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PELLEGRINAGGIO A TUTHU PDF Stampa E-mail
Scritto da Kamande, a nome dei postulanti   

L’anno 2002 è un anno memorabile per i Missionari della Consolata che commemorano il 1° centenario di attività apostolica in Kenya. Per dare risalto a questo evento noi, postulanti del seminario della Consolata in Nairobi, assieme al nostro formatore, p. Genaro Ardila Gómez, il 9 marzo scorso, siamo andati in pellegrinaggio a Tuthu per rivivere l’esperienza dei primi missionari che in quel posto, nel 1902 celebrarono la prima messa fra i Kikuyu e fondarono la prima missione della Consolata in terra africana. Sulla via di Tuthu ci siamo fermati per una breve sosta a Sagana, per prendere visione del noviziato dove saremo accolti fra non molto. Arrivati a Sagana verso le 9 del mattino, grande fu la gioia nell’incontrare i nostri fratelli maggiori in procinto di completare l’anno di formazione prima della professione temporanea. Dovendo arrivare a Tuthu, la sosta tra loro fu molto breve. Naturalmente, durante il viaggio c’era grande curiosità di conoscere la storia di Tuthu di cui avevamo sentito parlare spesso fin dall’inizio del postulato. La strada asfaltata ci accompagnò fino a Kanyanye-ini, ma da lì fino alla meta il veicolo che ci portava dovette faticare non poco a motivo della strada dissestata che si snoda lungo il dorso della montagna. A parte la strada non tanto bella, abbiamo potuto ammirare l’incantevole scenario naturale, cosparso di verdi piantagioni di tè. Grande fu la nostra gioia nel giungere sul luogo dove i primi quattro Missionari della Consolata, i pp. Filippo Perlo e Tommaso Gays, e i fratelli Luigi Falda e Celeste Lusso avevano eretto la tenda cento anni prima. Abbiamo visitato la chiesa e ammirato i ritratti di quei primi missionari rimanendo impressionati dal fatto che alcuni di loro erano molto giovani quando arrivarono per la prima volta a Tuthu. Anni fa, p. Giuseppe Richetti, di felice memoria, aveva costruito un’ara esattamente sul luogo dove quei missionari celebrarono la prima messa fra i Kiku-yu. Al suo posto abbiamo visto, in fase avanzata di costruzione, una cappella che viene eretta a ricordo di quel grande evento di 100 anni fa. Sarà inaugurata il 29 giugno di quest’anno. Naturalmente abbiamo cercato i segni dell’opera di quei primi missionari qui a Tuthu e abbiamo trovato dei pezzi di macchinari usati per la lavorazione del legno e la fabbricazione di quelle casette prefabbricate che, in seguito, furono montate nelle varie missioni. Non poteva mancare la visita in foresta per vedere il posto dove c’era la segheria e per pregare sulla tomba di suor Giordana Sopegno, suora del Cotto-lengo, deceduta il 1° dicembre del 1903. Muoversi in foresta non fu cosa facile. Seguire Cristo comporta sacrificio e, ad imitazione dei nostri pionieri, abbiamo continuato il cammino fino alla cima. Nonostante la folta vegetazione non fu difficile individuare la tomba di suor Giordana. Qui, poi, abbiamo celebrato l’eucaristia in ringraziamento a Dio per quanto ha operato in quella terra tramite i nostri missionari. Certo, a distanza di 100 anni, facciamo fatica ad immaginare come degli uomini e donne coraggiosi abbiano potuto vivere in questi luoghi per amore del Regno di Dio. La loro perseveranza e i loro sacrifici sono stati di ispirazione per noi che ci apprestiamo a seguirli nel cammino della missione ad gentes. Meravigliose sono le opere di Dio e spontaneo è sorto il ringraziamento a Lui per aver ispirato il beato Giuseppe Allamano a fondare la nostra famiglia missionaria per portare la luce del vangelo alle genti in Kenya e nel mondo intero. La giornata volgeva al termine e, soddisfatti di quanto avevamo visto con gli occhi e col cuore e toccato con le nostre mani, siamo ritornati al noviziato di Sagana dove abbiamo condiviso le nostre impressioni con i novizi. Lì abbiamo trascorso la notte, prima di intraprendere la via del ritorno a Nairobi. Ci siamo lasciati pregando che lo spirito e lo zelo dei primi missionari possa farci crescere nel desiderio e nella volontà di servire la missione e di affrontare con coraggio le sfide che ci attendono nel nostro cammino di vita missionaria. Abbiamo anche pregato affinché Dio conceda ai missionari e alle missionarie defunti, che hanno faticato al servizio del vangelo in Kenya e nel mondo, il meritato premio degli apostoli.

Kamande, a nome dei postulanti

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