Home Da Casa Madre arrow 2002 arrow Giugno 2002 arrow EDITH STEIN - CONFERENZIERA
EDITH STEIN - CONFERENZIERA PDF Stampa E-mail
Scritto da Berta Weibel, Edith Stein   

Edith Stein intraprese un’intensa attività di conferenziera in patria e all’estero, impegnandosi totalmente come sostenitrice ante litteram dei diritti delle donne. Fu chiamata, per esempio, in Austria, Svizzera, Francia e Belgio, dalle associazioni delle insegnanti e accademiche cattoliche. Un’insegnante ricorda: «Mi aspettavo una donna ebrea imponente, sicura di sé, arguta, come ne avevo conosciute nel movimento femminile liberale e nell’assistenza sociale volontaria, con un eloquio trascinante. Ma in lei non c’era nulla d’imponente, nessuna personalità affascinante per portamento o spirito; soltanto una donna delicata e straordinariamente obiettiva, in abito semplice e raffinato, che non dimostrava né sicurezza di sé né uno spirito brillante. Sebbene il suo saluto rivelasse un essere cordiale in modo quasi infantile, c’era qualcosa di riservato negli occhi riflessivi, qualcosa di misterioso, di solenne, che la teneva stranamente lontana e che in questo contrasto suscitava quasi una sorta di timore. E poi parlava con calma e gentilezza, senza retorica, con una dizione chiara, bella e priva di affettazione. Si avvertivano in lei una grande forza spirituale e una vita interiore straordinariamente ricca, anche se disciplinata, derivante da un’estrema sicurezza…». Edith Stein conquistava il pubblico con l’esposizione obiettiva dei problemi, mentre il suo tratto umano suscitava fiducia. Maria Wilkens, dell’Associazione delle insegnanti cattoliche: «…La conoscevo come un’importante filosofa e collaboratrice di Husserl, e sapevo che era cattolica, una cattolica radicale, che per questo aveva abbandonato la carriera laico-filosofica… Ammiravo la sua opera filosofica e le eccellenti conferenze da lei tenute in occasione delle settimane universitarie di Salisburgo, ai congressi, le sue profonde dissertazioni sulla donna, sul suo compito secondo la natura e la grazia, il suo impegno nel campo professionale…». Il prof. Koch ricorda: «…rimasi molto colpito dalla sua semplicità. Si era già fatta un nome ma era aliena da ogni posa. Dai suoi occhi che osservavano tranquilli il pubblico emanava un fascino straordinario che non potrò mai dimenticare, come non potrò dimenticare una sua frase: concisamente ma con grand’esattezza definì la filosofia di Heidegger come la “filosofia della cattiva coscienza”. Quanta conoscenza dell’essere umano è insita in queste parole, e quanto esse testimoniano al tempo stesso la purezza della sua anima aperta alla verità».

Berta Weibel, Edith Stein.
Martire per amore.
Paoline, Roma 1999, pp 45-48 passim.

Archivio
2006
2005
2004
2003
2002
Mambo è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
Versione italiana localizzata da SupportoMambo basata sul progetto MamLang modificato da Giorgio Nordo per www.equal.it