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ALLAMANO HOUSE In Europa la stagione dell’autunno è il periodo dei festival. C’è la fiera della birra, del vino, dei prodotti agricoli, la festa del ringraziamento, ecc. In America del Nord si celebra una delle feste civili-religiose più solenni: la giornata del ringraziamento. In Kenya questa stagione può essere definita come una primavera che precede i mesi molto caldi di dicembre, gennaio e febbraio. Non c’è una tradizione di fiere o festival che io sappia, ma a Nairobi, nella zona di Langata, si sta creando la tradizione del festival delle professioni perpetue e delle ordinazioni diaconali e presbiterali.
La zona di Langata, nei circoli ecclesiali, è chiamata “il piccolo Vaticano”, per la presenza di numerose case e istituzioni accademiche religiose. Tra queste ultime si contano: l’Università Cattolica dell’Africa dell’Est, il Collegio Universitario Tangaza, il Seminario Teologico Nazionale per seminaristi diocesani, il Philosophicum, o scuola di filosofia dei Missionari della Consolata, aperta a seminaristi di molte altre congregazioni e la Scuola di Filosofia e Teologia degli Apostoli di Gesù, la prima congregazione missionaria africana. Non molto distante c’è pure il Collegio Teologico dei Gesuiti, chiamato Hekima College (Collegio della Sapienza). Grazie a questa dovizia di presenze religiose e accademiche, ogni fine settimana in questa o quella comunità si celebrano professioni religiose e ordinazioni diaconali e presbiterali.
Il verbo “celebrare” in questo contesto, deve essere inteso nel senso africano: si tratta di celebrazioni religiose che durano ore, con una partecipazione viva di tutti i presenti, con canti che esprimono tutta la gioia del cuore per i candidati che hanno raggiunto il traguardo della loro vocazione, con danze animate da bambini, giovani e adulti, che accompagnano i momenti salienti della celebrazione, con applausi frequenti e scroscianti per premiare il coraggio e il sacrificio di coloro che si consacrano a Dio.
Nello stesso tempo si tratta di celebrazioni sociali dove si mangia e si beve in abbondanza e i piatti spesso sono preparati secondo ricette dei paesi d’origine dei festeggiati. La festa si svolge tra danze locali ed esotiche, canti dei diversi cori che hanno partecipato alla celebrazione liturgica, scenette e parodie esilaranti della vita dei candidati, che durano fino a tarda notte. Anche i Missionari della Consolata vivono ogni anno questi momenti di festa. Il nostro Istituto è stato la seconda congregazione missionaria che ha evangelizzato il Kenya e la prima a creare un seminario per la formazione dei sacerdoti diocesani, ad aprire case per le congregazioni religiose femminili e maschili africane e il collegio dei catechisti per laici. Fedeli a questa politica, per circa 50 anni i Missionari della Consolata si sono rifiutati di accogliere vocazioni per il loro Istituto proprio per dare impulso e importanza alla fondazione della Chiesa locale con tutte le sue istituzioni.
Oggi questa Chiesa esiste ed è viva e feconda, per cui l’Istituto, da circa trent’anni ha accettato, educato e preparato confratelli africani per la missione ad gentes. L’anno scorso, la maggioranza dei candidati missionari dell’Istituto provenivano dall’Africa e, di questi, la stragrande maggioranza, dal Kenya. Secondo le ultime statistiche dell’Istituto, i membri africani della nostra famiglia sono 269, di cui 156 provenienti del Kenya. Quest’anno, appena la direzione del Seminario Teologico Allamano House ha deciso di celebrare le professioni perpetue l’11 di novembre e l’ordinazione diaconale il giorno seguente, tutte le forze del seminario e della Regione si sono attivate per preparare in modo adeguato e degno questa celebrazione secondo la tradizione dell’Istituto. Il Padre Fondatore, infatti, voleva che si celebrassero con solennità e decoro le date importanti del curriculum sacerdotale-religioso dei suoi membri.
Venerdì, 11 novembre, emettono la professione perpetua Gabriel Abishu dall’Etiopia e Stephen Silu del Kenya. Padre Raffaello Lombardo, superiore regionale, presiede la celebrazione a cui partecipano vari sacerdoti, molti seminaristi IMC e alcuni parenti e amici dei due professandi. Il coro della cappella del Seminario Filosofico, con alcuni membri del Teologico, fa da cornice gioiosa a tutta la celebrazione. I due giovani candidati tradiscono l’emozione della voce mentre leggono la formula della consacrazione perpetua della loro vita al Signore per la Chiesa e il Regno, ma il prolungato applauso dei confratelli li anima e li rinfranca.
Padre Lombardo ricorda loro i diritti e i doveri della professione perpetua: un passo definitivo e totale sia nel tempo, come nella sostanza. Ma li invita ad essere perseveranti perché li accompagna la grazia di Dio, mentre le preghiere e l’aiuto di superiori e confratelli saranno il loro sostegno esterno quotidiano. La celebrazione religiosa è seguita da un rinfresco all’aperto che, come sempre, esprime ed invita all’unione e alla fratellanza.
Sabato, 12 novembre, ha luogo l’ordinazione diaconale per l’imposizione delle mani del nostro confratello, mons. Virgilio Pante, vescovo di Maralal. Il salone del nostro Philosophicum è pieno. Confratelli, parenti, amici e collaboratori pastorali sono arrivati da vicino e da lontano per essere presenti a questo evento. Un buon numero di concelebranti sia IMC che di altre famiglie religiose o diocesani fanno corona al vescovo e agli ordinandi. Nella sua omelia, mons. Pante evidenzia che il diaconato rende Stephen e Gabriel amministratori della Parola di Dio e servi del Vangelo, specie verso i più poveri. Ricorda loro l’ammonizione che la Chiesa rivolge ai diaconi: «contemplate quello che leggete, annunciate quello che avete contemplato, vivete quello che annunciate». E poi sottolinea che il diaconato è un servizio alla Chiesa e alla gente che non ha nulla a che vedere con retribuzioni, carriera e prestigio, ma solamente con il dovere di lavare i piedi ai fratelli come ha fatto Gesù. Terminata la celebrazione, inizia il momento sociale, prima nel giardino del Philosophicum, poi nel Seminario Teologico. La festa si protrae fino a tarda sera.
Il Kenya non ha tradizioni di fiere e festival autunnali e, per ora, non intende importarle dall’estero. Ma la celebrazione della professione perpetua e l’ordinazione al diaconato sia a Nairobi, come in altre città dove esistono seminari teologici, è già un festival assodato: occasioni di festa che nascono dalla tradizione cristiana e dalla cultura africana, per il momento armoniosamente fuse in esplosioni di gioia, di affetto, di riconoscenza e di sostegno che arrivano al cuore non solo dei coraggiosi che si consacrano a Dio, ma anche della gente che partecipa con entusiasmo, commossa e felice, a questi eventi religiosi e sociali. P. Antonio Bellagamba
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