fanno i poveri ai quali Dio ha dato la speranza di essere saziati. Si adattò al contesto africano diventando africano con gli africani e fu da essi accolto con l’amore che si rivolge a un amico e a un padre. Per essi offrì tutta la sua vita di missionario, fino all’ultimo respiro.

Un libro, quello di p. Tebaldi, che si legge d’un fiato lasciando in cuore la sensazione di aver ricevuto un regalo: il ritratto di un amico e di un fratello la cui conoscenza ci arricchisce la vita
Sergio Frassetto

PREMIO ALLA MEMORIA DI P. IVANO MAGNANI
Il 4 novembre 2001, il Centro culturale di Campogalliano (MO) ha conferito il premio alla memoria “Bilancia d’oro” a p. Ivano Magnani, a quasi un anno della sua morte. Il Missionario della Consolata è stato ricordato con commozione e ammirazione dai suoi concittadini per il suo impegno solidale ed intraprendente tra le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo, con le quali ha condiviso 27 anni di sacerdozio missionario.

Il ricordo di p. Ivano è molto vivo tra la gente delle diocesi di Wamba e Isiro e tra i missionari che hanno goduto della sua fraternità e saggezza. Anche le opere da lui realizzate, grazie alla cooperazione dei suoi concittadini, testimoniano la sua tenace dedizione in favore dei poveri.

Il premio è stato consegnato ai suoi fratelli che così ci scrivono, insieme a mamma Augusta: «Continuano ad arrivarci notizie dal Congo e dai confratelli operanti in Isiro e Pawa… e ci fa piacere pensare che il ricordo di Ivano da parte di quanti lo hanno incontrato, testimoni che la sua vita e la sua morte non siano state inutili. E mentre rimaniamo informati dell’attività missionaria della Consolata, non dimentichiamo di pregare per quanti operano in tale campo e affinché molti altri vogliano impegnarsi nella vigna del Signore. Con questo pensiero giunga a voi il nostro ricordo e saluto»

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