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Carissimi Missionari, Leggendo la lettera Novo Millennio Ineunte, impressiona e commuove l’atteggiamento del Papa che, dopo le fatiche del grande Giubileo della Redenzione, non propone a se stesso e alla Chiesa un tempo di riposo. Invita invece a concedersi una sosta contemplativa di fronte al volto di Cristo per poter riprendere con rinnovato slancio il cammino: «… questa immersione nella contemplazione del mistero non ci impedisce di camminare, anzi ci obbliga a ripartire per un nuovo tratto di cammino nel quale ci facciamo annunciatori e testimoni». Si tratta infatti di “ripartire” con nuovo slancio, non nel senso d’intraprendere iniziative di grandi proporzioni, quanto piuttosto di ritornare all’impegno ordinario, ma con nuova e più profonda ispirazione. Questo è quanto anche noi, Missionari della Consolata, vogliamo fare al termine del Centenario della Fondazione dell’Istituto. Riprendere con rinnovato slancio il cammino della missione, partendo però da una sosta contemplativa davanti all’icona della Consolata, Madre di Gesù e Madre nostra. L’attenzione ad essa ci rimanda, infatti, immediatamente al Figlio Suo, Gesù di Nazareth, che ci ha chiamati a sé e ci ha inviati nella missione della Chiesa. Maria non si sostituisce per nulla a Gesù, ma ci guida a lui, ci aiuta a riprodurne l’immagine in noi e ci ottiene lo Spirito, artefice di un nuovo modo di vita. Questo è quanto il Santo Padre sottolineò nel suo affidamento a Maria fatto, alla presenza di 600 Vescovi, il giorno 8 ottobre 2000. Rivolto a Maria il Papa così pregava, spiegando allo stesso tempo il significato di quell’atto che stava compiendo a nome di tutta la Chiesa: «E, ancora una volta, la salvezza è tutta e solo, o Vergine Santa, nel tuo figlio Gesù. Per questo, Madre, come l’Apostolo Giovanni, noi vogliamo, prenderti nella nostra casa (cf. Gv 19, 27), per imparare da Te a conformarci al tuo Figlio.[…] Implora per noi il Figlio tuo diletto, perché ci doni in abbondanza lo Spirito Santo, lo Spirito di verità che è sorgente di vita». Con lo sguardo rivolto all’immagine della Consolata, nel giorno della sua Festa e in quest’anno della Missione che segna la ripresa del nostro cammino di evangelizzazione dopo la celebrazione del 1° secolo di vita dell’Istituto, propongo che ogni comunità e ogni circoscrizione faccia l’affidamento a Maria Consolata. A Maria chiederemo che interceda per il nostro Istituto vocazioni generose e fedeltà di tutti al carisma del Beato Allamano e alle nuove sfide della missione che la Chiesa ci affida in ogni Continente. Pregheremo anche per i nostri benefattori e per tutte le persone che collaborano con noi nella nostra opera di evangelizzazione. Potremo utilizzare la preghiera che è stata recitata il 29 gennaio 2001, nel Santuario di Torino e che dice così: Santa Vergine degli inizi, fidenti ti invochiamo in quest’alba del secondo centenario di vita dell’Istituto. Da te, Consolata, è venuta a noi la vita; per te il Signore ci ha elargito doni con munificenza regale. Specchio della nostra identità, ispiratrice della nostra vita, rendici fedeli collaboratori del Regno che viene. Vincolo della nostra comunione, ravviva nelle nostre comunità lo spirito di famiglia, la capacità di lavorare in unità di intenti, la sollecitudine per i fratelli che ci vivono accanto. Non si spenga in noi la lampada della speranza, nella certezza che nulla è impossibile a Dio; arda in noi il fuoco della Missione per illuminare quanti non conoscono la luce da te generata; brilli in noi la gioia della consolazione, perché si diffonda nelle case dei poveri, degli oppressi e smarritidi cuore. L’Istituto è opera tua, o Consolata; alla tua protettrice assistenza ci affidiamo. Imprimi nel nostro cuore le parole del Beato Padre Fondatore: «Coraggio! Avanti!», per muovere i nostri passi verso le frontiere dell’umanità, portando la vera Consolazione, Gesù Cristo, e il lieto annunzio del suo vangelo. Amen. In unione di preghiera e di affetto, saluto tutti voi, Missionari e amici, e a tutti auguro ogni bene nel Signore. Maria Consolata e il Beato Allamano intercedano per noi e ci benedicano. Fraternamente, P. Piero Trabucco, IMC (Padre Generale)
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