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LA CONSOLATA PDF Stampa E-mail
Scritto da Da Casa Madre   

La presenza materna della Consolata era, nell’Allamano, di tale forza ed evidenza che, in ogni momento della sua vita quotidiana ne portava, visibili, le impronte. La Consolata: nella preghiera, nelle benedizioni, nelle aspirazioni, nelle lettere, nelle conversazioni, nelle scelte, nelle difficoltà. La Consolata rappresentava per l’Allamano, come per molti dei suoi contemporanei, un segno distintivo di appartenenza ad una cultura, ad una Chiesa, ad una società, ad una tradizione cittadina originata dalle macerie di una peste miracolosamente domata. Nei quarantasei anni che fu rettore del santuario, egli si dimostrò strumento idoneo di quella bontà materna, che diffuse con dolcezza e discrezione su chiunque varcasse la soglia del buio santuario. Ma al di sopra di tutto, la Consolata dell’Allamano è una Madonna Missionaria che sta alle origini della fondazione dell’Istituto come una madre rispetto alla sua creatura, e che, con il suo nome, è parte essenziale della sua identificazione e della sua missione nel mondo. Giovanni Tebaldi, La mia vita per la missione, p. 246

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