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Il Centenario della Fondazione dell’Istituto prima, e il Centenario della Missione ora, sono occasioni per farci conoscere e raccontare la nostra storia di ieri e di oggi. Anche Milaico (Missionari Laici della Consolata) si inserisce, piano piano, in questa storia dell’Istituto e siamo orgogliosi di farne parte. Da qualche settimana sono rientrati Paolo Deriu e Gianfranco Pegoraro dopo aver trascorso 3 anni di servizio e di condivisione nel Mozambico e precisamente a Mecanhelas. Sembra ieri quando, dopo un anno di preparazione e di comunità di vita con noi, ci salutavano e partivano per la missione. Ora sono tornati entusiasti dell’esperienza vissuta, prima di tutto con i padri, pur tra difficoltà iniziali e, a volte, piccole incomprensioni, inevitabili in ogni famiglia… soprattutto quando non solo si lavora, ma anche si fa vita comunitaria assieme, e poi per il contatto con la gente e con i poveri… È evidente che la missione li ha cambiati: aprendo maggiormente il loro cuore alla solidarietà e facendoli crescere nella fede. Valori che si sono concretizzati nello stare a fianco della gente, condividendo le sue gioie e sofferenze, diventando per tanti motivo di consolazione e speranza. Ci ha commosso il messaggio inviatoci da p. Elio Rama, superiore regionale del Mozambico, dove esprime la sua gratitudine ai due laici ed auspica un loro ritorno alla missione. Così pure ci ha fatto piacere la fiducia espressa nei loro confronti da p. Franco Gioda, che ha vissuto con loro in Mozambico prima di rientrare in Italia. Una cosa bella è che Paolo e Giancarlo vogliono dare continuità alla loro esperienza in modo che non rimanga un fatto personale e chiuso in se stesso. Insieme stiamo valutando il modo e gli ambiti in cui valorizzarla. Prosegue la missione “formativa” di Milaico: da qualche mese, con noi vive Michele, un giovane che si prepara a partire per il Brasile per dedicare tre anni della sua vita al servizio degli indigeni. Dal canto suo, p. Angelo Casadei ha iniziato un cammino di discernimento con un altro giovane della nostra zona interessato alla missione ed al laicato IMC. Altre persone, tra cui una coppia, sono interessate ad un’eventuale partenza, anche se non immediatamente, intanto però hanno iniziato il cammino formativo di preparazione. Nello stesso tempo proponiamo a qualcuno che ci segue da lungo tempo, di inserirsi nella nostra comunità dando maggiore continuità al suo impegno per la missione. Certo, è un lavoro lento, delicato, imprevedibile…, l’importante è seminare e pregare, animati dalla convinzione che la missione ha bisogno più di persone che di denaro. Penso che Milaico stia seminando, in modo impercettibile, la coscienza della missione in tanti cuori. Lo riscontriamo in coloro che abbiamo occasione di incontrare e che partecipano alle attività formative della casa: alcuni di loro si stanno interrogando seriamente sul proprio stile di vita in rapporto alle cause ed ai problemi del sud del mondo, su come vivono il loro tempo libero, come la fede incide nel loro comportamento e stanno attuando scelte personali di “conversione” che cercano di estendere poi nella propria parrocchia. A questo si aggiunge la simpatia che oggi Milaico riscontra, anche nei parroci, che ci invitano a portare avanti incontri con i loro giovani: gli animatori, i catechisti, gli insegnanti; che vengono a trovarci per chiedere materiale, sussidi…, o ci chiedono di preparare incontri assieme a loro. E poi si nota che la nostra formula di vita comunitaria, mista, (laici e padre) riscontra consensi tra la gente, ed è apprezzata. Le persone, specie i ragazzi, si avvicinano con meno timore ed anche le persone che con la Chiesa hanno poco a che fare, guardano con vivo interesse al nostro stile di vita. Non ho dubbi che un’animazione di qualità, svolta con serietà e costanza, senza scoraggiamenti e pigrizie, accompagnata da una testimonianza di vita credibile, col tempo, darà i suoi buoni frutti, ripagando tutto l’impegno e la fatica di questi anni. E tutto ciò non per una soddisfazione personale, ma a tutto vantaggio della missione e della Consolata. Questo nostro lavoro continua: dal 24 al 29 giugno faremo un campo formativo per i ragazzi/e delle scuole medie inferiori, mentre dal 12 al 21 luglio è in programma un campo formativo e di lavoro per i giovani delle scuole medie superiori. L’invito a partecipare, tramite questo mezzo, è rivolto a tutti i ragazzi e giovani interessati. Buona festa della Consolata. Lucia Pagnossin
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