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CONVEGNO GIOVANILE PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Giano Benedetti   

Per i nostri confratelli del Portogallo l’annuale Convivio Juvenil Missionário è, ormai da anni, un appuntamento fisso di incontro e di condivisione con i giovani che, nei nostri centri di Caçem, Fátima ed Ermesinde, entrano in contatto con ciò che chiamiamo missio ad gentes. Si tratta di ragazzi e ragazze che hanno cominciato a conoscere lo spirito del Beato Allamano, i Missionari della Consolata e le nostre presenze nel mondo. Anche a questi giovani interessa “elevarsi sopra le idee ristrette” del loro ambiente, per essere solidali con gli esclusi del nostro tempo, cercando la voce del Signore nella loro vita, senza dire: non tocca a me! Al Convivio, che sempre si programma per il primo fine settimana dopo Pasqua, ci si arriva preparati. Durante tutto l’anno, settimanalmente, si propone ai ragazzi un cammino di informazione, di formazione e di attività comuni per crescere missionariamente. Quando arriva la Quaresima, la catechesi e la preghiera si fanno più specifiche. Alcuni dei partecipanti sono scelti e inviati a una comunità cristiana per animarla durante il Triduo pasquale. Il Convivio Juvenil missionário raccoglie tutto questo cammino per rilanciarlo verso nuove mete. Diventa un momento di riflessione, di preghiera e di gioiosa convivenza, preparato e vissuto insieme, giovani e missionari. Ogni anno si invitano una Missionaria e un Missionario della Consolata affinché, partendo dalla loro esperienza di vita, lancino nuove sfide e piste di ricerca ai convenuti. Quest’anno è stato il turno di sr. Maria Da Graça e di p. Giano Benedetti. La prima ha presentato la sua esperienza di lavoro tra gli indios Waitoto di La Tagua (Caquetá - Colombia), mentre il sottoscritto ha evidenziato alcuni aspetti delle realtà missionarie e dei servizi che finora ha conosciuto e vissuto dall’interno dell’IMC. Dal punto di vista dell’informazione, si è spaziato da un continente all’altro ma, come spesso accade con i giovani, l’interesse ben presto si è concentrato sulle motivazioni e sulla necessità di aiutarsi a crescere, come persone e come credenti, per coltivare lo spirito e il vissuto della missione anche “qui e ora”. Il titolo del Convivio era Sai da tua terra e anuncia a Boa Nova do Reino, esci dalla tua terra e annuncia la Buona Notizia del Regno. Nel pomeriggio di sabato 6 aprile, una volta portati a termine i vari momenti di presentazione, introduzione e ascolto delle testimonianze, l’assemblea è entrata nel vivo della riflessione e della condivisione, affrontando alcune domande, suscitate dall’ascolto delle esperienze missionarie e dalle aspirazioni degli stessi giovani. C’è da tener presente che la maggior parte di loro partecipa attivamente alla vita delle rispettive parrocchie di appartenenza e collabora in varie iniziative di solidarietà e cooperazione con il Sud del mondo. Nell’espressione “sfide missionarie” si sono colte tante situazioni umane ed ecclesiali lontane dal nostro continente, ma anche realtà e cammini da percorrere nella nostra vecchia Europa, in Portogallo, nei nostri centri di animazione. Cominciando proprio da questi ultimi, ci si aspetta che, oltre ad essere luoghi accoglienti, creativi, carichi di notizie e di spirito missionario, offrano ad ogni giovane la possibilità di una crescita e di un accompagnamento personale e di gruppo, rispettando il cammino di maturazione e di fede di ciascuno. I presenti lo hanno chiesto chiaramente: frequentano le nostre comunità e partecipano alle nostre iniziative perché cercano e seguono Cristo, vogliono capire quale sia il vero tesoro della loro esistenza. Da noi missionari si aspettano un aiuto per riconoscere la volontà di Dio nella loro vita e la loro vocazione missionaria. Gli interventi in assemblea e nei gruppi hanno evidenziato la convinzione che, seguendo il Signore Gesù, ognuno di noi è chiamato non tanto a dare qualche cosa, quanto piuttosto tutta la nostra persona, per testimoniare e annunciare la Buona Notizia del Regno agli ultimi del nostro tempo. I centri di animazione della Consolata in Portogallo sono chiamati ad essere e a proporsi come luoghi in cui, oltre a prendere coscienza delle povertà e delle ingiustizie che feriscono la nostra umanità, si prega e si accompagnano i ragazzi nel cammino della fede e dell’orientamento vocazionale. Aprirsi alla missione e uscire da se stessi, significa anche lasciarsi condurre a livello personale, cercando l’aiuto e il consiglio di quanti ci sono accanto come adulti nella fede e testimoni della missione. L’universalità della Chiesa, le nuove opportunità a cui ci apre il contraddittorio fenomeno della globalizzazione e la componente multietnica della società portoghese, che inizia a caratterizzare anche i nostri gruppi giovanili, rappresentano uno stimolo in più per essere animatori e operatori dell’incontro pacifico e rispettoso delle differenze, tra i popoli e le culture. Missionari e giovani si sentono impegnati a vivere e a creare nuove relazioni, ponendo in atto iniziative per una pedagogia dell’accoglienza e dell’interculturalità, della giustizia, della pace e della salvaguardia del Creato. I giovani riuniti a Fátima (JMC: Jovens Missionários da Consolata) si sentono uniti ai coetanei spagnoli e italiani. L’augurio e la proposta emersa durante il Convivio è quella di mantenere viva la comunicazione e la condivisione con gli altri giovani che in Europa camminano insieme, con lo stesso spirito missionario. Le idee e le iniziative concrete suggerite sembrano fattibili. Il foglio di collegamento - Simama -, tra i ragazzi dei nostri tre centri di animazione, potrà essere facilmente inviato agli amici d’Italia e Spagna, via internet. Lo stesso sito IMC può diventare un luogo di scambio di informazioni, di proposte e di esperienze significative. L’assemblea di Fátima incoraggia la programmazione e la realizzazione di esperienze vissute insieme, come in diverse occasioni si è già fatto (il Cammino di Santiago, lo Youth Meeting, il prossimo pellegrinaggio in Kenya…). Il discernimento postcapitolare della Regione Portogallo sull’ad gentes si sta concretizzando nella scelta di un inserimento missionario in una zona periferica ed emarginata della capitale Lisbona: anche i giovani saranno coinvolti e chiamati alla cooperazione in questa nuova presenza, verso la quale si stanno muovendo i primi passi. Tra i momenti assembleari, le riflessioni in gruppo e la presentazione delle sintesi emerse dalla condivisione, è stata inserita una consistente e partecipata veglia di preghiera. Era la notte del sabato, che ancora una volta e in modo nuovo portava l’annuncio della risurrezione. Ricordando i nostri cento anni di missione, i giovani hanno ripercorso il cammino e l’esperienza dei nostri primi quattro missionari inviati in Kenya e dei primi discepoli del Signore, subito dopo la sua risurrezione. Non potevano mancare, a mo’ di conclusione, le parole del Beato Allamano che ringraziava il Signore per il bene realizzato in Kenya, in Etiopia… e per quanto si realizzerà anche tra le popolazioni asiatiche. La veglia è stata vissuta come un momento di illuminazione e di ricarica per tutti ed ha preceduto la presentazione delle conclusioni e delle proposte emerse dai gruppi, che più sopra sono state ricordate. La mattinata della domenica è servita per fissare e recepire la sintesi del Convivio. In tempi diversi, si sono aggregati all’assemblea anche alcuni Laici IMC, ormai prossimi alla partenza, e un’allegra rappresentanza di cristiani della parrocchia di Mouriscas che quest’anno ha accolto e apprezzato l’animazione dei nostri giovani, durante il Triduo pasquale. L’eucaristia conclusiva ha raccolto i contenuti dell’incontro e li ha espressi mediante segni e simboli, in sintonia con il messaggio della liturgia del giorno: “Pace a voi. Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. P. Giano Benedetti

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