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P. Francesco Pavese ci porta a riflettere sul “di più” della vocazione missionaria, così come la intendeva il Padre Fondatore. Rifacendosi a quanto raccomandava ai missionari partenti, questo “di più” doveva concretizzarsi nello spirito di preghiera, di mansuetudine e di distacco. 6 maggio – Giunge tra noi p. Vincenzo Mura, nuovo superiore di Casa Generalizia. Aeroporto, uffici, ambasciate… in pochi giorni p. Jaime Marques lo introduce in quello che sarà il non comodo ufficio di Superiore di questa casa dove, come in un porto di mare, tutti arrivano e tutti hanno bisogno di servizi. 8 maggio – Cent’anni fa i primi quattro Missionari della Consolata partivano per il Kenya. Celebriamo il nostro centenario della missione con l’eucaristia solenne della sera, a cui partecipano anche la comunità del seminario di Bravetta, un gruppo di Missionarie della Consolata e alcuni amici. Presiede l’eucaristia p. Alberto Trevisiol che, nell’omelia, parla sulla “sacramentalità della partenza” che ha storicizzato il carisma dell’Istituto nella terra del Kenya e che costituisce la dimensione del suo futuro. La celebrazione è continuata nella gioia dell’agape fraterna. 8 maggio – salutiamo p. Franco Cellana, in viaggio di ritorno al Kenya, dove lavora come parroco del Santuario della Con-solata di Nairobi. Dal 18 al 24 aprile è stato in Spagna dove ha partecipato a un forum sull’Africa, or-ganizzato da Manos Unidas, il movimento delle donne cattoliche di Spagna, coordinato dalla Conferenza Episcopale. Si tratta di una ONG, molto conosciuta in Africa e America per il suo grande apporto nello sviluppo di progetti e opere sociali. «Ho ricevuto l’invito a partecipare e a dare il mio contributo attraverso una riflessione su ciò che sta succedendo nelle grandi capitali dell’Africa. Ho accettato, anche per riconoscenza del Kenya verso Manos Unidas, perché ha fatto moltissimo per tanti progetti. Ho presentato i diversi aspetti della migrazione dalla campagna, dalla foresta, o dalla montagna verso la città e i problemi che ne derivano. Ho parlato di Nairobi, della situazione che stiamo vivendo e delle possibilità che vediamo per il futuro, dal punto di vista dell’evangelizzazione, della formazione alla educazione civica e dal punto di vista del lavoro… Partecipavano ogni giorno circa 400 rappresentanti di diverse associazioni, gruppi e soprattutto aderenti a Manos Unidas interessati ad approfondire il problema “Africa”, perché “in Spagna – dicevano – l’Africa è dimenticata”. Con me c’era p. Alvaro Palacios, superiore regionale della Spagna, che ha fatto da moderatore per una giornata. Il forum è stato aperto dall’arcivescovo di Madrid, card. Antonio Maria Araouco ed è stato chiuso dal Nunzio Apostolico in Spagna. Poi, diversi missionari, laici e specialisti hanno parlato su vari temi e aspetti dell’Africa. Penso che sia stato molto apprezzato lo stile e il metodo di evangelizzazione dei Missionari della Consolata in Kenya». 15 maggio – P. Antonio Cachide Ferriera, giovane Missionario della Consolata portoghese, ha ottenuto la licenza in Sacra Scrittura presso l’Istituto Biblico. “Il conflitto profetico”, questo il titolo della sua tesi dove sviluppa il problema dei veri e falsi profeti in Geremia 28. Oggi, dopo due anni di permanenza in Casa Generalizia, saluta la comunità e parte per il Mozambico, dove l’obbedienza lo chiama a svolgere il suo apostolato missionario. Nel Niassa, al nord del Paese, p. Antonio ha già trascorso due anni di stage come diacono. 15-24 maggio – Presso la sede del CIAM, dell’Università Urbaniana, si svolge l’annuale raduno dei direttori nazionali delle POM. Per l’occasione sono tra noi i pp. Oscar Clavijo Serna, Jairo Calderón Benavides ed Eugenio Ferrari, direttori nazionali delle POM di Etiopia, Argentina e Kenya, rispettivamente. 24 maggio - Si conclude il periodo di aggiornamento di un gruppo di padri che hanno partecipato ad alcuni corsi in varie università romane. Nella foto, in piedi: i pp. Giuseppe Svanera, Antonio Merigo e José Jesús Ossa Tamayo. Accovacciati: p. Michael Njue e p. Remo Villa. Sergio Frassetto
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